Villa di Mortefontaine, residenza di Giuseppe Bonaparte, Didier Grau, 2011, CC BY-SA 3.0

GIUSEPPE BONAPARTE

RE DI NAPOLI     

 Giuseppe Bonaparte (n. 1768) è il primogenito di Carlo e Letizia Ramolino. In un primo momento i genitori prevedono per Giuseppe la carriera ecclesiastica. Ben presto devono accantonare tale proposito per il rifiuto del figlio, che viene iscritto al collegio d’Autun di Parigi dove riceve un’ottima istruzione. Nel 1785 fa ritorno in Corsica poiché deve farsi carico della famiglia a causa della prematura morte del padre. Nel 1787 ha la possibilità di frequentare la facoltà di giurisprudenza di Pisa. Rientrato ad Ajaccio si iscrive nell’elenco degli avvocati della Corsica. Fa una veloce carriera diventando segretario del generale Rossi, una sorta di ministro degli interni dell’isola. Ottiene anche la nomina a giudice del tribunale di Bastia.

Nel 1793, lascia la Corsica assieme alla famiglia a causa dei contrasti sorti con i sostenitori di Pasquale Paoli, che parteggiano per gli inglesi.

A Marsiglia conosce Giulia Clary, figlia di un ricco commerciante di tessuti, che sposa nel 1794. La sposa porta in dote una cospicua somma che è in grado di assicurare l’agiatezza della famiglia. La sorella di Giulia, Désirée, si fidanza con Napoleone. Viene lasciata quando lo stesso si trasferisce a Parigi. Désirée si sposerà in seguito con il generale Bernadotte, diventando nel 1818 regina di Svezia. Di fatto si dividerà dal marito già nel 1811. Giuseppe ha da Giulia Clary tre figlie: Giulia Giuseppina, nata nel 1796 e deceduta l’anno successivo, Zenaide Letizia Giulia (1801) e Carlotta Napoleona (1802).     

Nel 1796 Giuseppe accompagna il fratello durante la campagna d’Italia, con il compito di amministratore dell’Armata. L’anno seguente è eletto deputato nell’Assemblea dei Cinquecento. Poi ottiene la nomina di diplomatico della Repubblica francese presso il Ducato di Parma e Piacenza. In seguito viene inviato come ambasciatore a Roma. Il soggiorno nella città eterna risulta breve poiché il generale Duphot, che lo affianca nella missione, viene ucciso dai gendarmi pontifici. Rotte le relazioni diplomatiche con il papa, il Bonaparte fa ritorno a Parigi. Diventato molto ricco acquista la tenuta di Mortefontaine, nei dintorni di Parigi. Nel periodo in cui Napoleone è occupato nella campagna d’Egitto, Giuseppe si divide tra la capitale francese e la sua tenuta di Mortefontaine dove accoglie i suoi ospiti con fastose feste e ricevimenti.

A Giuseppe Bonaparte vengono affidati importanti incarichi diplomatici durante le guerre in Europa portate avanti vittoriosamente da Napoleone. Stipula il trattato di Mortefontaine con gli Stati Uniti, la pace di Amiens con l’Inghilterra e il concordato con la Chiesa. Con la proclamazione dell’impero è investito, insieme ai fratelli, della carica di principe imperiale. Il successo fa crescere in lui anche le aspettative politiche. Aspira a essere nominato erede dal fratello imperatore, che non ha avuto figli da Giuseppina de Beauharnais. Non ottiene la sospirata investitura ma Napoleone lo premia comunque per l’ottimo lavoro diplomatico svolto. Oltre a concedergli il possesso del prestigioso Palais du Luxembourg, che nel 1600 era stata residenza dell’italiana Maria de’ Medici, moglie del re di Francia Enrico IV, nomina Giuseppe Bonaparte comandante della spedizione militare inviata alla conquista del Regno di Napoli, in seguito alla quale viene scacciato Francesco IV di Borbone. Il responsabile militare della spedizione è il generale André Masséna.

