Parto della papessa Giovanna

LA STRANA VICENDA DI PAPESSA GIOVANNA

La storia della papessa Giovanna ha appassionato gli studiosi, dividendoli tra chi la ritiene una leggenda, inventata di sana pianta per denigrare la chiesa cattolica, e tra chi considera tutto come veramente accaduto.

Nel IX secolo viveva a Magonza, città della Germania, una giovanetta di origine inglese. Questa era diventata l’amante di un monaco del luogo. La ragazza per facilitare la tresca con il religioso prese a indossare abiti maschili. I due, temendo che la loro relazione venisse prima o poi scoperta, si trasferirono ad Atene. La giovanetta, sotto le mentite spoglie di uomo e con il nome di Johannes, divenne anch’essa monaco. In Grecia ebbe modo di approfondire gli studi nella ben fornita biblioteca del monastero dove era ospite. Apprese la grammatica, la dialettica e la retorica. Inoltre, da buon religioso, divenne esperta di teologia e liturgia.

Nell’850, rimasta sola a causa del decesso del suo amato, si trasferì nella capitale del cristianesimo. Giunta a Roma fu ben accolta dai suoi confratelli. Veniva considerata una studiosa esperta di teologia. A nessuno venne il sospetto che Johannes nascondesse attributi femminili sotto il saio monacale. La sua bravura nelle cose di chiesa, i suoi studi teologici e l’ottima istruzione ricevuta ad Atene la fecero primeggiare tra i tanti religiosi presenti nella capitale della cristianità.

Alla morte di papa Leone IV fu convocato un conclave per eleggere il nuovo papa. All’epoca partecipavano all’assise elettiva i pochi cardinali presenti a Roma. Ognuno di questi apparteneva a una delle nobili e potenti famiglie romane. Queste cercavano di far eleggere al soglio pontificio il proprio cardinale. Un papa in famiglia significava ulteriori ricchezze e grandi vantaggi politici. Ogni conclave rappresentava per tale motivo una piccola guerra fatta di ricatti, giri di denaro tra le famiglie interessate, litigi. A volte passavano mesi senza che si decidesse alcunché. In quel conclave dell’853, a causa di contrasti insormontabili, si decise alla fine di eleggere un papa straniero, un monaco che si era particolarmente distinto per la sua oratoria e per i suoi studi teologici. Quel religioso fu fatto papa con il nome di Giovanni VIII. Era conosciuto come Jahannes Anglicus e dopo la sua morte divenne noto come Papessa Giovanna. Egli non era altro che la giovanetta di Magonza che non si era rassegnata al suo destino di donna.

Papessa Giovanna, nonostante la nomina sullo scranno più alto della chiesa, non aveva rinunciato ad avere un amante. Capitò quindi che rimanesse incinta. Nascose il suo stato approfittando degli abiti papali che la ricoprivano completamente. Nessuno poi faceva caso al suo ventre che si ingrossava dato che quasi tutti i cardinali avevano delle pance prominenti a causa delle abbondanti libagioni.

Alla fine dei nove fatidici mesi si arrivò al “redde rationem”. Era la Pasqua dell’855. La tradizione imponeva che, dopo la solenne messa in San Pietro, il papa facesse ritorno al palazzo del Laterano, all’epoca sua residenza, in testa a una processione solenne, accompagnato da un codazzo di persone plaudenti. Quando il corteo si trovò all’altezza della basilica di San Clemente, i cavalli attaccati alla carrozza del papa, spaventati da un ondeggiare della folla, scartarono violentemente, provocando un gran sobbalzo al papa. Johannes Anglicus prese un grosso spavento che gli provocò un inizio subitaneo delle doglie del parto. Nonostante che si cercasse di raggiungere la vicina basilica dove trovare un conveniente riparo da occhi indiscreti, il travaglio fu talmente veloce che la testolina del neonato fece capolino da sotto le vesti papali. Tutti i presenti udirono distintamente il pianto del nascituro.

La folla e i prelati si resero conto in quel preciso istante del vero sesso del papa. L’epilogo fu drammatico. Il piccolo neonato morì durante il tumulto che si registrò subito dopo il parto. Non si sa se ucciso della folla inferocita per l’offesa portata alla massima istituzione o per cause naturali. Papessa Giovanna fece un’atroce fine. Fu legata per i piedi ai cavalli staccati dalla carrozza e trascinata via mentre le persone presenti la bersagliavano con un fitto lancio di pietre. Un’altra versione della storia, più buonista, racconta che papessa Giovanna fu rinchiusa in un monastero femminile dove visse fino alla sua morte, mentre il figlio divenne un rispettato prelato che fu anche vescovo di Ostia. La strada accanto alla basilica di San Clemente, l’odierna via dei Querceti, da quel momento prese il nome di “vicus Papisse”. Un’edicola votiva dedicata alla Madonna e al Bambino, tuttora esistente, venne in seguito eretta in ricordo della vicenda.

Gli storici sono divisi tra quelli che sostengono che la vicenda del papa donna sia una leggenda, ripresa e arricchita di particolari da scismatici e dai seguaci di Lutero per denigrare la vita lussuosa e poco cristiana condotta dagli alti prelati romani, e altri che ritengono che i fatti narrati siano veri.

Gli studiosi della chiesa, che ritengono che Johannes Anglicus sia realmente esistito, citano come prove il nome della strada in cui si ebbe il parto, vicus Papisse, in italiano vico della Papessa e l’esistenza della cappellina votiva all’angolo tra via de Querceti e via Ss. Quattro. A sostegno di questa tesi viene anche citata la sedia di porfido rosso sulla quale, nel medioevo, veniva fatto sedere il papa appena eletto. Questa sedia, conservata presso i musei vaticani, presenta un foro sulla seduta. Sembra che, attraverso questo foro, alcuni diaconi avessero il compito di verificare la presenza degli organi genitali maschili sul papa appena eletto, questo per evitare un altro papa di sesso femminile.

Il successore di Giovanni VIII fu Benedetto III che, secondo quanto raccontano quelli che ritengono vero il racconto del papa donna, fece cancellare dalla lista dei papi Johannes Anglicus posponendo l’anno del decesso di Leone IV dall’853 all’855, anno in cui lo stesso Benedetto III era stato eletto.

Nel 1475 Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, responsabile della biblioteca vaticana, ebbe l’incarico da Sisto IV di redigere un elenco dei papi. Tra questi il Sacchi elencò anche Giovanni VIII Anglico, narrando nelle note la curiosa storia di un papa donna.

Gli storici, che invece sono scettici sulla reale esistenza di papessa Giovanna, fanno presente che la sedia di porfido rosso era già in uso in epoca antecedente ai fatti narrati e negano che servisse a verificare l’effettivo sesso del pontefice. Il cardinale Cesare Baronio, che riteneva questo racconto una leggenda, incaricò l’eminente gesuita Fronton du Duc di effettuare uno studio per confutare la storia. Fronton du Duc, citando gli scritti di Flòrimond de Rémond, ipotizzò che tutto avesse avuto origine a causa della debolezza mostrata dal vero Giovanni VIII, che fu sul soglio di Pietro tra l’872 e l’882. Le voci popolari trasfigurarono lo scialbo pontefice nella figura femminile di papessa Giovanna per rimarcarne il carattere arrendevole. Il falso storico fu poi ciclicamente riproposto da chi aveva interesse a denigrare la chiesa cattolica.