Jean-Baptiste Bernadotte

BERNADOTTE, DA GENERALE FRANCESE A RE DI SVEZIA

Jean-Baptiste Jules Bernadotte era nato nel 1763 a Pau. Fu un giacobino della prima ora e uno dei generali più valorosi al fianco di Napoleone Bonaparte con il quale condivideva molte cose, forse troppe. Si contrastò con Napoleone a causa della gelosia del primo console nei confronti della moglie di Bernadotte, Désirée Clary, sorella di Marie-Julie, consorte di Giuseppe Bonaparte. Désirée era stata in precedenza fidanzata e amante dello stesso Napoleone, prima che lo stesso conoscesse e sposasse Giuseppina di Beauharnais.

BERNADOTTE GENERALE

Jean-Baptiste era destinato a seguire la carriera del padre avvocato, ma la precoce morte dello stesso spinse il giovane Bernadotte a intraprendere la carriera militare. Allo scoppio della rivoluzione non esitò ad abbracciare i nuovi ideali. Divenne un acceso giacobino. Fu promosso a ufficiale dell’esercito rivoluzionario, inquadrato nell’armata del Reno. Fece una veloce carriera e fu nominato generale dal suo comandante Jean-Baptiste Kléber. Nel 1794 partecipò alla battaglia di Fleurus, in Belgio, dove i francesi dell’armata della Sambre e della Mosa si scontrarono con le truppe austriache e olandesi appartenenti alla prima coalizione. Il valoroso comportamento in tale battaglia, nella quale Bernadotte si era distinto nell’assedio di Charleroi, fece guadagnare allo stesso il grado di generale di divisione.

Il generale ebbe l’ordine di lasciare il Belgio, insieme a 20.000 uomini dell’armata della Sambre e della Mosa, per raggiungere Napoleone alle prese con la campagna d’Italia. Bonaparte si stava scontrando con le forze austriache sul fronte del Veneto e del Trentino. Fu subito antipatia tra i due generali che fecero a gara di ardimento nelle battaglie contro gli avversari. Napoleone procedeva vittorioso nel Trentino mentre Bernadotte conquistava Trieste.

Il direttorio, al quale Bernadotte presentò le bandiere sottratte al nemico, lo nominò comandante della piazzaforte di Marsiglia. Poco dopo lasciò Marsiglia a causa della violenta repressione nei disordini registrati in città.  

Nel 1798, dopo il trattato di Campoformio, fu inviato dal direttorio a Vienna con la carica di ambasciatore. La carriera diplomatica però non si addiceva a un militare a tutto tondo qual era Bernadotte. Volle che la bandiera francese sventolasse sul pennone dell’ambasciata, situata nel centro di Vienna. Ci furono disordini contro l’esposizione del vessillo. Quella bandiera ricordava ai viennesi la recente sconfitta conclusa con un trattato non certo favorevole all’Austria. Bernadotte dovette lasciare la capitale austriaca due mesi dopo la sua nomina ad ambasciatore.

BERNADOTTE NELLA FAMIGLIA BONAPARTE

In quello stesso anno sposò la ventunenne marsigliese Désirée Clary. Désirée era stata fidanzata con Napoleone Bonaparte per tre mesi. Fu lasciata dal suo amato quando questi incontrò a Parigi la bella e intraprendente Giuseppina di Beauharnais. Il generale corso incontrò Giuseppina a un ricevimento. La creola, vedova di Alexandre di Beauharnais, volle ringraziare Napoleone per il suo interessamento a favore del figlio Eugene, anch’egli militare. Il ringraziamento fu talmente focoso che Napoleone restò folgorato da tanta generosità innamorandosi istantaneamente di Giuseppina. La sposò pochi mesi dopo. Il matrimonio di Bernadotte con Désirée ne fece un membro della famiglia Bonaparte, poiché la sorella della moglie, Marie-Julie Clary, era sposata con Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone. Nel 1799 nacque Oscar, l’unico figlio avuto dalla coppia.