Questa storia è tratta dal volume “I BONAPARTE. Una storia quasi italiana” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

Ferdinando IV e la moglie Maria Carolina si erano spesi con i francesi giurando e spergiurando sulla loro neutralità nei confronti della Russia e principalmente nei confronti dell’Inghilterra. Ma la flotta inglese del Mediterraneo era pronta a invadere la Sicilia per farne una colonia inglese. Gli inglesi già avevano occupato Malta, trasformandola in una loro base navale. Pertanto i reali napoletani si trovano tra due fuochi. Napoleone non crede nella sincerità del Borbone e della moglie austriaca, e non è utile all’imperatore francese la neutralità napoletana. Ha necessità di posizionarsi nel sud dell’Italia per tenere impegnate le forze inglesi dislocate nel Mediterraneo, avendo in progetto l’invasione dell’Inghilterra.

Il corpo di spedizione francese ancora non è in prossimità dei confini del Regno di Napoli che Ferdinando IV già fugge in Sicilia a bordo della nave Archimede, raggiungendo Palermo, portando con sé i beni della corona e una parte dei fondi del Tesoro Nazionale. Le truppe inglesi che erano sbarcate nel sud dell’Italia si ritirano sull’isola. Dopo pochi giorni Ferdinando viene raggiunto a Palermo da Maria Carolina. L’esercito francese entra nel regno occupando la fortezza di Capua senza colpo ferire. Il 15 febbraio del 1806 i francesi fanno ingresso a Napoli accolti con simpatia dalla popolazione e con entusiasmo da quel che resta del partito giacobino locale, superstite della Repubblica Napoletana del 1799. Le truppe francesi proseguono verso la Calabria dove sbaragliano il nemico. Solo 4000 dei 15000 soldati borbonici schierati tra Cosenza e Catanzaro attraversano lo stretto di Messina a bordo di navi inglesi. I restanti uomini preferiscono togliere la divisa e raggiungere le proprie famiglie.

Giuseppe Bonaparte, appena entrato in città, si reca a rendere omaggio a San Gennaro nella cappella del duomo dedicata al santo patrono. Il carattere bonario e la diplomazia di Giuseppe conquistano le simpatie delle autorità cittadine e del popolo napoletano. Per approfondire la conoscenza dei problemi della popolazione intraprende immediatamente un viaggio attraverso i territori del regno. Dopo pochi giorni arriva il decreto, firmato dal fratello imperatore, che lo proclama re di Napoli. In tal modo Napoleone intende spegnere le velleità di Giuseppe di diventare suo erede, concedendogli la sovranità del regno più importante d’Italia. La moglie di Giuseppe, Giulia Clary, non segue il marito a Napoli. Preferisce rimanere nel palazzo di famiglia a Mortefontaine, nei pressi di Parigi, dove continua la sua vita mondana, tra feste e ricevimenti. Giuseppe la sostituisce nel suo letto con Giulia Colonna, contessa di Atri e Stigliano. La nobildonna, sposata con Gian Girolamo Acquaviva duca di Nardò, ha due figli dal Bonaparte, Giulio nato nel 1806 e Teresa nata nel 1808. Ambedue non supereranno l’anno di età.      

Assecondando la volontà del fratello che cerca l’omologazione sul modello francese nell’organizzazione statale dei territori dell’impero, Giuseppe, collaborato da Cristofaro Saliceti, conosciuto quando frequentava l’università di Pisa, dal parigino Francesco Miot e dal napoletano Marzio Mastrilli, intraprende immediatamente la riforma dell’amministrazione e del governo a Napoli. Trasforma profondamente i ministeri, che sono a fondamento di una ordinata amministrazione centrale, le cui cariche vengono affidate a esponenti della borghesia. Abolisce le residue istituzioni medioevali con la legge dell’eversione della feudalità, eliminando tutti i privilegi che favoriscono il ceto nobile. La periferia del regno viene affidata agli intendenti provinciali che rispondono direttamente all’amministrazione centrale. È istituito il corpo dei pompieri, che è il primo in Italia. Riforma la giustizia civile e penale adottando il codice napoleonico. Il sistema tributario viene basato sul catasto con una imposta fondiaria che è proporzionale al valore delle proprietà immobiliari.

Nel 1806 truppe Anglo-borboniche occupano la Calabria, aiutate da bande di briganti al soldo dei Borbone, che governano sulla Sicilia sotto la protezione delle truppe e della flotta inglese. Nello stesso anno la flotta britannica sbarca un contingente di truppe a Capri occupando l’isola. Solo nel 1808 le truppe napoletane, coadiuvate da reparti francesi e italiani, riescono a liberare la Calabria respingendo inglesi e borbonici al di là dello stretto.

