Edgardo Mortara a destra con la madre, ant. 1890, autore sconosciuto.

IL SEQUESTRO MORTARA E IL PAPA RE

L’ultimo papa re, Pio IX, fu protagonista di un episodio che segnò in modo indelebile il suo papato, approfondendo oltre ogni limite i contrasti tra la comunità ebraica mondiale e il mondo cattolico. L’episodio, il sequestro del piccolo Edgardo Mortara, portò a una più vigorosa determinazione negli ambienti risorgimentali tesa a cancellare lo stato pontificio e a fare di Roma la capitale dell’Italia unita. I sentimenti anti Pio IX del mondo ebraico furono rispolverati in occasione della proclamazione a “santo” dello stesso da parte di Giovanni Paolo II, alla quale gli ebrei italiani erano in disaccordo.

IL REGRESSO SOCIALE DI PIO IX

Appena eletto papa Pio IX, al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti, suscitò le speranze del risorgimento italiano. Tale fu l’aspettativa che alcuni risorgimentali espressero il desiderio che fosse lo stesso Pio IX a essere la guida dell’unificazione italiana. Si era distinto come vescovo di Spoleto dove, in seguito a un grave terremoto, si prodigò in soccorso della popolazione gravemente provata. Inoltre intervenne in favore del giovane Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, che in seguito divenne Napoleone III, sottraendolo alla cattura da parte degli austriaci durante i moti scoppiati a Spoleto a favore dell’unità d’Italia.

Nel conclave del 1846, che seguì il decesso di papa Gregorio XVI, al quale molti cardinali non parteciparono, si evidenziò una maggioranza di prelati liberali. L’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, per evitare la nomina di un papa favorevole all’unità d’Italia, inviò a Roma il cardinale austriaco Gaisruck con il compito di porre il veto alla nomina di Mastai Ferretti a papa. Il cardinale non fece in tempo a giungere a Roma. Il conclave, forse affrettando i tempi per evitare l’intervento del messo dell’imperatore austriaco, elesse al soglio pontificio il cardinale Mastai Ferretti che assunse il nome di Pio IX.

Il nuovo papa prese diverse decisioni nella direzione auspicata dai patrioti risorgimentali: amnistia generale per i reati politici, riforma delle strutture dello Stato Pontificio, la soppressione dei vincoli imposti agli ebrei di Roma e dello Stato Pontificio, la costituzione di una Guardia Civica, la promozione di un’unione doganale tra gli stati in cui era suddivisa la penisola italica.

Allo scoppio dei moti del ’48 a Milano e a Venezia contro gli austriaci, Pio IX dispose l’invio un corpo di spedizione in aiuto dei rivoltosi, seguendo l’esempio del Granduca di Toscana e del Re di Napoli. In seguito alle pressioni degli austriaci e dei cardinali più conservatori, Pio IX fece una inaspettata marcia indietro, richiamando le sue truppe, adducendo che lo Stato Pontificio e la Chiesa non potessero schierarsi contro l’Austria, uno stato cattolico.

L’ultimo gesto progressista del papa fu la nomina a capo del governo di Pellegrino Rossi, che propugnava un’Italia unita in uno stato federale. L’assassinio di Rossi, il 15 settembre del 1848, il cui esecutore fu Luigi Brunetti, uno dei figli di Angelo Brunetti, noto come Ciceruacchio, diede inizio ai moti di Roma che portarono alla proclamazione della Repubblica Romana. Pio IX abbandonò in tutta fretta la città e si rifugiò nella fortezza borbonica di Gaeta. In seguito a tali accadimenti l’atteggiamento di papa Mastai si trasformò. Egli diventò un accanito avversario delle aspirazioni risorgimentali. Lo stesso Pio IX chiese l’intervento delle quattro grandi nazioni cattoliche: Francia, Spagna, Austria, Regno delle due Sicilie per determinare la sconfitta della Repubblica Romana e il ritorno del potere papale nello Stato Pontificio.

Il rientro a Roma di Pio IX segnò la restaurazione del Papa re, e il regresso sociale delle strutture amministrative, politiche e religiose dello stato.