Nel giugno del 1799 Bernadotte fu nominato ministro della guerra. Pochi mesi dopo, poco prima del colpo di stato del 18 brumaio del 1799, dovette lasciare la carica di ministro a causa di intrighi in seno al Direttorio. Dopo la nomina a Primo Console di Napoleone Bonaparte, fu da questi sollecitato ad aderire al nuovo corso della politica francese. Essendo fedele ai principi giacobini che erano contrari a governi autoritari, rifiutò di approvare i poteri quasi assoluti assunti dal Primo Console. Questo episodio rinfocolò i dissapori tra i due. La freddezza tra Bernadotte e Napoleone era alimentata anche da una certa gelosia che il generale corso provava per l’ex fidanzata andata sposa al suo compagno d’armi.

BERNADOTTE PRINCIPE DI PONTECORVO

Nel 1801 Bernadotte fu nominato governatore generale di Hannover. Nel 1804 ricevette da Napoleone la nomina a Maresciallo dell’Impero. L’anno seguente, alla testa dei suoi uomini, entrò in Baviera ristabilendo sul trono Massimiliano I Giuseppe, un fedele alleato del neonato Impero dei Francesi la cui figlia aveva sposato Eugenio di Beauharnais, figlioccio di Napoleone. Il generale affiancò Napoleone nelle decisive battaglie di Ulma e Austerlitz contro gli austriaci. Bernadotte ottenne il titolo di Principe di Pontecorvo quale premio per il decisivo contributo alla vittoria contro la terza coalizione, con la quale fu cancellato il Sacro Romano Impero.

Nel 1806, nel conflitto che i francesi ebbero contro la quarta coalizione, il comportamento di Bernadotte fece nascere in Napoleone il sospetto di un tradimento. Il generale si era sottratto agli scontri nella battaglia di Jena. Giustificò questo suo comportamento con un ritardo nel ricevere gli ordini. Napoleone voleva farlo giudicare da un tribunale militare. Ritenne poi più opportuno soprassedere a tale decisione. Bernadotte era pur sempre un membro della sua famiglia. Il generale si riscattò sconfiggendo i prussiani a Halle e inseguendoli fino a Lubecca. Entrò vittorioso in città, occupandola. Durante gli scontri aveva catturato un’intera divisione svedese inviata a Lubecca in aiuto dei prussiani. Il comandante svedese e i suoi uomini furono trattati con ogni riguardo da Bernadotte che si conquistò in tal modo la simpatia del re di Svezia Gustavo IV.        

BERNADOTTE RE DI SVEZIA

Gustavo IV di Svezia fu deposto nel 1809, con un colpo di stato militare, a causa del disastroso andamento della guerra contro la Russia che aveva invaso la Finlandia sottraendola alla Svezia. Gli successe sul trono l’anziano zio Carlo XIII. Poiché il nuovo re non aveva eredi la corte scelse il maresciallo di Francia Jean-Baptiste Bernadotte quale erede al trono di Svezia. Con tale nomina Carlo XIII intendeva porre termine alla guerra che la Danimarca, spinta dai francesi, aveva dichiarato contro la Svezia. Napoleone diede il suo assenso a che Bernadotte accettasse la nomina, ritenendo in tal modo di acquisire una forte influenza sulla Svezia. L’unica condizione della corte svedese fu che Bernadotte si convertisse al luteranesimo, religione ufficiale dello stato. Il 21 agosto del 1810 il generale francese fu proclamato principe ereditario con il nome di Carlo Giovanni dagli Stati Generali di Svezia. Nel 1811 divenne reggente del trono svedese.

Nel 1812, il principe Carlo Giovanni, in occasione dell’imminente invasione della Russia da parte di Napoleone, si pose al comando dell’esercito svedese e invase la Finlandia. Le forze russe, occupate a contrastare l’invasione francese, non furono in grado di contrapporsi agli svedesi. La Finlandia tornò sotto il controllo della Svezia.

