Amedeo Giannini, 1922, Davide Papalini.

AMADEO GIANNINI E LA BANK OF AMERICA

Amadeo Peter Giannini era figlio di italiani originari di Favale di Margaro, un paese della provincia di Genova. Era stato concepito in Italia ma nacque nel 1870 a San Josè della California, poiché il padre e la madre incinta avevano nel frattempo lasciato l’Italia arrivando a New York dopo un lungo viaggio in mare. I due migranti avevano poi raggiunto San José con la neonata First Transcontinental Railroad, terminata nel 1869, che collegava New York con la California. I Giannini si fermarono nella città di San José dove divennero gestori di una modesta pensione. Dopo pochi anni di duro lavoro la pensione si trasformò in un Hotel. Il padre di Amadeo fu ucciso in una lite con un bracciante di una tenuta agricola che aveva acquistato con i soldi ricavati dalla vendita dell’albergo. La madre, rimasta vedova giovanissima, si risposò con un modesto carrettiere. In poco tempo il nuovo marito si affermò come commerciante di ortaggi e la famiglia si trasferì a San Francisco. Amadeo collaborava all’attività del patrigno dopo aver frequentato le scuole e dopo un corso di economia.

Amadeo Giannini si sposò all’età di 22 anni con Clorinda Flores Cuneo, appartenente a una facoltosa famiglia di italo-americani di San Francisco. Alla morte del suocero Giannini divenne amministratore dei beni ereditati dalla moglie. Tra questi c’erano alcune azioni della Columbus Saving and Loan, un’importante banca della città. In breve il giovane italo-americano divenne dirigente dell’istituto di credito. Ebbe l’incarico di curare i rapporti dei clienti di origine italiana. Presto si rese conto con rammarico che le banche locali applicavano un’esosa commissione del 5% ai suoi connazionali che effettuavano piccole rimesse di denaro in Italia, e inoltre applicavano cambi particolarmente sfavorevoli.

LA BANK OF ITALY E IL TERREMOTO DI SAN FRANCISCO

Nel 1904, acquisita una buona esperienza bancaria, decise di aprire un piccolo istituto di credito, la Bank of Italy, con sede a San Francisco. La filale era allocata in un ex “saloon” nel popolare quartiere di North Beach, abitato in gran parte da italiani. La missione della banca era di concedere prestiti alle piccole imprese, effettuare le rimesse degli italo-americani a favore dei loro parenti lontani in cambio di una commissione del 2%, applicare cambi più favorevoli delle altre banche. In breve consolidò una numerosa clientela composta in maggioranza da persone di origine italiana.

Nel 1906, dopo due anni dalla fondazione ci fu il terremoto di San Francisco. Il sisma fu seguito da uno spaventoso incendio che distrusse gran parte delle case San Francisco. Giannini, nonostante che la sede della banca fosse rimasta danneggiata, lasciò aperti gli sportelli trasferendoli prontamente in dei locali provvisori. Piazzò la sua scrivania davanti all’ingresso. Era il primo ad accogliere i clienti. La richiesta che tutti presentavano era quella di ottenere un prestito per ricostruire la casa. Giannini, al contrario degli altri banchieri che chiedevano garanzie per concedere credito, intuì il grande sviluppo economico possibile dopo il terremoto. Concedeva mutui per ricostruire le case senza chiedere garanzie, scommettendo sulla futura ricchezza di San Francisco e sul futuro benessere dei suoi cittadini.

Giannini prese a girare per la città semidistrutta con un carretto sul quale c’era una cassa piena di soldi della banca. Incontrava le famiglie che avevano perso tutto e che vivevano in tende e baracche. Offriva loro prestiti per ricominciare a vivere, dando soldi a vista. La sola garanzia era la conoscenza diretta delle persone che incontrava. Aveva buona memoria per i visi e per i nomi. Praticamente conosceva tutti i capifamiglia di San Francisco che almeno una volta erano entrati nella sua banca, anche solo per fare una rimessa di denaro verso il loro paese di origine. Molti degli abitanti di San Francisco, i quali incontravano grosse difficoltà nelle altre banche, ritirarono i loro depositi da queste e li portarono alla Bank of Italy. North Beach, il quartiere dove aveva sede l’istituto di credito di Giannini, divenne il nucleo centrale della ricostruzione della città.

Gli altri banchieri, infastiditi e danneggiati dall’intraprendenza della Bank of Italy, diffusero false voci sulla inaffidabilità della stessa. Giannini allestì allora alcuni tavoli sul marciapiede antistante la banca, dove espose le ingenti riserve auree messe da parte nel tempo, insieme a cumuli di banconote. Era pronto a soddisfare le richieste dei clienti che, a causa delle falsità fatte circolare, intendevano ritirare i loro soldi. Naturalmente i depositanti, tranquillizzati da quell’insolita dimostrazione di ricchezza, rinunciavano ai loro propositi.

Lo stesso Giannini, sicuro del successo delle sue iniziative, costruì una nuova sede della banca al 550 di Montgomery Street, sempre nel quartiere di North Beach. L’edificio, che ancora oggi ospita uffici della Bank of America, fu dichiarato monumento nazionale nel 1978. La Bank of Italy divenne una delle più floride di San Francisco. Nel 1909 venne aperta la prima filiale della banca a San José. Negli anni seguenti la Bank of Italy continuò a crescere acquisendo altri piccoli istituti bancari. Nuove filiali furono aperte in tutta la California.

