Freidrick Krupp nel 1900

L’AMICO FRITZ (KRUPP) A CAPRI

Emorragia cerebrale è scritto nel referto del medico legale intervenuto dopo la morte improvvisa di Friedrich Alfred Krupp, trovato senza vita nella sua abitazione della città prussiana di Essen. Non è la verità. La salma di Krupp non viene mostrata nemmeno ai familiari più stretti, tanto evidenti sono i segni del suicidio. La bara viene sigillata e sotterrata senza essere più aperta.

I Krupp sono una dinastia ricca e potente, proprietaria delle omonime acciaierie. Friedrich Krupp, nonno di Friedrich Alfred, aveva fondato il suo impero iniziando da una piccola fonderia. Il processo di produzione dell’acciaio inventato dagli inglesi che ne costudivano gelosamente il segreto, chiamata acciaio al crogiolo, venne in possesso dei Krupp che ave­vano offerto un’ingente somma a chi avesse rivelato loro i segreti industriali della produzione. Il processo fu adottato dalla fonderia Krupp per la propria produzione dell’acciaio. Questo determinò la fortuna industriale della famiglia prussiana. Il figlio di Friedrich, Alfred, aveva dato una grande impulso allo sviluppo degli stabilimenti con la produzione di binari e locomotive. Un altro ramo industriale che fece la fortuna dei Krupp fu quello dedicato alla produzione di armi, tanto che Alfred aveva come soprannome “re cannone”. Nel 1870 le bocche da fuoco della Krupp venivano fuse in acciaio, in grado di sparare proiettili di oltre 4 chilogrammi. Il gruppo industriale Krupp era stato il primo in Europa a fornire ai propri dipendenti case, assistenza sanitaria, scuole per i loro figli.

Nel 1887, dopo la morte di Alfred, suo figlio Friedrich Alfred Krupp, nato nel 1854, diviene il dominus del gruppo industriale. Al contrario del padre, noto per la sua durezza e determinazione, Fritz, così chiamato da familiari e amici, è una persona gentile e mite. Egli ha sposato la rampolla di una delle più nobili famiglie prussiane, Margaretha von Ende. Il padre, il barone August è membro del Reich­stag. All’inizio il carattere di Friedrich viene considerato una debolezza che potrebbe danneggiare lo sviluppo della produzione. Non è adatto a comandare in fabbrica. Invece sono proprio i suoi modi gentili e diplomatici che lo portano ad avere contatti e relazioni con l’élite politica e finanziaria europea. Vanta una stretta amicizia con Guglielmo II, imperatore di Germania e re di Prussia. Questo fa diventare il gruppo Krupp primo fornitore di armi dell’esercito imperiale tedesco. I suoi cannoni, superiori a quelli della concorrenza, consentono una maggiore potenza di fuoco alle forze armate germaniche. Le bocche da fuoco utilizzano il sistema di retrocarica attraverso l’otturatore incernierato, una novità assoluta che permette una grande rapidità nella ricarica, riducendo a tre le operazioni che devono eseguire i serventi artiglieri: aprire l’otturatore, inserire il nuovo proiettile e richiudere lo sportello. Per tale motivo, grazie anche ai contatti interpersonali che il Krupp intrattiene con tutti i politici europei, le sue armi sono adottate man mano da tutti gli eserciti del continente. Ecco perché l’intensa vita mondana di Fritz si rivela la più grande fortuna del gruppo industriale, che in quegli anni si espande a livello internazionale con l’acquisizione di fabbriche e miniere ovunque nel mondo. L’intenzione dell’imperatore Guglielmo II, che vuole trasformare la marina militare tedesca nella più potente flotta mondiale, contribuisce ad arricchire in misura imbarazzante la Krupp che diventa il fornitore delle lastre d’acciaio necessarie alla costruzione delle corazzate. Friedrich ha una rendita personale talmente elevata che lo pone ai vertici dei paperoni mondiali, di gran lunga più ricco dello stesso Guglielmo II.

Oltre a essere capitano d’industria, Friedrich è anche un grande amante della natura, uno studioso naturalista. Dal 1899 elegge l’isola di Capri come suo luogo preferito di villeggiatura. Il grande albergo Quisisana diventa la sua residenza nei mesi estivi. Dedica il tempo che trascorre sull’isola partenopea a studi di biologia marina, concentrando il suo interesse sul “plancton” mediterraneo. Utilizza a questo scopo il suo panfilo “Puritan”, una grande imbarcazione che sosta permanentemente nella rada di Marina Piccola. L’industriale organizza feste e ricevimenti sull’isola. Riceve i suoi ospiti illustri nelle eleganti sale dell’hotel Quisisana o a bordo del suo grande panfilo.

