Reconquista, Redtony, 2007, CC BY-SA 3.0

LA “RECONQUISTA” SPAGNOLA

Il V secolo fu contrassegnato dalla caduta dell’impero romano e dall’invasione dei barbari. La penisola iberica venne occupata dai Visigoti che cacciarono gli altri popoli presenti sulla penisola: i Vandali, gli Svevi e gli Alani. I Visigoti erano penetrati nella Hispania romana dopo l’occupazione della Gallia. Avevano puntato la loro attenzione sulla penisola Iberica dopo aver saccheggiato Roma nel 410 e occupato il lato mediterraneo della Gallia.

Nel secolo successivo i Visigoti consolidarono la loro presenza nella Hispania conquistando le roccaforti bizantine nel sud della penisola, le attuali comunità autonome di Valencia, Murcia e Andalusia. Dopo la sconfitta nella battaglia di Vouillé combattuta contro i Franchi nel 507, i Visigoti si ritirarono dalla Gallia meridionale e trasformarono l’Hispania nel proprio regno, stabilendo la capitale a Toledo.

I nuovi occupanti adottarono gli stili di vita romanizzati degli abitanti dell’Hispania. Nel 587 il re Recaredo adottò la religione cattolica, abbandonando l’arianesimo diffuso tra i suoi sudditi. In pochi anni quella cattolica divenne l’unica religione praticata dai Visigoti.

LA CONQUISTA MUSSULMANA DELLA SPAGNA

Nel 711, alla morte del re Witiza, si accese una lotta di successione tra il re eletto Roderico, conosciuto come Don Rodrigo, e i figli di Witiza. Questi ultimi si allearono con gli arabi e con l’esarca bizantino di Ceuta, il Conte Giuliano. L’esarca di Ceuta aveva inviato la figlia Florinda presso la corte di Don Rodrigo perché venisse adeguatamente istruita. Florinda fu messa incinta dal re visigoto. Per tale motivo il Conte Giuliano si alleò con gli arabi per vendicarsi dell’affronto subito dalla figlia. Don Rodrigo, che si trovava nel nord per contrastare una ribellione scoppiata nei paesi Baschi, non fece in tempo a raggiungere l’Andalusia dove erano sbarcati gli arabi occupando Gibilterra e Algeciras. Don Rodrigo fu sconfitto nella battaglia del Guadalete a causa del tradimento dei figli di Wizita. L’esercito visigoto uscì distrutto da questa sconfitta.

Gli arabi omayyadi, guidati dal berbero Tariq ibn Ziyad, conosciuto come Taric il Guercio, poterono così continuare la loro marcia conquistando Siviglia, Cordova e Toledo. Gli omayyadi era la dinastia che in quel periodo deteneva il titolo di “califfo”, la massima carica mussulmana. Il primo califfo della dinastia omayyada fu Muʿāwiya ibn Abī Sufyān (661-680), l’ultimo fu Marwān II b. Muhammad (744 – 750).

Nel 716 gli arabi avevano occupato l’intera penisola Iberica ad eccezione della parte nord pirenaica e cantabrica che si presentava brulla e montuosa. Gli arabi diedero il via anche all’occupazione delle terre dei franchi vicino al confine delimitato dai Pirenei. Nel 732 furono affrontati da Carlo Martello nella battaglia di Poitiers. Sconfitti, si ritirarono all’interno dei loro confini rinunciando definitivamente a espandersi verso est.

AL ANDALUS

Walid I, califfo omayyadi, riordinò il territorio spagnolo sotto il dominio mussulmano fondando l’emirato di Al Andalus. Dopo il 750, quando la dinastia Omayyadi dovette rinunciare al sultanato della Mecca in favore della dinastia Abbasida, gli Omayyadi crearono il califfato di Cordova, che comprendeva tutti i possedimenti mussulmani della Spagna.

I sovrani mussulmani seguirono una politica liberale dove i cittadini di Al Andalus cristiani ed ebrei venivano trattati quasi alla pari dei mussulmani. Unica loro incombenza era il versamento di specifici tributi al sultano, che in cambio assicurava protezione e tranquillità.

