Foto di Girolamo Bonaparte, 1850, Jean-Luis Persson

GIROLAMO BONAPARTE

LUPO DI MARE E RE DI WESTFALIA

Girolamo è il più giovane dei fratelli Bonaparte. È nato nel 1784 ad Ajaccio. Pochi mesi dopo la nascita il padre Carlo Maria muore per un tumore allo stomaco mentre si trova a Montpellier. Quando la madre, Maria Letizia Ramolino, decide di lasciare la Corsica e trasferirsi con la famiglia in Francia, viene iscritto al collegio di Jully dove completa la sua istruzione. Nel 1800, a soli sedici anni, si arruola nella marina militare francese. Diventa presto guardiamarina anche grazie alla protezione del fratello Napoleone e del cognato Leclerc. Segue il cognato nella sua missione in Martinica, dove è scoppiata una rivolta a capo della quale c’è Toussaint Louverture. Ottiene il comando della nave Épervier con la quale ha l’incarico di difendere alcune isole delle Antille francesi dai raid delle navi inglesi.

Nel 1802 inizia una relazione con Adélaïde Mélanie Denizot, sposata con l’ufficiale Jean-Jacques Legarde. Nel 1803 nasce, come conseguenza di questa relazione, una bambina che viene registrata all’anagrafe come Félicité Mélanie Adélaïde Legarde.

Nel 1803 lascia la marina per recarsi negli Stati Uniti. A Baltimora conosce una giovane americana, Elizabeth Patterson, figlia di un ricco commerciante della città. Sposa la bella Liza alla vigilia di Natale dello stesso anno dopo aver ottenuto il consenso della madre poiché è ancora minore di età. Napoleone, venuto a conoscenza del matrimonio americano del fratello, disapprova l’unione poiché ritiene che i matrimoni dei suoi familiari debbano avere un’utilità politica da poter spendere per la sua carriera e per quella dei fratelli. Ordina a Girolamo di separarsi dalla moglie e rientrare immediatamente in Francia. Non viene obbedito. Il fratello rientra in Europa accompagnato da Elizabeth incinta. Giunto in Francia Elizabeth non ottiene l’autorizzazione allo sbarco. Nonostante ciò Girolamo si reca a Parigi per riconciliarsi con Napoleone. Elizabeth prosegue per Londra dove, nel maggio del 1805, dà alla luce Jerome-Napoleon Patterson, al quale Girolamo non può dare il suo cognome a causa del sopraggiunto annullamento del matrimonio. Elizabeth Patterson, rientrata a Baltimora, gode di una lauta pensione concessa da Napoleone nel frattempo diventato imperatore dei francesi. Nel 1815 Elizabeth otterrà il divorzio con uno speciale decreto del parlamento del Maryland. Dopo il 1815 tornerà in Europa dove frequenterà gli ambienti più esclusivi.

Girolamo ottiene il comando di una missione militare con l’incarico di liberare 250 prigionieri francesi presso il Bey Hussein di Algeri. Il buon esito della missione gli fa avere il comando di una squadra navale che ha il compito di navigare nel mar dei Caraibi a protezione dei possedimenti francesi. Diventato principe imperiale, Napoleone gli destina per moglie Caterina di Wüttemberg, figlia di Federico I, re del Wüttemberg, e di Carlotta di Hannover, figlia di Giorgio III re d’Inghilterra.

Dopo il matrimonio con Caterina, che avviene nel 1807, Napoleone I nomina il fratello re di Westfalia. È un regno, creato dallo stesso Napoleone, comprendente la parte centrale dalla Germania. Ha una funzione di cuscinetto tra la bellicosa Prussia e la Francia. Girolamo e Caterina trovano dimora nel castello di Wilhelshöhe, a Kassel, capitale del nuovo stato. Il governo è affidato a due ministri, Beugnot e Reinhart, che rispondono direttamente a Napoleone. Le leggi e gli ordinamenti sono copiati da quelli francesi. L’amministrazione finanziaria della Westfalia mira a recuperare risorse, attraverso le tasse, per finanziare la politica espansionistica francese. Girolamo e la moglie spendono e spandono, utilizzando fondi statali, per ristrutturare le loro dimore e per condurre una vita dispendiosa fatta di grandi ricevimenti e feste, sperperi che il fratello imperatore trova estremamente riprovevoli.

Questa storia è tratta dal volume “I BONAPARTE. Una storia quasi italiana” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

Nel 1809, nella guerra che l’Austria conduce contro la Francia, Girolamo, sollecitato dal fratello a intervenire in Boemia a sostegno del generale Junot, resta sulle sue posizioni evitando gli scontri. Nella successiva campagna di Russia ha il comando di uno dei corpi d’armata. Riceve da Napoleone l’ordine di attaccare le truppe russe comandate dal generale Bagration. Anche in questo caso non si distingue per spirito guerriero, tanto che il fratello lo rimprovera aspramente. Offeso dalle parole di Napoleone lascia il comando tornando a Kassel dall’amata Caterina.

Durante il suo regno, nonostante lo stretto legame tra lui e Caterina, Girolamo intraprende una relazione con una nobildonna del posto, la contessa Diana Waldner von Freundstein coniugata con Guglielmo Rabe von Pappenheim. I due amanti hanno due figlie: Jeromée Catharina Jenny Rabe von Pappenheim (1811), nonna della scrittrice tedesca Lily Braun, e Marie Pauline von Schönfeld (1813).

Il 30 settembre del 1813 i cosacchi, comandati dal generale Tchernitchev, invadono Kassel. Il 15 ottobre, dopo vari scontri, l’esercito della Westfalia riesce a sconfiggere i russi e Girolamo ha la possibilità di rientrare nella capitale.

