Odessa, Centro storico 1890, Biblioteca del Congresso

GIUSEPPE DE RIBAS, IL NAPOLETANO CHE FONDÒ ODESSA

Giuseppe de Ribas apparteneva a una nobile famiglia di origine catalana. Il padre Miguel, ufficiale dell’esercito, aveva seguito re Carlo III dalla Spagna e si era stabilito a Napoli, dove aveva sposato Margaret Plunkett, napoletana di origini irlandesi. Giuseppe, che in famiglia era chiamato José, era nato a Napoli nel 1749.

José, compiuti i 16 anni, intraprese la carriera militare. Fu arruolato nel reggimento sannita della Guardia Napoletana con il grado di sottotenente. A 20 anni aveva già il grado di maggiore. Nel 1769 conobbe a Livorno il conte russo Aleksej Grigorevic Orlov che lo prese al suo servizio come segretario e interprete. Il fratello di Aleksej era l’amante della zarina Caterina II La Grande. José de Ribas seguì il conte in Russia dove prese servizio nell’esercito zarista partecipando alla guerra russo-turca combattuta tra il 1768 e il 1774.

Alla corte di San Pietroburgo José de Ribas si faceva chiamare alla russa Josif Mijailovic Deribas. Presentato a corte dal conte Orlov, ebbe modo di conoscere la zarina Caterina II. Grazie al suo fascino, conseguenza del sangue spagnolo ereditato dal padre e di quello irlandese ricevuto dalla madre, divenne l’amante di Caterina. Frequentando i salotti della capitale gli furono presentati il ministro dell’edilizia Ivan Ivanovic Betskoi e la sua figliuola illegittima, la bella e intraprendente Anastasia Ivanovna Sokolova. La zarina Caterina volle che il suo affascinante amico si sistemasse convenientemente a San Pietroburgo favorendo l’unione tra José e Anastasia. Il matrimonio tra i due fu celebrato nel 1776 nella residenza imperiale Tsarskoje Selò alla presenza della zarina. Dal matrimonio nacquero due figlie, Caterina e Sofia, che ebbero come madrina di battesimo Caterina II.  

Nel 1783 uno degli amanti di Caterina La Grande, il principe Grigorij Aleksandrovic Potemkin, che de Ribas aveva conosciuto durante il conflitto russo-turco, lo prese al suo servizio. Sotto il comando del generale Potemkin partecipò alla conquista della Crimea. Contribuì alla creazione della flotta russa del mar Nero e alla costruzione della base di Sebastopoli.

Partecipò alla seconda guerra russo-turca del 1787. Ottenne il comando della flotta del mar Nero, i cui combattenti erano in gran parte cosacchi del Don. Con questa conquistò l’isola di Berezàn. Dopo questa brillante operazione fu promosso maggiore generale. Nel 1789 comandò l’attacco alla fortezza di Izmail, fino ad allora ritenuta inespugnabile. De Ribas aveva risalito il fiume Danubio con le navi della flotta fino a raggiungere la fortezza. Sul suo tragitto aveva sconfitto più di cento navi turche che tentavano di fermare la sua navigazione. Con l’aiuto di rinforzi inviati da Potemkin prese d’assalto la fortezza e la espugnò.

Nel 1792 sottoscrisse il trattato di Jassy con il quale l’Impero Ottomano cedeva la fascia costiera settentrionale del mar Nero alla Russia. In tale occasione José de Ribas espose alla sua amante, la zarina Caterina II, il progetto di creare una base navale per la flotta russa dislocata sul mar Nero. De Ribas progettò anche la costruzione di una città a ridosso della base. Il posto prescelto fu dove sorgeva la fortezza Yeni Dünia, costruita nel 1765 dagli ottomani vicini alla cittadina di Khadjibey, abitata da tartari e da genovesi. Il piccolo porto preesistente era una base mercantile della Repubblica di Genova. Caterina diede il suo assenso ad ambedue i progetti.

José de Ribas si trasferì in riva al mar Nero e dedicò due anni alla costruzione del porto e della città. Chiamò in suo aiuto numerosi architetti italiani. Il sardo Francesco Boffo, Giovanni Torricelli e altri loro colleghi progettarono numerosi edifici pubblici e privati in stile barocco, stile che all’epoca imperava in Italia, caratterizzando il centro direzionale della città posto nelle immediate adiacenze del porto. In breve tempo tanti altri connazionali provenienti da tutta Italia si aggiunsero ai genovesi che da secoli si trovavano sul posto. Erano tecnici, operai, mercanti e contadini. Numerosi furono anche gli esponenti della intellighenzia: medici, avvocati e altri professionisti che si stabilirono nella città sulla riva del mar Nero.