La società di Al Andalus era suddivisa in varie tipologie di cittadini. I Mozarabi erano discendenti di visigoti e romani che non si erano convertiti all’Islam, al contrario dei Muladi che invece avevano abbracciato la religione mussulmana. I Mudéjar, che poi furono chiamati Moriscos, erano gli arabi invasori che perlopiù si erano insediati nelle campagne diventando agricoltori. Dopo la Reconquista gli ebrei, che con i mussulmani avevano potuto seguire la propria religione in piena tranquillità, furono costretti a convertirsi al cristianesimo. Nonostante la conversione, esercitavano in segreto i loro riti atavici.    

IL REGNO DI CASTIGLIA

I regni cristiani sopravvissuti all’invasione araba erano numerosi. Erano tutti situati sulla fascia costiera atlantica che i mussulmani non avevano occupato. Alcuni di questi regni, partendo da quel piccolo territorio, iniziarono ad espandersi nella penisola a scapito di Al Andalus. Tra questi si affermarono il Regno di Asturia, quello di Navarra, la corona di Aragona con la contea di Barcellona, il regno di Castiglia. Solo dopo l’anno 1000 iniziò a consolidarsi l’idea della Reconquista da parte dei sovrani cattolici.

Il Regno di Castiglia fu il principale avversario dei mussulmani. La Castiglia si consolidò durante il medioevo. Nell’XI secolo il Contado di Castiglia si trasformò in regno in seguito alla morte del conte Garçia Sancez a cui subentrò la sorella Munia sposata con Sancho III il Grande, re di Navarra e di Aragona. Munia prima delegò il marito nel governo del contado, poi, nel 1032, abdicò in favore del marito. Sancho III rifiutò di considerarsi vassallo del re di León al quale apparteneva il contado di Castiglia. Nel 1034 mosse guerra alla vicina León sconfiggendo il re Bermudo che fuggì in Galizia. Sancho III mise sotto il suo controllo quasi tutti gli stati cattolici della Penisola Iberica: Galizia e León, Regno di Castiglia, Aragona, Navarra e la Catalogna. Alla morte di Sancho III il regno tornò a dividersi per i contrasti che si accesero tra i figli e gli eredi di Sancho.

Alfonso IV riunì di nuovo il regno di Castiglia e quello di Galizia e León. Nel 1085 mosse le sue truppe contro i mussulmani di Toledo. Accorpò il regno di Toledo al suo proclamandosi imperatore delle due religioni.

Nel 1134 il re di Castiglia e León, Alfonso VII, invase la Navarra e l’Aragona imponendo la sua supremazia su tutti i regni cristiani, divenendo imperatore. Il Portogallo si consolidava come regno indipendente con il re Alfonso I del Portogallo, cugino di Alfonso VII. La nascita del Regno del Portogallo fu sancita nel 1143 con il trattato di pace stipulato a Zamora con gli auspici di papa Innocenzo II.

Alla morte di Alfonso VII, avvenuta nel 1157, la penisola Iberica era così suddivisa: il regno di León a nord-ovest dove era re Sancho, uno dei figli di Alfonso VII; il regno Castiglia al centro-nord, dove regnava l’altro figlio di Alfonso, Ferdinando; Navarra a nord-est con Sancho VI di Navarra, vassallo del re di Castiglia; Aragona ad est, dove regnava Alfonso II, che aveva unito in un unico regno la contea di Barcellona e l’Aragona; il Portogallo, affacciato sull’Atlantico, era governato da Alfonso I. Il sud della penisola era occupato dal sultanato di Al Andalus.

LA CORONA DI ARAGONA

Nel 1174 Ramon Berenguer, che quando divenne re d’Aragona adottò il nome di Alfonso II, sposò Sancha, figlia di Alfonso VII di Castiglia, consolidando in tal modo l’alleanza tra i due regni.

Nel XIII secolo Giacomo I d’Aragona, detto il Conquistatore, verificata l’impossibilità di espandersi oltre i Pirenei, diresse le proprie ambizioni verso sud, a scapito del sultanato di Al Andalus. Conquistò Valencia e la regione circostante nonché le isole Baleari. Fondò il Regno di Valencia, in unione dinastica con la corona di Aragona, e il Regno di Majorca, ceduto poi a suo figlio Giacomo.

Gli aragonesi continuarono nella loro politica di espansione concentrandosi sul Mediterraneo. Sicilia, Corsica, Sardegna, Atene e la regione circostante furono sotto il controllo dei sovrani aragonesi. Nel 1442 anche il Regno di Napoli fu assoggettato all’Aragona.