IN ITALIA E IN FRANCIA

dopo la sconfitta di Lipsia Girolamo Bonaparte torna a Parigi con la moglie. In seguito all’abdicazione del fratello, Girolamo e Caterina si trasferiscono in Svizzera dove il 30 settembre del 1814 nasce il primo figlio della coppia, Girolamo Napoleone Carlo Federico. Durante i cento giorni Girolamo Bonaparte rientra a Parigi. A Waterloo gli viene affidato il comando del secondo corpo d’armata. Anche in questo caso la sua condotta non è ineccepibile, dando così un contributo decisivo alla sconfitta dell’esercito francese.

Dopo la definitiva disfatta del fratello, Girolamo, sempre accompagnato dalla moglie Caterina, si rifugia presso il suocero, il re Federico I di Württemberg. La coppia abita nel castello di Ellwangen, al confine con la Baviera. È quasi una reclusione poiché il suocero non permette loro di allontanarsi da quella località. Nel 1816 Girolamo Bonaparte riceve la nomina a principe di Montfort da re Federico. Dopo la morte del suocero, avvenuta alcuni mesi più tardi, Girolamo e la moglie lasciano il Württemberg, recandosi a Vienna. Nella capitale austriaca hanno contatti con la sorella di Girolamo, Carolina, che seguono a Trieste dove stabiliscono la loro residenza. Nel 1820 nasce la figlia secondogenita della coppia, Matilde. Due anni più tardi Caterina dà alla luce un maschio a cui viene dato il nome di Napoleone Girolamo Giuseppe Carlo, chiamato con il soprannome di Plon Plon. Nel 1823 sono costretti dalle autorità austriache a lasciare Trieste. Grazie all’intervento della madre Letizia Ramolino che intercede in favore del figlio presso il papa, Girolamo e la sua famiglia sono accolti a Roma.

Abitano a Palazzo Nuñes, in via della Lungarina nei pressi di Ponte Rotto. Il palazzo, di proprietà del fratello Luciano, viene venduto da questi a Girolamo. La famiglia Bonaparte preferisce trascorrere i mesi estivi tra Fermo e Porto San Giorgio nelle Marche. Nel 1829 Girolamo e i suoi si stabiliscono definitivamente a Porto San Giorgio dove hanno acquistato e ristrutturato villa Caterina che in seguito prenderà il nome di villa Bonaparte. In questo periodo Girolamo ha una figlia naturale, Paolina Leoni, conosciuta anche come Paolina Bonaparte. Sembra che la madre della bambina sia la marchesa Bartolini di Firenze.

 Dopo le sommosse del 1831 che interessano le Marche e la Romagna, alle quali hanno preso parte i fratelli Luigi Napoleone e Napoleone Luigi Bonaparte, il pontefice proibisce a Girolamo di risiedere nelle Marche. Nel 1835 muore a Losanna la moglie Caterina. Nel 1840 Giuseppe si risposa in segreto con Giustina Pecori-Suarez. Il matrimonio sarà ufficialmente registrato a Parigi nel 1853.

Nel 1848, quando diventa chiara la possibilità che il nipote Luigi Napoleone possa essere eletto alla presidenza della Repubblica Francese, Girolamo, che sente il peso della sorveglianza che gli viene riservata dalle autorità pontificie, si trasferisce con la famiglia a Parigi. Nella capitale francese conduce una vita riservata. Si tiene fuori da faccende politiche per non intralciare la carriera di Luigi Napoleone. Dopo l’elezione del nipote a presidente della repubblica, Girolamo ottiene l’incarico di governatore dell’Hôtel des Invalides e viene nominato Maresciallo di Francia. Nel 1851 diviene presidente del senato. Con la proclamazione a imperatore di Napoleone III, Girolamo riottiene il titolo di principe imperiale. Muore a Villegenis, nei pressi di Parigi, il 24 giugno del 1860. La sua tomba si trova a Saint Luis des Invalides, accanto a quella di Napoleone I.

Il figlio Jerome, avuto con Elisabetta Patterson, trascorre la sua esistenza negli Stati Uniti dove sposa la figlia del proprietario di una delle più importanti compagnie ferroviarie americane, e dalla quale ha due figli. Jerome ottiene il diritto di utilizzare il cognome Bonaparte solo dopo la nomina a imperatore di Napoleone III, che abroga il decreto di disconoscimento di Napoleone I.

Girolamo Napoleone, il primo figlio di Girolamo e Caterina, stabilisce la sua residenza nel Wüttemberg, diventando colonnello dell’8° reggimento dell’esercito di quello stato. Muore nel 1847.

Matilde, la secondogenita, sposa nel 1840 il conte Anatolio Demidoff, principe di San Donato. Si divide presto dal marito a causa di disaccordi. Le viene riconosciuta dal tribunale di San Pietroburgo un’ingente pensione. Trasferitasi a Parigi anima un salotto letterario. È amica di Théophile Gautier. Il suo secondo marito è il poeta Claudius Popelin. Muore a Parigi nel 1904.

L’ultimo figlio avuto con Caterina, Napoleone Giuseppe Carlo, presta servizio, quale ufficiale, nell’esercito del Württemberg.  Durante il secondo impero francese è nominato membro dell’Assemblea Costituente. Nel 1859 sposa Maria Clotilde di Savoia, dalla quale ha tre figli. Ripresa la vita militare partecipa, sotto le insegne della Francia, alla guerra di Crimea e alla seconda guerra di indipendenza italiana. Dopo la caduta di Napoleone III viene coinvolto nei tentativi di restaurazione dell’impero. Per tale motivo è arrestato ed esiliato dal paese. Si spegne a Roma nel 1891.

(Foto in alto: Girolamo Bonaparte, 1850, Jean-Luis Persson)