RE DI SPAGNA

Gli spagnoli sono restii a sottomettersi ai francesi. Napoleone, il quale ha interesse che la Spagna sia pacificata sotto il suo completo controllo, nomina il fratello Giuseppe, che con la sua diplomazia era riuscito a riformare il regno di Napoli con il generale consenso della popolazione, a re di Spagna. Giuseppe Bonaparte accoglie con disappunto la notizia. Egli si era ben sistemato a Napoli, dove poteva contare su ministri fedeli ed efficienti, sul benvolere dei napoletani e sull’amore della giovane e bella Giulia Colonna.

Il 23 maggio del 1808 Giuseppe Bonaparte lascia riservatamente Napoli per raggiungere Madrid dove urge la sua presenza a causa dei reiterati tentativi inglesi di sbarcare in Spagna e in Portogallo. Poiché Murat, che è destinato a sostituirlo, non può nel frattempo raggiungere Napoli, Napoleone impone a Giulia Clary di recarsi con urgenza nella città partenopea dove sostituisce il marito fino al 5 luglio, quando arriva a Napoli il nuovo re Giacchino Murat. Giulia Clary governa firmando gli atti con il nome del marito per nascondere la sua assenza. Le autorità francesi sono preoccupate che gli inglesi possano approfittare del vuoto di potere per tentare uno sbarco a Napoli appropriandosi del regno. Dopo il breve interregno la Clary rientra a Parigi ansiosa di riprendere la sua vita brillante a Mortefontaine.

Giuseppe Napoleone I è proclamato re di Spagna il 6 luglio del 1808. Dopo pochi giorni deve abbandonare Madrid a causa dei moti sobillati dai nobili e dalla chiesa con la scusa di difendere la religiosità della Spagna dall’anticlericalismo francese. L’ostilità contro i francesi viene nutrita anche dal comportamento delle truppe di occupazione che si abbandonano a violenze e soprusi. Giuseppe si rifugia nel nord del paese in attesa dell’intervento militare disposto dal fratello che gli permette di rientrare nella capitale solo nel dicembre del 1808.

Utilizzando le sue capacità diplomatiche riesce a portare la nobiltà dalla sua parte, comportandosi da sovrano spagnolo, indipendente dall’influenza della Francia. Contrasta i ribelli ottenendo una importante vittoria nella battaglia di Ocaña, dove vengono fatti prigionieri migliaia di insorti. Fedele all’idea di cercare la pacificazione e desideroso di mostrarsi clemente per guadagnare le simpatie del popolo, rilascia, con un gesto di straordinaria clemenza, tutti i prigionieri. A Madrid, lasciato solo dalla moglie come era già accaduto a Napoli, ha come amanti la contessa Teresa de Montalto, originaria di Cuba e la Marchesa Maria del Pilar Acedo de Monthermoso 

Gli scontri con i ribelli continuano negli anni successivi. Nel giugno del 1812, a seguito della sconfitta di Arapiles, Giuseppe cerca di raggiungere la Francia con il suo esercito. Le truppe inglesi, guidate dal generale Wellington, ingaggiano battaglia contro i francesi nei pressi della cittadina di Vitoria, nelle Asturie, fermandone la ritirata. Il 13 giugno del 1813 il Bonaparte abbandona definitivamente la penisola iberica rientrando a Parigi nella sua tenuta di Mortefontaine. Napoleone trova quindi conveniente concedere il ritorno sul trono spagnolo a Ferdinando VII di Borbone, che mostra di essere suo alleato o almeno neutrale, imponendo al fratello la rinuncia al titolo di re di Spagna. Dopo la sconfitta del 1814 Napoleone nomina Giuseppe luogotenente dell’impero, con l’incarico di difendere la capitale. Resosi conto che una difesa di Parigi risulta impossibile Giuseppe raggiunge la cognata Maria Luisa a Blois. Per evitare la cattura ripara, con le due figlie, in Svizzera dove la moglie Giulia Clary aveva acquistato il castello di Prangins sulle rive del lago di Ginevra. La moglie si ferma a Parigi per assistere la madre morente. Nella capitale viene arrestata dalle forze di occupazione austriache, ma è liberata in seguito all’intervento del principe ereditario svedese Bernadotte, marito della sorella, che è il comandante del corpo di spedizione svedese facente parte dell’alleanza antifrancese. Bernadotte è fermo alla frontiera tra la Francia e la Germania per evitare di trovarsi nella spiacevole situazione di essere un occupante della sua patria. Durante i cento giorni Giuseppe torna a Parigi a fianco del fratello. Viene nominato capo del governo mentre il fratello va a combattere la sua ultima battaglia. Dopo Waterloo, diversamente dal fratello che si fida degli inglesi rifiutandosi di espatriare verso gli Stati Uniti, si imbarca in tutta fretta diretto nel nuovo mondo.

