Impero tedesco dopo il 1871, German Brockhaus Konversations-Lexikon, 1892

L’IMPERO TEDESCO DOPO IL 1871 (SECONDO REICH)

POLITICA DI BISMARCK

L’unificazione della Germania nel Secondo Reich fu il capolavoro politico e militare del cancelliere prussiano Otto von Bismarck. Il processo era iniziato anni prima. Nel 1864 Bismarck fece un’alleanza con l’Austria nella guerra contro la Danimarca, conquistando con l’aiuto dei militari austro-ungarici lo Schleswig-Holstein, cioè la parte iniziale della penisola danese, confinante con la Prussia. Allargata la Prussia verso nord, Bismarck volse le sue mire verso sud.

Nel 1866, tradendo la precedente alleanza con l’Austria, si alleò con l’Italia nella guerra austro-prussiana. La vittoria di Sadowa contro gli austriaci gli permise di costruire una Confederazione della Germania del Nord, dalla quale furono esclusi gli austriaci. L’imperatore austro-ungarico Francesco Giuseppe puntava, al contrario, su una confederazione più larga sotto la guida dello stesso imperatore. L’impero era nato come contropartita concessa da Napoleone all’arciduca d’Austria quando nel 1805, a seguito della sconfitta della terza coalizione, il Sacro Romano Impero fu occupato in gran parte dai francesi, e l’arciduca perse il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero. Quindi l’Austria puntava a ricostruire l’antico impero (Primo Reich) sotto le nuove vestigia di Impero Tedesco (Secondo Reich).

GUERRA FRANCO-PRUSSIANA

Il disegno imperiale di Bismarck trovò il suo completamento in occasione della guerra franco-prussiana. Nel 1870 la Francia, guidata dall’imperatore Napoleone III, vedeva con crescente preoccupazione l’ascesa del potere prussiano, con la nascita della Confederazione Tedesca del Nord e con accese simpatie delle popolazioni del Regno di Baviera nei confronti della Prussia. L’occasione che colsero i francesi per dichiarare guerra alla Prussia, sicuri della forza del proprio esercito, fu la destituzione di Isabella II di Spagna a causa della rivoluzione del 1868.

Un altro motivo di dissapore tra Napoleone III e Bismarck fu la vicenda del ducato di Lussemburgo, promesso alla Francia in cambio della neutralità nella guerra tra la Prussia e l’Austria del 1866. Con la vittoria della Prussia, Bismarck si rimangiò la promessa fatta.

Nel 1870 la Francia iniziò le ostilità. Napoleone voleva anticipare le mosse dello scomodo vicino non concedendo tempo a Bismarck di rafforzare le proprio armate e fare alleanze con Baviera e Austria in chiave antifrancese. Nonostante ciò gli stati del sud della Germania: Baviera, Württemberg e Baden, si schierarono a fianco della Prussia.

Purtroppo la supposta superiorità militare dei francesi, che da tempo avevano preparato strategie per quello che era considerato un inevitabile conflitto, si rivelò solo una vana speranza. L’esercito prussiano ben armato, forte di una artiglieria dotata di una superiore capacità di fuoco, costrinse a una rovinosa sconfitta l’esercito francese.

La disfatta nella battaglia di Sedan fu seguita da una sollevazione popolare a Parigi con la detronizzazione dei Bonaparte. Nel caos successivo Eugenia de Montijo si rifugiò a Londra mentre il marito Napoleone III venne fatto prigioniero da Bismarck. Le truppe prussiane misero sotto assedio Parigi. Il governo provvisorio francese guidato da Jules Favre e Léon Gambetta fu costretto alla firma di un armistizio con la Prussia.

IMPERO TEDESCO

La vittoria contro la Francia conseguita con l’alleanza tra tutti gli stati tedeschi fece accrescere la popolarità del cancelliere Bismarck tra la popolazione germanofona. L’abilità politica del cancelliere permise di tenere fuori dal nascente impero l’Austria che aveva l’aspirazione di rivestire il ruolo di guida, sostituendo in ciò la Prussia. L’unione dei vari stati tedeschi sotto un’unica entità politica avvenne il 18 gennaio del 1871 con la creazione dell’Impero Tedesco (Deutsches Reich). Il re di Prussia Guglielmo I assunse anche la carica di Imperatore. Aderirono alla nuova entità i seguenti stati: Regni di Baviera, Prussia, Sassonia e Württemberg; Granducati di Baden, Assia, Mecleburgo-Schwerin, Mecleburgo-Strelitz, Oldenburg, Sassonia-Weimar-Eisenach; Ducati di Anhalt, Brunswick, Sassonia-Altenburg, Sassonia-Coburgo-Gotha, Sassonia-Meiningen; Principati di Lippe, Reuss-Gera, Reuss-Greiz, Schaumburg-Lippe, Schwarzburg-Rudolstadt, Schwarzburg-Sondershausen, Waldeck-Pyrmont; Città Libere di Brema, Amburgo, Lubecca; Territorio Imperiale dell’Alsazia-Lorena. Inoltre appartenevano all’impero varie colonie in Africa, in Oceania.

La capitale fu Berlino, che era anche la capitale della Prussia. L’impero era una monarchia costituzionale. La costituzione adottata fu quella in vigore nella precedente confederazione con le necessarie modifiche dettate dall’ampliamento dello stato. Il potere legislativo era rappresentato dalle due camere: la Dieta Imperiale (Reichstag) e il Consiglio Federale (Bundesrat). L’esecutivo era nominato direttamente dall’imperatore. Il Cancelliere era il capo del governo e i Segretari di Stato reggevano i ministeri.