Questa storia è tratta dal volume “RACCONTI DA CAPRI” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

Tutto questo non gli basta. Desidera qualcosa di più tangibile che lo leghi all’isola. A questo scopo compra un grande appezzamento di terreno affacciato sui Faraglioni, che fa attrezzare a parco, conosciuto come “Giardini di Augusto”. Nella proprietà che ha acquistato, che comprende anche il declivio verso Marina Piccola, è compresa una grotta, situata al di sotto dei Giardini di Augusto, denominata grotta di Fra’ Felice. Era stato il romitorio di un monaco eremita che aveva vissuto 20 anni nella grotta a metà del XVI secolo. Dopo l’acquisto di altre proprietà confinanti con i Giardini di Augusto dà il via alla costruzione di una strada, che viene ultimata nel 1902, conosciuta come Via Krupp. La stretta via, scavata nella roccia, inizia dai “Giardini di Augusto” e termina al mare di Marina Piccola. All’altezza della grotta di Fra’ Felice la stradina si allarga formando una terrazza panoramica abbellita da alcune colonne. Una ripida scala, anch’essa ricavata nella roccia, collega la terrazza alla sottostante grotta. All’interno dell’antro l’industriale fa costruire una piccola abitazione a due piani, che diventa il suo personale pied-à-terre sull’isola. Non vi abita, ma riceve i suoi ospiti in quel piccolo ma comodo rifugio.  

Friedrich Krupp trascorre periodi sempre più lunghi nell’amata Capri. Conduce i suoi studi sul plancton e sulla biologia marina insieme al suo amico e compatriota Anton Dohrn, fondatore e primo direttore della stazione zoologica di Napoli. L’edificio della stazione zoologica è situato sul lungomare di via Caracciolo, all’interno della Villa Comunale cittadina. Le sue ricerche scientifiche contribuiscono a chiarire il ciclo riproduttivo delle anguille.

L’industriale tedesco conta molte amicizie tra i frequentatori dell’isola. Oltre al Dohrn, sono ospiti della sua grotta e del suo panfilo “Puritan”, alla fonda nella piccola insenatura di Marina Piccola, Ignazio e Edwin Cerio, Vincenzo Cuomo e suoi connazionali di passaggio sull’isola partenopea.

Edwin Cerio, giovane caprese laureato in ingegneria navale e meccanica all’università di Genova, che in seguito sarà una delle personalità più in vista dell’isola, diventa un dirigente del gruppo industriale di proprietà del Krupp, per il quale progetta le navi da guerra a Kiel, e la ferrovia transandina tra Buenos Aires e Santiago del Cile durante un suo lungo soggiorno in Sud America.  

Fritz Krupp conta tra i suoi amici anche alcuni giovani e prestanti capresi, la bella gioventù dell’isola. I più affezionati sono il barbiere Adolfo Schiano e il pescatore Antonino Aracucci. Iniziano a circolare voci tra i benpensanti del luogo che lo accusano di frequentazioni poco innocenti con i giovani isolani. Gli incontri, secondo questi pettegolezzi, avvengono nella grotta di Fra’ Felice trasformata in una comoda alcova.

In patria Krupp organizza un suo giro di festini in un albergo di Berlino, l’Hotel Bristol, di proprietà di Conrad Uhl. Fa venire da Capri questi giovanotti e li raccomanda al gestore dell’hotel per farli assumere come camerieri. L’accordo prevede che gli stipendi che Uhl pagherà ai ragazzi capresi gli verranno rimborsati dall’industriale. Il proprietario dell’albergo, pur notando la stranezza della richiesta, accontenta Fritz, suo amico oltre che uno dei suoi migliori clienti. Nota anche che la moglie di Friedrich, Margaretha, quando accompagna il marito nei suoi spostamenti a Berlino, alloggia in un altro albergo.