LA RECONQUISTA

Già dall’VIII secolo era iniziato l’arretramento dello stato mussulmano. La lenta riscossa dei cristiani ebbe luogo a partire da quella striscia di terra affacciata sull’Atlantico che i mussulmani non avevano occupato.

Il primo episodio che può essere considerato “Reconquista” fu la ribellione di Pelagio nel 718. Pelagio, con un piccolo esercito cristiano, affrontò i mussulmani nella battaglia di Covadonga. A seguito della sconfitta di questi fondò il Regno delle Asturie di cui Pelagio divenne re. A quel tempo i piccoli regni cristiani del nord della penisola Iberica erano per lo più occupati a combattersi tra di loro per conquistare piccoli pezzi di territorio. In questo continuo battagliare spesso stringevano alleanze con i mussulmani contro altri re cattolici.

L’espansione verso sud fu determinata in gran parte dallo spostamento spontaneo di famiglie di coloni cristiani che andavano a occupare appezzamenti di terra nella “meseta”, l’altopiano brullo e disabitato al centro della penisola Iberica in mani mussulmane. I piccoli paesi creati dai coloni si dotavano, nel più breve tempo possibile, di una chiesa e di un castello. Il gran numero di castelli presenti determinò poi il nome della regione in “Castiglia”.

Dopo l’anno mille, in concomitanza con l’affermarsi dei principali stati cattolici nel nord e nel centro della penisola iberica, la “Reconquista” a scapito di Al Andalus divenne più decisa.

Questa era anche una guerra di religione e aveva il pieno appoggio del papato. Gli eserciti degli stati spagnoli vennero affiancati da cavalieri normanni e franchi. Nel 1064 papa Alessandro II emise una bolla con la quale concedeva il perdono di tutti i peccati ai cavalieri che avessero partecipato alla Reconquista, considerata alla stregua di una crociata.

Nel 1086, la perdita della regione di Toledo, conquistata da Alfonso VI di Castiglia e León, spinse gli emiri del sultanato a chiamare in aiuto gli Almoravidi che governavano il Marocco. Nonostante l’intervento degli Almoravidi, Toledo restò sotto il controllo di Castiglia. La richiesta di aiuto aprì però le porte del sultanato all’emiro del Marocco, Yūsuf ibn Tāshfīn, che consolidò il suo potere su Al Andalus nel 1094, mettendo da parte gli emiri locali, intenti a congiure e battaglie fra loro e contro lo stesso emiro del Marocco. Nel 1147 gli Almohade conquistarono il potere a scapito della dinastia almoravide.

Nel 1212, a Las Navas de Tolosa, si combatté una decisiva battaglia tra le forze cristiane di Alfonso VIII di Castiglia e i mussulmani di Al Andalus. Era la rivincita della sconfitta subita dai cristiani nel 1195 a Alarcos. L’esercito di Alfonso VIII rinforzato da cavalieri giunti da tutta la Spagna e della Francia sconfisse le forze del sovrano Almohade Abu Ya’qub Yusuf II. Questa vittoria segnò il destino di Al Andalus. La Reconquista continuò con il ritorno ai cristiani di Cordova e Siviglia. Il regno del Portogallo occupò la regione a sud di Lisbona. L’Aragona conquistò Valencia e l’arcipelago delle Baleari. Alla fine del XIII secolo ai mussulmani rimaneva solo la regione di Granada, un lembo di terra affacciato sullo stretto di Gibilterra. Il piccolo sultanato di Granada dovette piegarsi al potere della Castiglia diventandone un vassallo, obbligato a versare un tributo al sovrano castigliano.

Nel 1469, con il matrimonio di Isabella di Castiglia, detta la Cattolica, e Ferdinando d’Aragona si ebbe l’unione tra i due principali regni della Spagna, la Castiglia e l’Aragona. Questa unione determinò l’ultimo atto della “Reconquista”. Nel 1492 i due regni uniti mossero guerra al sultanato di Granada, cacciandone i mussulmani. Si era finalmente conclusa la Reconquista dell’intera penisola Iberica a favore dei cristiani. Agli inizi del XVI secolo si ebbe l’unificazione della Spagna con l’aggregazione della Navarra, mentre il Portogallo restava indipendente. Una nuova stagione di conquiste era stata nel frattempo intrapresa dalla Spagna e dal Portogallo con la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo.

(Immagine in alto:  Reconquista, Redtony, 2007, CC BY-SA 3.0)