Copertina "la vita bugiarda degli adulti" di Elena Ferrante, Edizioni E/O 2019

LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI

EDIZIONI E/O, 2019: “LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI” di Elena Ferrante.

«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto — gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole — è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento»

Elena Ferrante, la misteriosa scrittrice, dà un seguito alla quadrilogia de “L’amica geniale” con questo romanzo che narra le vicende di Giovanna, la cui vita è stata negativamente influenzata dal giudizio che di lei bambina dà suo padre parlando con la madre, e che inavvertitamente ha ascoltato: «È brutta, come mia sorella». Una sentenza che per quella bambina è il giudizio universale. La madre e il padre sono due professori di liceo. Il padre ha riscattato un’infanzia povera con lo studio. La sorella del padre, meno fortunata, è sempre vissuta nel Quartiere Orientale, dicitura che indica il distretto industriale di Napoli a pochi passi dal Rione Luzzatti. È andata a servizio, ha fatto la cameriera nelle case dei signori, non si è mai sposata. Tanto è bastato per convincere la bambina che il suo destino è simile a quello della zia. Nel romanzo Napoli resta sullo sfondo, con la sua immagine forte ma un po’ sfocata, a vantaggio del personaggio e della storia. Questa volta non è la periferia di scena ma il quartiere piccolo borghese dell’Arenella e, precisamente, un’appartamento alla sommità della collina, a pochi passi dalla zona ospedaliera del Cardarelli. La crescita fisica e intellettuale di Giovanna, dai dodici ai sedici anni, la porta a scoprire cosa si nasconde dietro la parvenza perbenista della borghesia intellettuale a cui appartengono i suoi genitori. Lo sfascio della sua famiglia, le bugie dei grandi la costringono a nascondersi a sua volta dietro un velo di menzogne, a inseguire un amore per quella persona che, tra le sue conoscenze, le appare più sincera, meno perbenista ma più perbene delle altre.

Il mistero di Elena Ferrante continua. Scoprire chi si nasconde dietro questo nom de plume è lo sport preferito tra giornalisti e blogger. Ci sono degli indizi. Elena Ferrante conosce il Rione Luzzatti o conosce chi lo ha frequentato, poiché la descrizione dell’atmosfera di quel microcosmo può essere riportata in un libro solo da chi ci ha vissuto. Comunque, chi si nasconde dietro quel nome scrive libri destinati al successo. “L’amore molesto”, “Storia del nuovo cognome”, “Storia della bambina perduta” sono solo alcuni dei titoli, oltre a “L’amica geniale”, che hanno avuto una grande diffusione internazionale. Anche il romanzo “La vita bugiarda degli adulti” per la qualità della scrittura, per la vicenda e per lo scenario in cui si svolge è destinato a quel successo di pubblico e di critica che già hanno avuto le altre opere della scrittrice.