Italy 1806 - William Shepherd, Historical Atlas, H. Holt & Co. N.Y

LE ORIGINI DELLA FAMIGLIA BONAPARTE

IN ITALIA

Le prime tracce della famiglia Buonaparte, o Bonaparte in relazione ai vari rami della stessa e come conseguenza di errate trascrizioni, risalgono al XIII secolo. Nella città di Sarzana si ha notizia di un Bonapars figlio di Gianfardo che ricopre cariche nel consiglio cittadino. Viene considerato come il capostipite dei Buonaparte. 

La famiglia Bonapars di Sarzana è un ramo dei Bonapars di San Miniato, a loro volta provenienti da Firenze. La famiglia, schierata con i ghibellini, viene cacciata da Firenze e si stabilisce a San Miniato dopo la vittoria dei guelfi. In seguito una parte della famiglia, che nel frattempo ha consolidato il proprio cognome in Buonaparte, lascia la località toscana e si trasferisce a Sarzana, cittadina appartenente alla Repubblica di Genova.

Alcuni storici ipotizzano che i Buonaparte sia­no originari della Lunigiana, in particolare delle località di Luni, di Pontremoli o di Marciano, l’attuale Fosdinovo. Il capostipite Bonapars di Gianfardo si sarebbe poi stabilito a Sarzana. Uno dei suoi figli, Guido, trasferendosi a San Miniato, avrebbe dato origine al ramo della famiglia vissuto in quella cittadina.

Nell’ottocento viene rinvenuto un documento, in seguito rivelatosi un falso posteriore, il quale fa supporre che i Buonaparte abbiano avuto origine intorno all’anno 1000 da una famiglia longobarda, i Cadolingi, conti di Pistoia e Fucecchio.

Il ramo di Sarzana della famiglia Buonaparte, con indovinati matrimoni che la legano ad altre famiglie di rilievo della zona, diventa sempre più potente. Iacopo e Nicolosio Bonapars acquisiscono l’importante carica di notaio imperiale. Nel 1440 Cesare Buonaparte sposa Apollonia Malaspina, figlia del marchese di Verrucola. Altri esponenti della famiglia ottengono la carica di canonico presso la locale cattedrale di Santa Maria.

Anche ad Ascoli Piceno esiste un Palazzo Bonaparte, risalente al XIV secolo. Qui si trovano tracce di una famiglia Bonaparte che alcuni esperti ritengono collegata a quella di Firenze, sostenendo che un ramo della famiglia si sarebbe stabilita nel XIII secolo nella città toscana.

Alcuni Buonaparte di San Miniato assumono importanti cariche cittadine. La famiglia diventa una delle più potenti della città. In seguito il ramo di San Miniato ottiene una patente di nobiltà concessa dal Granduca di Toscana. Nella cittadina esiste un edificio storico, Palazzo Buonaparte, oggi conosciuto come Palazzo Formichini, che fino agli inizi dell’ottocento risulta la residenza dei Buonaparte di San Miniato. Nel 1797 Napoleone Bonaparte, che è a capo della spedizione francese durante la campagna d’Italia, verrà ospitato in questo edificio da un suo parente, il canonico Filippo Buonaparte. Filippo Buonaparte è l’ultimo esponente del ramo di San Miniato della famiglia, che si estinguerà con il suo decesso.

Questa storia è tratta dal volume “I BONAPARTE. Una storia quasi italiana” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

Napoleone era stato già ospite del canonico da fanciullo, come ricorda una lapide apposta sulla facciata di Palazzo Buonaparte. Nel 1778 aveva accompagnato il padre Carlo Maria che si era recato in Toscana alla ricerca di documenti attestanti l’origine nobile della famiglia. La documentazione venne rinvenuta con l’aiuto del lontano cugino, il canonico Filippo. I documenti, presentati alle autorità di Ajaccio, permisero l’iscrizione della famiglia Buonaparte nel libro d’oro della nobiltà corsa.

Napoleone Bonaparte, nelle memorie che detta durante la sua prigionia sull’isola di Sant’Elena, in parte raccolte dal medico corso Francesco Antonmarchi, mandato a Sant’Elena dalla madre dell’ex imperatore per curare i suoi malanni, rivendica con orgoglio le sue lontane origini toscane.

IN CORSICA

Nel 1510 Francesco Buonaparte, detto il Mauro, che ricopre la carica di funzionario del Banco di San Giorgio, si trasferisce ad Ajaccio, dando origine al ramo Buonaparte della Corsica. Francesco investe i suoi risparmi nell’acquisto di proprietà immobiliari sull’isola. È affiancato in questi investimenti dai parenti che ancora risiedono a Sarzana. I frutti positivi di questi acquisti di terreni e fabbricati richiamano ad Ajaccio altri membri della famiglia.

Nel 1567 tutti i Buonaparte di Sarzana si sono trasferiti in Corsica dove ormai sono diventati grossi proprietari terrieri.

I capifamiglia dei Buonaparte ottengono quasi sempre la carica di capitano nel consiglio degli anziani di Ajaccio. Nel 1554 Girolamo è nominato deputato, rappresentante della città di Ajaccio presso il Senato di Genova. Sebastiano (1570-1633) è il colonnello comandante del reggimento Corsica della Repubblica di Genova.

Nel 1746 nasce Carlo Maria Buonaparte. Nel 1764 Carlo Maria, su suggerimento di suo zio arcidiacono Luciano Buonaparte, si sposa con Maria Letizia Ramolino. La giovane, che al momento del matrimonio ha 14 anni, appartiene a una delle nobili famiglie italiane dell’isola. Il padre esercita la professione di ispettore generale del genio civile della Corsica. Maria Letizia porta in dote una somma pari a 7000 lire genovesi.