Nel 1902 scoppia l’inevitabile scandalo. Conrad Uhl si rende conto ben presto che quei camerieri, fatti assumere dall’industriale, trascorrono le notti nella stanza dell’illustre ospite durante i suoi soggiorni in città. Essen­do in Germania l’omosessualità un grave reato, Uhl si decide a denunciare i fatti alla polizia per non essere accusato a sua volta di favoreggiamento in un eventuale procedimento giudiziario. Il commissario che raccoglie la denuncia dell’albergatore, Hans von Tresckov, dopo aver fatto le opportune indagini e accertato che effettivamente nella stanza dell’industriale si svolgono festini a base di sesso e droga con la partecipazione dei camerieri italiani, informa di tutta la faccenda la magistratura berlinese. Ne nasce un caso politico-giudiziario in quanto Friedrich Krupp è in stretta amicizia con l’imperatore Guglielmo II, che viene in qualche modo coinvolto nei fatti denunciati.

Margaretha, la moglie di Fritz, per difendere la sua personale reputazione e quella del gruppo industriale dallo scandalo che monta sulla stampa tedesca, chiede l’intervento dell’imperatore onde estromettere il marito dell’amministrazione della Krupp. L’imperatore, preoccupato di quanto succede e forse coinvolto nei festini dell’amico Fritz, non trova di meglio che informarlo dell’iniziativa della moglie. La potente famiglia Krupp a questo punto decide di liberarsi di Margaretha facendola rinchiudere in manicomio. Le indagini della procura contro Krupp coinvolgono anche l’imperatore, il quale però gode dell’immunità giudiziaria. La magistratura è costretta, anche in seguito alle pressioni della potente famiglia Krupp e dell’associazione degli industriali prussiani, a chiudere l’inchiesta con un nulla di fatto. Mettere in galera un ricchissimo imprenditore per omosessualità non è opportuno. Nella conservatrice Germania alcune leggi devono avere rilevanza solo per la gente comune. I ragazzotti italiani coinvolti nella vicenda ritornano in tutta fretta nell’isola natia con molti soldi in più in tasca.

Friedrich Krupp, per sfuggire alle inchieste della stampa tedesca, si trasferisce a Capri dove conta di continuare con la solita vita approfittando della benevola tolleranza degli isolani. Capri è diventata il paradiso dei ricchi gay di tutto il mondo, frequentata in particolar modo da turisti inglesi e tedeschi in cerca di facili avventure con giovani pescatori e marinai del luogo.

Nonostante le voci, l’atmosfera dell’isola nei riguardi di Krupp resta favorevole, anche in virtù di tutte le iniziative che vedono la luce con il notevole contributo economico dell’industriale tedesco. Tutto fila liscio fin quan­do Friedrich Krupp non fa un errore madornale, un passo falso imperdonabile, specialmente in quel piccolo universo che è Capri. Si intromette nella lotta politica locale schierandosi apertamente con il partito clericale. Il partito avversario, anticlericale, è guidato dall’albergatore Pagano, in diretta concorrenza con Federico Serena, proprietario dell’Hotel Quisisana che ospita Krupp. Serena, amico personale dell’industriale tedesco, parteggia anche lui per il partito clericale. La concorrenza tra i due albergatori, l’intreccio tra soldi e politica, fa sì che gli anticlericali comincino ad amplificare le voci di rapporti omosessuali tra l’industriale e giovani capresi, veri e propri festini a luci rosse che avverrebbero nella grotta di Fra’ Felice.

La polemica e le accuse non restano in ambito isolano. Gli attacchi contro Krupp vengono ripresi anche dalla stampa napoletana e nazionale. Il giornale che, per ragioni politiche, risulta il più accanito nelle accuse è Il Mattino di Napoli, diretto da Edoardo Scarfoglio. Il Mattino pubblica un violento articolo su Krupp e sui suoi soggiorni a Capri, facendo un riferimento agli studi che il tedesco porta avanti sulla vita delle anguille. Nell’articolo intitolato “Krupp re dei cannoni e re dei capitoni”, scaturito dalla penna velenosa di Matilde Serao, moglie del direttore Scarfoglio e cofondatrice con il marito de “Il Mattino”, le anguille diventano “capitoni”, alludendo al membro virile. È una esplicita denuncia delle presunte attività omosessuali del Krupp. Il giornale, per intervento dello stesso Krupp che, per far fronte agli attacchi alla sua persona, offre una vacanza tutta spesata sull’isola e altri benefici a Scarfoglio, attenua la polemica contro l’industriale.