IL BATTESIMO SEGRETO

In questo clima repressivo si sviluppò la vicenda relativa al piccolo Edgardo Mortara. I Mortara erano una famiglia ebrea di Bologna. Il piccolo Edgardo, che era nato nel 1851, figlio di Salomone Momolo Mortara e di sua moglie Marianna Padovani, poco dopo la nascita stava male e si temeva per la sua vita. La cameriera dei Mortara, Anna Morisi, 14enne di religione cattolica, pensò bene di battezzare segretamente il piccolo. Il battesimo, in caso di pericolo di vita, è valido anche se non amministrato da un prete. Dopo qualche anno Anna Morisi confessò all’inquisitore di Bologna, padre Pier Feletti, di aver impartito il battesimo al piccolo Mortara. Padre Feletti invitò la giovane a battezzare anche il fratello minore di Edgardo. Anna Morisi si rifiutò di farlo, anzi mostrò il proprio pentimento per il battesimo del piccolo Edgardo.

IL SEQUESTRO

Le leggi in vigore nello stato pontificio proibivano che un cattolico fosse cresciuto ed educato in una famiglia di religione diversa da quella cattolica. Questa norma prevedeva come conseguenza la perdita della patria podestà dei genitori. Non sappiamo quale autorità prese l’iniziativa sul caso. Formalmente fu padre Pier Feletti, nella qualità di inquisitore che decise il da farsi. Sicuramente ci fu l’avallo delle autorità romane della Santa Inquisizione e del papa in persona.

Il 23 giugno del 1858 si presentò un nutrito drappello di polizia all’abitazione della famiglia Mortara. L’ufficiale al comando del drappello notificò al padre di Edgardo l’ordine con il quale si disponeva il prelevamento del minore e l’affidamento dello stesso alla Casa dei Catecumeni di Roma. Trasferito a Roma, i genitori poterono incontrare il loro figliuolo solo dopo diverse settimane, sotto la sorveglianza dei responsabili della struttura ospitante. Non ci furono altri incontri a causa degli impedimenti frapposti dal Tribunale dell’Inquisizione. I genitori poterono incontrare nuovamente il figlio solo nel 1870, dopo la presa di Roma alla quale il fratello di Edgardo, Riccardo, aveva preso parte come tenente dell’esercito, meritando anche una medaglia al valore.

LA CONVERSIONE

Il bambino fu educato secondo i principi cattolici. Nel 1867 fu indirizzato verso la vita consacrata con la frequenza dei corsi di canonico regolare presso la Basilica Lateranense. Nel 1870, dopo che Roma era diventata parte dell’Italia, poiché il giovane aveva espresso ai genitori di voler restare nel convento di San Pietro in Vincoli, gli stessi fecero intervenire il prefetto di Roma. Nonostante che lo stesso facesse valere tutta la sua autorità sui responsabili del convento, Edgardo confermò anche al prefetto di voler restare nella struttura di San Pietro in Vincoli.

Pio IX, forse per evitare altre sollecitazioni, lo fece trasferire in Tirolo. All’età di 23 anni Edgardo fu ordinato sacerdote e esercitò la sua missione a Monaco di Baviera. In seguito ristabilì legami con la sua famiglia di origine, tentando anche la conversione al cattolicesimo dei suoi familiari. Edgardo Mortara morì nel 1940 a Liegi.

LE CONSEGUENZE PER LA CHIESA

Il sequestro del piccolo Mortara ebbe una grande risonanza in Italia, in Europa e anche in America. L’atrocità del comportamento della chiesa e di Pio IX, che aveva disposto il sequestro e in seguito si era rifiutato di restituire il bambino alla sua famiglia, avevano rafforzato le aspirazioni dei liberali italiani di abbattere le strutture, per tanti versi medioevali, dello Stato Pontificio e di unificare l’Italia. La riprovazione internazionale dell’accaduto aveva affievolito la volontà della Francia di difendere il papa e convinto le diplomazie europee della necessità di una Italia unità sotto il regno dei Savoia. Il comportamento del papa, che fu interpretato come profondamente antisemita, sconvolse anche l’opinione pubblica degli Stati Uniti e del Canada. Anni dopo l’arcivescovo di New York si oppose alla decisione del Vaticano di inviare Padre Edgardo Mortara negli Stati Uniti per tentare la conversione degli ebrei residenti in quel paese.

La beatificazione di Pio IX nell’anno 2000, da parte di papa Giovanni Paolo II, fu contrastata dalla comunità ebraica italiana e da ambienti cattolici liberali a causa del caso Mortara e dell’antisemitismo che tale vicenda evidenziava in papa Pio IX.

(Foto in alto: Edgardo Mortara a destra con la madre, ant. 1890, autore sconosciuto.)