Questo capitale permette a Carlo Maria di iscriversi alla facoltà di legge dell’università di Pisa. Durante il suo soggiorno in Toscana ha modo di allacciare rapporti con il ramo della famiglia residente a San Miniato. Poi si trasferisce a Roma dove continua gli studi nella locale facoltà di giurisprudenza. Carlo Maria, per motivi rimasti ignoti, è costretto a lasciare Roma in tutta fretta. Poco dopo ritorna in Corsica dove continua i suoi studi nell’ateneo della città di Ajaccio, laureandosi in Etica.

Nel 1767 diviene un seguace di Pasquale Paoli, il patriota corso che aspira all’indipendenza dell’isola dalla Repubblica di Genova. Pasquale Paoli, ancora ragazzo, aveva seguito il padre esiliato a Napoli a causa della partecipazione attiva nei moti di ribellione contro Genova. Nella città partenopea si arruolò nell’esercito del Regno di Napoli dove ebbe modo di apprendere l’arte militare. Inoltre seguì le lezioni di etica tenute da Antonio Genovesi presso l’università di Napoli. Rientrato nell’isola nel 1755 divenne il comandante delle truppe che combattevano contro i genovesi. In quell’anno venne proclamata l’indipendenza della Corsica.

La Repubblica di Genova, che ha contratto ingenti debiti con la Francia, offre in pegno la Corsica, che non riesce più a controllare e che di fatto è indipendente. Carlo Maria Buonaparte e la moglie Maria Letizia Ramolino vengono coinvolti in prima persona negli scontri che si accendono per difendere l’indipendenza dell’isola dall’invasione francese. Nel 1767 i due partecipano alla battaglia di Borgo e nel 1769 alla battaglia di Ponte Nuovo, dove le truppe corse vengono sconfitte dai francesi. Pasquale Paoli è costretto all’esilio. Carlo Maria Buonaparte si schiera con il partito favorevole ai francesi. Le patenti di nobiltà, che negli anni precedenti era riuscito a rinvenire a San Miniato, gli permettono di far riconoscere la sua famiglia tra quelle della nobiltà francese. Il cognome Buonaparte viene elencato nell’albo d’oro dei nobili.

Carlo Maria e Maria Letizia hanno undici figli, tre dei quali muoiono nei primi anni di età: Napoleone (nato nel 1764 e deceduto l’anno seguente), Maria Anna (1767 – 1768), Maria Anna (nata nel 1771 e vissuta pochi mesi). I figli sopravvissuti sono: Giuseppe (nato nel 1768), Napoleone (1769), Luciano (1775), Elisa (1777), Luigi (1778), Paolina (1780), Carolina (1782), Girolamo (1784).

Il governatore francese della Corsica, Luis Charles Marbeuf, affida importanti incarichi a Carlo Maria Buonaparte. Nel 1769 diviene un rappresentante della corte reale ad Ajaccio. Nel 1772 è uno dei dodici nobili che coadiuvano il governatore nella giusta distribuzione dei carichi fiscali e nella ripartizione delle imposte. Viene anche inviato a Parigi, come componente della delegazione corsa, per far presente alla corte di Versailles le necessità dell’isola.

La condizione di nobile e gli importanti incarichi ricevuti gli permettono di far frequentare ai propri figli Giuseppe e Napoleone le migliori scuole di Francia. Giuseppe fa i suoi studi nel Collegio d’Autun. Napoleone ha la possibilità di frequentare l’esclusiva Scuola Reale di Brienne, dove ricevono la loro istruzione i cadetti della piccola nobiltà francese.

Nel 1784 Carlo Maria, durante uno dei suoi soggiorni a Parigi quale rappresentante della Cor­sica, viene accusato di aver fatto alcune speculazioni finanziarie illegittime. L’anno seguente si ammala di tumore allo stomaco, forse anche a causa del dispiacere per le accuse mossegli. La malattia lo conduce rapidamente alla morte. Il suo decesso avviene il 24 febbraio del 1785 mentre si trova per affari a Montpellier.  

Maria Letizia, rimasta vedova con otto figli a carico, attraversa un periodo di gravi difficoltà economiche. I disagi vengono affrontati dalla donna con la sua consueta energia e vitalità. La difficile situazione è superata quando il figlio maggiore, Giuseppe, diventa avvocato laureandosi all’università di Pisa. Giuseppe esercita la professione ad Ajaccio dove ottiene anche l’incarico di segretario del generale Rossi, una sorta di ministro degli interni della Corsica. In seguito è nominato giudice del locale tribunale cittadino. Nel 1793 si accendono scontri sull’isola tra i sostenitori della Francia rivoluzionaria e la fazione che invece auspica il passaggio dell’isola sotto il controllo degli inglesi. Tra i partigiani dei britannici si schiera anche l’ormai anziano patriota Pasquale Paoli. Maria Letizia, essendo in una sfavorevole condizione a causa dell’appoggio alla causa rivoluzionaria, teme gravi ripercussioni nei suoi confronti. Decide, per non far correre pericoli alla sua famiglia, di lasciare la Corsica con i figli e di recarsi in Francia. Giunta sul continente, prende residenza nella città di Marsiglia. Dopo tre anni i Buonaparte si trasferiranno nella Parigi rivoluzionaria.

(Immagine in alto: Italy 1806 – William Shepherd, Historical Atlas, H. Holt & Co. N.Y)