La notizia viene però ripresa dal quotidiano nazionale di ispirazione socialista “La Propaganda” con un articolo intitolato “Capri-Sodoma”. Nell’articolo si fa riferimento ai festini che si tengono in una grotta, con la partecipazione di giovani isolani che per soldi si prostituiscono al ricco straniero, sottintendendo Friedrich Krupp. La polemica che segue, con la stampa conservatrice che difende l’onore dell’industriale, secondo la quale un ricco tedesco non può essere impunemente accusato di tali comportamenti, costringe “La Propaganda” a insistere accusando pubblicamente e senza reticenze le abitudini sessuali di Krupp e quello che, secondo il giornale, avviene nella grotta di Fra’ Felice trasformata in alcova. La polemica coinvolge in breve anche i partiti politici nazionali. Il re Vittorio Emanuele III si trova costretto, dal rilievo che ha assunto la vicenda, a intervenire. Nel 1902 il governo emette un provvedimento di espulsione definitiva dall’Italia nei confronti di Friedrich Krupp. L’accusato è costretto a lasciare in tutta fretta l’Italia e a ritornare nella città prussiana di Essen.

In Germania non hanno dimenticato lo scandalo di Berlino. Il quotidiano socialista “Vorwärts” riprende gli articoli del giornale italiano “La Propaganda”, raccontando le avventure capresi del re dei cannoni, lo scandalo che ne è seguito e il provvedimento di espulsione dall’Italia a carico di Krupp. La stampa tedesca in questo frangente si trova ad agire a ruoli invertiti. Il socialista “Vorwärts”, che in precedenza aveva sostenuto la necessità di abrogare le severe leggi contro l’omosessualità in vigore in Germania, si trova nella posizione di chiedere una esemplare applicazione delle stesse contro Krupp. I giornali conservatori, che invece sostengono la necessità di tali leggi, ne chiedono la non applicazione nei confronti dello stesso. L’imperatore Guglielmo II, in virtù della sua stretta amicizia con l’industriale, fa adottare un provvedimento di sequestro del giornale socialista. Krupp a sua volta interessa il suo staff legale affinché proceda nei confronti del direttore di “Vorwärts” con una querela per diffamazione.

Tutto questo non ferma gli attacchi nei confronti dell’industriale e dell’imperatore, ormai tutta la stampa tedesca s’interessa della vicenda. A seconda della posizione politica dei vari giornali, quelli simpatizzanti per la sinistra coinvolgono l’intero establishment tedesco che viene accusato di corruzione, mentre la stampa di destra difende l’onorabilità ferita degli imprenditori.

Qualcosa deve accadere per chiudere la vicenda, e qualcosa accade. Il 22 novembre del 1902 Friedrich Krupp viene trovato morto nella sua abitazione di Essen. Il medico legale che interviene stila un referto che indica quale causa del decesso un’emorragia cerebrale. Ma in Germania nessuno crede alla versione ufficiale. Voci sempre più insistenti parlano di suicidio. L’industriale, che considerava il pro­cesso a suo carico inevitabile, con tutto quello che un pubblico dibattito si sarebbe portato dietro, con un possibile coinvolgimento nella vicenda del suo amico imperatore, ha messo fine alla propria vita sparandosi un colpo di pistola alla tempia. Era L’unica via d’uscita onorevole da quella situazione insostenibile causata dalla sua vita libertina a cui non aveva voluto rinunciare.

Il corpo di Krupp non viene mostrato, è sigillato nella bara che rimane ben chiusa, sotto sequestro dell’auto­rità giudiziaria. Nessuno può aprirla.

La determinazione delle autorità a nascondere il suicidio viene vanificata da una frase dell’imperatore. Guglielmo II contraddice, senza volerlo, la versione ufficiale del decesso per cause naturali. L’imperatore accusa la stampa socialista di essere la causa della morte dell’industriale nell’elogio funebre che pronunzia in occasione del funerale del suo amico.

In Italia il giornale “La Propaganda” e il suo direttore subiscono un processo per offese al pudore, reato per il quale subiscono anche una condanna. Le autorità vogliono in tal modo costringere al silenzio la stampa libera su comportamenti molti diffusi tra le alte sfere nazionali e tra i ricchi stranieri, protagonisti del turismo di élite che frequenta gli eleganti luoghi di villeggiatura del Bel Paese.

(Foto in alto: Friedrich Alfred Krupp nel 1900)