Nel 1919 Amadeo Giannini conobbe Charlie Chaplin. Il grande attore di origine inglese aveva intenzione di autoprodurre il suo film “Il monello”, ma non aveva trovato alcun banchiere disposto a rischiare soldi su quella pellicola. Chiese quindi a Giannini di finanziare la produzione. La Bank of Italy intervenne con una cospicua somma, 50.000 dollari, per permettere a Chaplin di girare il film. Fu un grande successo. Dopo pochi giorni di programmazione la banca ottenne la restituzione del prestito. Giannini conobbe anche Walt Disney che aveva fondato la sua società editoriale e cinematografica. Disney si dedicava alla produzione di comics e film di cartoni animati il cui personaggio principale era “Mickey Mouse”, conosciuto in Italia come Topolino. Convinto della bontà del progetto portato avanti da Walt Disney, il banchiere divenne, attraverso la Bank of Italy, uno dei principali finanziatori dei suoi film.    

LA BANCA D’AMERICA E D’ITALIA

Nel 1919 Giannini decise di ampliare la sua attività a livello internazionale. Acquisì una piccola banca italiana, la Banca dell’Italia Meridionale, con sede al civico 10 di via Santa Brigida a Napoli. L’istituto di credito cambiò la denominazione in Banca d’America e d’Italia diventando un’importante bretella finanziaria e commerciale tra gli Stati Uniti e l’Italia. In pochi anni la banca, aprendo nuove filiali nelle regioni con forte emigrazione verso gli Stati Uniti e acquisendo altri piccoli istituti di credito, fu presente su gran parte del territorio italiano.

Nel dopoguerra la sede storica della banca fu abbattuta. I suoi sportelli furono trasferiti in una sede provvisoria allestita all’interno della Galleria Umberto, a pochi passi da via Santa Brigida. Al posto del vecchio fabbricato sorse un moderno edificio eretto con le innovative tecniche di costruzione utilizzate negli Stati Uniti. Questo divenne la sede centrale della Banca d’America e d’Italia per l’Italia meridionale. La direzione generale venne spostata a Milano. La banca fu uno dei terminali finanziari del Piano Marshall, del quale gestì circa il 20% del totale dei fondi destinati alla ricostruzione in Italia. Negli anni ’80 l’istituto di credito presentava una rete di 98 filiali, diffuse in 10 regioni, con circa 3.000 dipendenti. 

La Banca d’America e d’Italia fu una delle prime banche a dare impulso ai prestiti a breve termine, noti con la denominazione commerciale “Prestitempo”. La sua carta di credito “BancAmericard”, che poi divenne “Visa”, era tra le più diffuse in Italia. Nel 1986 la banca fu ceduta alla Deutsche Bank di Francoforte, uno dei più importanti istituti bancari della Germania.

LA BANK OF AMERICA

Nel 1928 Giannini acquisì la Bank of America, un istituto di credito nato nel 1923 a Los Angeles. Nel 1930, ci fu la fusione tra questa e la Bank of Italy. La nuova banca prese il nome di Bank of America. L’istituto di credito si trasformò in una Corporation con 452 filiali in California. Sviluppò la sua presenza anche in tutti gli Stati Uniti attraverso la creazione di banche locali di proprietà della Corporation. In tal modo Giannini riuscì a superare i veti dell’antitrust che aveva posto limiti all’espansione della Bank of America al di fuori dei confini californiani.

Nel 1931 Giannini fu colpito dalla poliomielite. A causa delle precarie condizioni di salute non poté seguire personalmente i suoi affari. Per tale motivo fu estromesso dalla direzione della Bank of America dove perse anche la maggioranza nell’assemblea degli azionisti. Fortunatamente e inaspettatamente la sua salute migliorò, tanto da guarire completamente dalla grave malattia di cui aveva sofferto. Con l’aiuto dei suoi tanti amici riuscì a riacquistare un numero di azioni tale da fargli riprendere il controllo della Bank of America.

La Bank of America divenne una delle maggiori finanziatrici dell’industria cinematografica di Hollywood. Entrò nella produzione di centinaia di film, inoltre finanziò anche la costruzione del Golden Gate, il ponte di San Francisco che permetteva agli automobilisti diretti verso il nord della California di evitare un lungo giro intorno la baia.

Durante la seconda guerra mondiale Giannini e il figlio Mario si adoperarono a favore degli italiani rinchiusi nei campi di concentramento degli Stati Uniti. Padre e figlio furono in prima fila per sollecitare l’invio di aiuti in Italia per la ricostruzione postbellica.

Il 3 giugno del 1949 Amadeo Peter Giannini morì per cause naturali. Al momento del trapasso aveva 80 anni. L’amministrazione comunale di San Francisco ne onorò la memoria intitolando a suo nome una piazza vicino alla sede della banca. Nel 1973 le poste statunitensi gli dedicarono un francobollo. Nel 2020 anche le poste italiane hanno emesso un francobollo commemorativo con la effige del banchiere italo-americano in occasione del 150.mo anniversario della sua nascita.

Nel 1998, a causa del default di un bond russo nel quale l’istituto aveva fatto un cospicuo investimento, la Bank of America ebbe serie difficoltà. Per questo motivo fu acquisita dalla Nations Bank per la cifra monstre di 62 miliardi di dollari.