Monumento a Giovanna II e Ladislao I di Napoli, chiesa di S. Giovanni a Carbonara, Armando Mancini - Flickr, 2010

GIOVANNA II DI NAPOLI (REGINA GIOVANNA)

Giovanna II di Napoli della famiglia d’Angiò-Durazzo è comunemente conosciuta come Regina Giovanna.

Nacque a Zara il 25 giugno 1373. Il padre Carlo III di Durazzo era re di Napoli. La madre era Margherita di Durazzo. Giovanna era vedova del Duca Guglielmo d’Austria, sposato nel 1401 e deceduto cinque anni dopo. Salì al trono di Napoli all’età di 41 anni, alla morte del fratello Ladislao I avvenuta nel 1414.

Giovanna aveva avuto numerosi amanti. Quando salì al trono il suo favorito era Pandolfello Piscopo il quale fu coinvolto pienamente nell’amministrazione dello stato. La nobiltà napoletana le impose di regolarizzare la sua posizione con un matrimonio che potesse portare vantaggi per il regno. La scelta cadde su un nobile francese, Giacomo II di Borbone, conte de La Marche. Questo matrimonio le permise di rafforzare la sua posizione di Regina di Napoli nei confronti di Luigi II d’Angiò che, acerrimo nemico del defunto fratello Ladislao, aspirava alla corona del regno di Napoli.

Ma Giacomo, che in un primo momento non fu elevato alla dignità regale, bensì nominato principe di Taranto, pretese il titolo di Re. Inserì numerosi funzionari francesi nell’amministrazione dello stato, cercando di estromettere la moglie dagli affari della corona. La nobiltà napoletana, esclusa dalle cariche pubbliche e dalle relative ricche prebende, si ribellò alla tirannia di Giacomo.

Giovanna, per mettere freno a questa situazione, diventò amante di Sergianni Caracciolo, potentissimo nobile di Napoli e, con il suo aiuto, estromise completamente Giacomo dalle questioni di stato. Giacomo vistosi sconfitto e umiliato dalla moglie, si ritirò a vita monastica in Francia, dove indossò l’abito francescano.

Questa storia è tratta dal volume “NAPOLI AL TEMPO DI … Episodi e personaggi della storia partenopea” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

A causa della sua condotta amorosa non irreprensibile, nacquero numerose leggende sul conto di Giovanna e sul numero di amanti che ospitava nella sua alcova. Si raccontava di suoi emissari che rapivano giovani di bello aspetto destinati a soddisfare le brame amorose della regina. Poi, per cancellare queste pericolose testimonianze, gli stessi venivano gettati in una botola che si trovava nelle segrete del Maschio Angioino, al fondo della quale c’era una vasca con un coccodrillo giunto dall’Africa che divorava gli sventurati.

Nel 1419 fu incoronata ufficialmente da papa Martino V a Regina di Napoli, col nome di Giovanna II. Questo fu l’inizio di un periodo molto tormentato, poiché il papa, considerando chi regnava a Napoli come suo vassallo, pretendeva di imporre una tassa di vassallaggio. Giovanna, spalleggiata dal suo amante Sergianni Caracciolo, rifiutò di pagare. Papa Martino V si alleò con Luigi III d’Angiò, figlio di Luigi II, per vendicarsi dell’affronto e spodestare Giovanna dal trono.

Luigi arrivò con il suo esercito in Campania per cacciare Giovanna e prendere il suo posto come re di Napoli. Il papa, volendosi mostrare falsamente equidistante tra i due contendenti, convocò i loro ambasciatori a Firenze per un compromesso. Ma la sua ambiguità fu smascherata e Giovanna trovò un alleato in Alfonso V d’Aragona. La regina promise di adottarlo come erede del regno di Napoli. Luigi, all’arrivo delle navi aragonesi nel 1421, lasciò la città e si ritirò in Francia.

Giovanna ben presto ruppe con Alfonso, il quale pretendeva di comandare a Napoli come se fosse già re, trasferendosi a Castel Capuano, mentre Alfonso occupava il Maschio Angioino. Nel 1423 Alfonso fece arrestare l’amante della regina, Sergianni Caracciolo, e mise sotto assedio Castel Capuano.

Con uno scambio di prigionieri la regina fece liberare Sergianni e fuggì ad Aversa. Lì si accordò con il suo vecchio nemico Luigi III e, dopo aver ripudiato Alfonso, adottò Luigi quale suo erede. Quindi Luigi venne a Napoli con il suo esercito, mentre Alfonso era richiamato in patria dal fratello per la guerra scoppiata tra Aragona e Castiglia.

Nel 1424 Giovanna ritornò nei pieni poteri insieme a Sergianni Caracciolo e governò per un periodo abbastanza tranquillo poiché Luigi III, benvoluto da tutti, si ritirò in Calabria in attesa del suo turno di salire al trono.

Intorno al 1430 la regina fece radere al suolo Satriano dopo averla messa a ferro e a fuoco. Oggi dell’antico borgo rimangono solo le rovine e una torre Normanna stranamente intatta. La causa di tutto ciò fu il rapimento di una nobile fanciulla, in viaggio verso Salerno, da parte di alcuni abitanti di Satriano. Secondo un’altra versione, il motivo fu l’amore della regina per un baronetto del posto dal quale non era ricambiata.

A causa del potere sempre maggiore del suo amante Sergianni e di contrasti tra i due, Giovanna nel 1432 fece assassinare il Caracciolo a pugnalate da suoi emissari.

 Luigi III d’Angiò morì nel 1434 a Cosenza senza poter coronare il sogno di diventare re di Napoli.

Giovanna, rimasta sola, lasciò il regno di Napoli al fratello di Luigi, Renato I d’Angiò. Ormai anziana, morì a Napoli all’età di 62 anni, il 2 febbraio 1435. Fu sepolta nella chiesa della Santissima Annunziata.

Per la sua successione si accese un conflitto tra Renato d’Angiò e Alfonso V d’Aragona che tornò a rivendicare la corona di Napoli. Ebbe la meglio Alfonso V che diede inizio alla dinastia degli aragonesi a Napoli. Si dice che il fantasma della Regina Giovanna si aggiri nella Rocca di Arquata del Tronto dove tra il 1420 ed il 1435 la regina soggiornava durante il periodo estivo per riposarsi.

(Foto in alto: Monumento a Giovanna II e Ladislao I di Napoli, chiesa di S. Giovanni a Carbonara, Armando Mancini – Flickr, 2010, CC BY-SA 2.0)