In America acquista una vasta proprietà a Point Breeze, nei pressi della città di Bordentown (New Jersey), che trasforma in una piccola reggia. Giulia Clary preferisce rimanere con le due figlie nel castello di Prangins in Svizzera. Giuseppe abita nella sua grande tenuta di Point Breeze e nella casa di Philadelphia dove continua una vita fastosa in compagnia della sua nuova amante Annette Savage dalla quale ha due figlie: Pauline Anne, deceduta pochi mesi dopo la nascita, e Catherine Charlotte (nata nel 1822, deceduta nel 1890), che in seguito sposerà il colonnello americano Zebulon Howell Benton, avendone un figlio. Nel 1825 Giuseppe ha un figlio da Hémilie Hemart, sposata con l’ex ufficiale dell’esercito imperiale francese Félix Lacoste, a cui viene dato il nome di Félix-Joseph-François Lacoste. Hémilie sarà anche la madre dello scrittore francese Edmont Duranty. Il Bonaparte raccoglie in un volume le sue “Memorie”. Persona di buona cultura già nel 1796 aveva scritto e pubblicato il romanzo “Moina”.

Nel 1830, in occasione dei moti parigini che culminano con l’abdicazione del re Carlo X e con la sua precipitosa fuga in Inghilterra, si adopera, insieme agli altri membri della famiglia Bonaparte, perché venga riconosciuto come sovrano di Francia Napoleone II, figlio di Napoleone I, che vive a Vienna, sotto stretta sorveglianza asburgica, inconsapevole dei tentativi dei suoi parenti di riportarlo a Parigi. Il disegno di restaurazione del Bonaparte non va a buon fine. È Luigi Filippo d’Orléans a sostituire Carlo X sul trono.

Giuseppe Bonaparte si reca a Londra richiedendo al nuovo sovrano francese l’autorizzazione a far rientrare i membri della famiglia Bonaparte in Francia. Il permesso viene negato e Giuseppe fa ritorno a Point Breeze. Alla fine ottiene di poter risiedere in Italia. Si stabilisce a Firenze dove abita a Palazzo Serristori insieme alla moglie con la quale si è nel frattempo rappacificato. Giuseppe Bonaparte si spegne a Firenze il 28 luglio del 1844.

La figlia Zenaide Letizia sposa nel 1822 il cugino Carlo Luciano, principe di Canino, primogenito di Luciano Bonaparte. Ha dodici figli, otto raggiungono la maggiore età. Il marito è ornitologo e scienziato, promotore delle riunioni degli scienziati italiani. Zenaide muore a Napoli nel 1854, dopo aver contratto il colera, diffuso nella città partenopea a causa di una epidemia.

Charlotte Bonaparte, secondogenita di Giuseppe e Giulia Clary, è conosciuta come contessa di Survilliers. Per tre anni, dal 1821, vive con il padre a Point Breeze. È un’ottima disegnatrice e pittrice. Ha rapporti epistolari con Giacomo Leopardi che ha avuto occasione di conoscere a Firenze. Nel 1826 sposa il cugino Napoleone Luigi figlio di Luigi Bonaparte e di Ortensia di Beauharnais, e fratello di Luigi Napoleone che poi diventerà Napoleone III, imperatore dei francesi. Il marito, che aderisce alla Carboneria, muore durante i moti di Forlì del 1831 a cui partecipa attivamente insieme al fratello. Dopo la morte del coniuge Charlotte ha diverse relazioni. Nel 1838 muore a Sarzana durante il parto del suo primo figlio, mentre si trova in viaggio verso la Francia. È sepolta nella chiesa di Santa Croce a Firenze, accanto alla tomba della madre Giulia Clary.

(Foto in alto: Villa di Mortefontaine, residenza di Giuseppe Bonaparte, Didier Grau, 2011, CC BY-SA 3.0)