Il nome della città scelto dal de Ribas fu Odisseo, in onore di Ulisse la cui leggenda sosteneva che avesse navigato a lungo sul mar Nero. La Zarina Caterina volle però che il nome fosse declinato col femminile Odissea. Infine la città prese il nome di Odessa. Era anche conosciuta come Piccola Napoli sia per l’origine del suo fondatore che per la presenza di numerosi cittadini napoletani che si erano trasferiti nella nuova città. Molti di questi si erano arruolati nella marina russa e facevano servizio sulle navi che avevano come base operativa Odessa. Per le strade della città era normale che si parlasse italiano e spesso si sentivano espressioni del dialetto napoletano.

Nel 1794 José de Ribas fu nominato governatore di Odessa. Nel 1796 la zarina Caterina II morì a causa di un colpo apoplettico. Ereditò il trono il figlio Paolo. Il nuovo zar convocò a San Pietroburgo de Ribas. Veniva accusato di aver sottratto fondi pubblici per il suo interesse personale. Ben presto l’ammiraglio spagnolo-napoletano riuscì a dimostrare la sua innocenza e conquistò la fiducia dello zar Paolo I. Le sue due figlie ebbero modo di contrarre degli ottimi matrimoni. Sofia sposò il rampollo della famiglia principesca dei Dulgorukov. Una nipote di Sofia fu amante e moglie morganatica dello zar Alessandro II di Russia a sua volta nipote di Paolo I.

José de Ribas, a seguito di maldicenze negli ambienti della corte dettate da invidia, cadde in disgrazia presso lo zar. Per tale motivo si unì a fazioni che si opponevano allo stesso. Paolo I non era particolarmente amato dal popolo ed era inviso ad alcuni ambienti di corte. Partecipò a un tentativo di colpo di stato, non riuscito, teso a esautorare lo zar in favore del figlio Alessandro. Nel 1800, a causa di malattie contratte durante le campagne militari, fu colpito da forti fabbri. Morì il 2 dicembre del 1800. È probabile che gli altri partecipanti al tentativo di colpo di stato, temendo che in preda alle febbri de Ribas potesse rivelare particolari della congiura e i loro nomi, lo avessero avvelenato.

Odessa, dopo che de Ribas aveva lasciato la città, continuò il suo sviluppo diventando una località e un porto sempre più internazionali. Nel 1820 Odessa contava 20.000 abitanti grazie alla presenza di folte comunità provenienti da tutta Europa. Francesi, tedeschi, ebrei e italiani oltre che ucraini, moldavi e russi fecero della città un centro di cultura e di scambi internazionali.

Nel 1824 Giuseppe Garibaldi, all’epoca diciassettenne, si imbarcò sulla nave Costanza diretta nei porti del mar Nero. Sbarcò ad Odessa dove si trattenne alcuni giorni. Negli anni successivi, fino al 1833 fece numerosi viaggi a bordo dell’imbarcazione di famiglia Santa Reparata, fermandosi spesso a Odessa. In tali occasioni ebbe modo di frequentare membri dei circoli mazziniani locali. Questi primi contatti avuti sulle rive del mar Nero con gli ambienti del liberalismo italiano inculcarono le idee mazziniane in Garibaldi, che poi ebbero una grande rilevanza nella sua vita di eroe dei due mondi.

Nel 1898 il giornalista napoletano Giovanni Capurro, ispirato dall’amore verso una nobildonna napoletana, compose i versi della canzone “O sole mio”. Affidò la poesia al musicista Eduardo di Capua perché ne componesse la musica. Eduardo Di Capua era in partenza diretto ad Odessa. Accompagnava il padre musicista che era stato ingaggiato dall’orchestra del teatro della città per alcune rappresentazioni di opere italiane. Durante il suo soggiorno a Odessa Di Capua, alzatosi un giorno all’alba per ammirare il sorgere del sole dalla sua stanza d’albergo affacciata sul lungomare, ebbe l’ispirazione improvvisa per la musica della poesia del suo amico Capurro. In poche ore compose la melodia di “O sole mio”. La canzone divenne un inno all’amore e alla bellezza, oltre che essere la più conosciuta e cantata nel mondo.

La presenza italiana nella città sul mar Nero fu folta fino ai primi anni del novecento. La lingua italiana divenne una delle lingue ufficiali della città. A ricordo dell’impresa di José de Ribas esistono due monumenti dedicati al fondatore della città. Il primo è situato alla fine del viale a lui dedicato “Derybasivska”. Il secondo fa parte del complesso monumentale che rappresenta Caterina II. È una delle quattro statue situate davanti al basamento del monumento.

(Foto in alto: Odessa, centro storico, 1890, Fototeca della Biblioteca del Congresso USA)