ORGANIZZAZIONE DELl’IMPERO

La nascita dell’impero pose in primo piano la necessità dell’unificazione delle varie legislazioni in vigore nei vari stati. Nel 1871 fu introdotto un nuovo codice penale e dopo pochi anni venne unificato anche il codice di procedura penale. Ci volle più tempo per armonizzare le norme civili e commerciali. Solo nel 1900 entrò in vigore il nuovo codice civile.

L’unificazione della Germania giocò un ruolo fondamentale nello sviluppo industriale che poté avvalersi dell’eliminazione dei dazi interni e dell’unificazione delle regole commerciali. La grande crescita dell’industria che ebbe luogo negli agglomerati urbani del nord, non danneggiò lo sviluppo e la modernizzazione dell’agricoltura, la maggiore forza produttiva della Baviera e degli altri stati del sud. La potenza industriale della Germania mise in ombra le industrie inglesi e francesi.

Si delineava di nuovo un contrasto tra la Germania da un lato e l’Inghilterra e Francia dal lato opposto. Nascevano i presupposti della prima guerra mondiale, anche in ragione del desiderio di rivalsa dei francesi che aveva le sue radici nell’umiliante sconfitta subita nella guerra franco-prussiana.

MILITARIZZAZIONE DELLA GERMANIA

La Prussia, forte del suo esercito che tradizionalmente si era dimostrato il più organizzato e aggressivo di quello degli altri stati che avevano aderito all’impero, fu la forza trainante della militarizzazione della neonata nazione. Bismarck fino a quel momento non aveva mostrato interesse ad avere colonie. Le ambizioni degli industriali di allargare i loro mercati di riferimento, dei proprietari terrieri che anelavano a ottenere nuovi riconoscimenti nobiliari, e degli ufficiali dell’esercito desiderosi di promozioni, spinsero il cancelliere a rivolgere il suo interesse nella costruzione di un impero oltremare.

I possedimenti coloniali tedeschi comunque non raggiunsero le dimensioni dell’impero britannico e dei territori oltremare francesi. Le conquiste coloniali tedesche furono comunque un importante addestramento per il nuovo esercito imperiale, bisognoso di creare una coesione tra i militari provenienti dalle forze armate degli stati che costituivano l’impero.

PRIMA GUERRA MONDIALE

Nel 1888 morì l’imperatore Guglielmo I. Gli successe il figlio Federico III, propugnatore delle idee liberali e pertanto non amato da Bismarck. Quando salì al trono era già sofferente di un cancro alla laringe. Fu sottoposto a una operazione di tracheotomia che però gli provocò un grave accesso. Nello stesso anno, dopo 99 giorni di regno, Federico III morì. Nello stesso 1888, anno chiamato “dei tre imperatori”, Guglielmo II, figlio di Federico III, ereditò il trono dell’impero e del regno di Prussia.

Guglielmo si liberò di Bismarck e iniziò una personale politica estera contraddistinta da numerose visite ufficiali in Russia, Svezia, Danimarca, Austria e Italia. Fu promotore di una spedizione militare internazionale per proteggere le legazioni straniere a Pechino in occasione della rivolta dei Boxer. Promosse tra Austria, Italia e Germania la triplice alleanza. Questo trattato lo portò ad appoggiare l’Austria in occasione dell’assassinio a Sarajevo del principe ereditario dell’impero austro-ungarico, l’arciduca Francesco Ferdinando.

La dichiarazione di guerra dell’Austria contro la Serbia fu seguita dell’entrata nel conflitto dell’impero tedesco a fianco degli austriaci. Con la Serbia si schierarono la Francia, l’Inghilterra e la Russia. L’Italia nel primo anno si tenne fuori dal conflitto poiché i suoi interessi nazionali la portavano a considerare preminente la questione dei territori irredenti del Trentino, di Trieste e dell’Istria e Dalmazia che erano sotto la sovranità dell’Impero Austriaco. Nel 1915 entrò in guerra contro l’Austria a fianco di Francia e Inghilterra.

Nel 1914 l’esercito tedesco attaccò la Francia e invase il Belgio. Le forze francesi e belghe riuscirono a fermare i tedeschi, dando il tempo a un corpo militare inglese formato da 120.000 soldati di passare la Manica e di accorrere in aiuto del Belgio. I francesi a loro volta riuscirono a sfondare in Alsazia-Lorena ma furono bloccati a pochi chilometri dal Reno. La Russia, che nel frattempo era entrata nel conflitto, attaccò la Prussia orientale, costringendo i tedeschi a dividere le loro forze tra il fronte occidentale e quello orientale.

SCONFITTA E FINE DELL’IMPERO

Dopo una lunga e sanguinosa guerra di posizione nelle trincee al confine tra Francia e Germania, la sconfitta dei tedeschi e degli austriaci, a loro volta impantanati nelle trincee venete, fu inevitabile anche a causa del massiccio intervento nel conflitto degli Stati Uniti.

Nel 1918 le notizie della catastrofe militare al fronte provocarono lo scoppio della rivoluzione in Germania. A Kiel i marinai si rifiutarono di imbarcarsi per un’offensiva contro la marina inglese. La rivolta si allargò a tutte le città tedesche. Il Kaiser Guglielmo II fu costretto ad abdicare sia come imperatore che come re di Prussia. Lasciò la Germania rifugiandosi in Olanda.  Anche gli altri sovrani tedeschi, che avevano conservato simbolicamente il trono nei numerosi stati che formavano l’impero, furono costretti ad abdicare. Le dure condizioni di pace imposte dalle potenze vincitrici, in particolare dalla Francia che aveva subito l’attacco tedesco, contribuirono a smantellare l’impero.  Il 9 novembre del 1918 fu proclamata la Repubblica di Weimar. 

(Immagine in alto: Impero tedesco dopo il 1871, German Brockhaus Konversations-Lexikon, 1892)