Nel 1813 non esitò a fare gli interessi della sua nuova patria aderendo alla sesta coalizione contro i francesi. Entrato in Germania con il suo esercito occupò l’Holstein, la regione danese al confine con la Germania. Poi marciò verso la Francia. L’avanzata fu lenta abbastanza da evitargli di dover invadere il suo paese al fianco delle truppe prussiane, inglesi e austriache. Il progetto di Bernadotte era di ottenere il trono di Francia. La qual cosa sarebbe stata meno traumatica per i francesi che non il ritorno dei Borbone. Questa possibilità fu anche discussa al Congresso di Vienna. Comunque il disegno restauratore delle potenze vincitrici non lasciò altro spazio se non il ritorno della monarchia dei Borbone a Parigi. Bernadotte fu premiato con il passaggio della Norvegia dalla Danimarca alla Svezia. Il re di Svezia divenne in tal modo anche re di Norvegia. Dovette però rinunciare alle pretese sulla Finlandia, che passava definitivamente sotto il controllo dello zar di Russia.

Nel 1815 Napoleone si allontanò dall’isola d’Elba rientrando trionfalmente a Parigi. Bernadotte non volle aderire alla coalizione che prontamente fu formata dalle potenze europee per fermare Bonaparte. La battaglia di Waterloo mise definitivamente fuori gioco Napoleone che fu deportato sull’isola di Sant’Elena.

Nel 1818 morì l’anziano re Carlo XIII che Bernadotte già da qualche anno aveva sostituito nelle funzioni assumendo la reggenza. Gli successe sul trono di Svezia con il nome di Carlo XIV Giovanni e come Carlo III Giovanni sul trono di Norvegia.

Bernadotte si dedicò al governo dei due regni con ottimi risultati. La popolazione raddoppiò e il benessere si diffuse. La costruzione del canale di Göta permise il collegamento diretto tra il mare del Nord e il mar Baltico evitando alle navi il passaggio attraverso l’Øresund, lo stretto tra Danimarca e Svezia che, in caso di contrasti con la vicina nazione, poteva facilmente essere bloccato.

Désirée Clary, la moglie di Bernadotte, in un primo momento seguì il marito a Stoccolma. Ma il clima nordico e le incomprensioni con la regina madre la convinsero a far ritorno a Parigi. Il figlio Oscar restò a Stoccolma con il padre. A Parigi Désirée si presentava come contessa di Gotland. Raccontava alle sue amiche che il solo parlare della Svezia le faceva venire il raffreddore. Nel 1814 accolse nella sua casa la sorella Marie-Julie, moglie di Giuseppe Bonaparte che si era rifugiato in Svizzera per poi spostarsi negli Stati Uniti.

Dopo il 1815 chiese al marito di poter rientrare in Svezia, ma Bernadotte pose la condizione che non fosse accompagnata dalla sorella che, essendo una Bonaparte, avrebbe messo in cattiva luce la Svezia nei confronti delle potenze europee. La Clary rifiutò tale condizione rimanendo a Parigi. Diventata regina di Svezia restò in Francia adducendo ragioni di salute. Il re di Svezia non avrebbe comunque gradito il suo ritorno poiché era occupato con la sua amante, la nobile svedese Marianna Koskull.

Nel 1823 Désirée Clary rientrò definitivamente in Svezia in occasione del fidanzamento del figlio Oscar, erede al trono, con Giuseppina di Leuchtemberg. Volle anche essere incoronata regina di Svezia, prima cittadina comune ad assumere tale carica. A Stoccolma ebbe una ricca e movimentata vita di società. Organizzava feste e partecipava a serate di gala.

Bernadotte morì a Stoccolma l’8 marzo del 1844. Si dice che nel rivestirlo con l’abito funebre fu trovato sul suo petto un tatuaggio che riportava la scritta “Morte ai re”. Gli successe sul trono il figlio Oscar I di Svezia e Norvegia. La moglie Désirée Clary gli sopravvisse 16 anni. Morì nella capitale svedese nel 1860. L’attuale re di Svezia è un diretto discendente del generale Bernadotte.