Luciano Bonaparte, H. Rousseau, E. Mons, 1889

LUCIANO BONAPARTE

POLITICO A PARIGI          

Luciano Bonaparte, nato ad Ajaccio nel 1775, svolge i suoi studi in Francia, presso il collegio di Autun. Tornato in Corsica, si unisce a Pasquale Paoli, abbracciando l’idea della Corsica indipendente. Allo scoppio della rivoluzione francese non esita ad aderire alle idee rivoluzionarie. Si trasferisce a Parigi dove diventa un seguace di Robespierre, andando anche in prigione in occasione del colpo di stato del 9 termidoro e dell’esecuzione di Robespierre. In seguito gli viene assegnato l’incarico di commissario dell’armata del Reno per poi essere inviato in Corsica dove ancora sono presenti disordini e scontri tra rivoluzionari e indipendentisti. Nel 1797 rientra a Parigi dove l’anno seguente ottiene la nomina a deputato nel Consiglio dei Cinquecento. Nel 1799 viene eletto alla carica di presidente di quel consiglio. Il suo intervento è fondamentale il 18 brumaio, il giorno del colpo di stato, poiché scioglie la seduta del consiglio prima che lo stesso riesca a votare per la messa sotto stato di accusa del fratello Napoleone quale traditore della patria. Il colpo di stato ha esito positivo perché Luciano esce dall’aula e, arringando i soldati veterani guidati da Leclerc e Murat, accusa alcuni deputati di aver cercato di uccidere Napoleone. È in tale occasione che puntando un pugnale alla gola del fratello dichiara che lo ucciderebbe personalmente nel caso che egli privi della libertà i francesi. I soldati irrompono nell’aula dove sono riuniti gli esponenti del Consiglio dei Cinquecento, sgombrandola e disperdendo i deputati presenti.

Napoleone, nominato primo console, vuole Luciano come ministro degli interni. Il ministro entra in contrasto con Joseph Fouché, il capo della polizia che mira anch’egli a quella carica. Fouché fa avere a Napoleone un opuscolo scritto dal fratello nel quale viene criticata la dittatura consolare e viene auspicato un consolato elettivo. Questo libello è considerato dal primo console come un attacco personale e determina la rottura dei rapporti tra i due fratelli. Pertanto Luciano viene destituito dalla carica di ministro degli interni e inviato a Madrid come ambasciatore presso la corte di Carlo IV di Spagna.

Luciano Bonaparte aveva sposato nel 1794 Christine Boyer, una modesta fanciulla poco istruita, sorella del suo governante, dalla quale ha avuto tre figli: Carlotta, nata nel 1795, Vittorio (1797), deceduto poco dopo la nascita, Cristina, nata nel 1798. Luciano rimane vedovo di Christine nel 1800.

Nel 1802 viene nominato membro del Tribunat, una delle quattro assemblee legislative, equivalente al Consiglio di Stato. Dopo la proclamazione a imperatore del fratello diventa senatore dell’impero. Inoltre Napoleone desidera che Luciano si risposi, per ragioni politiche, con Maria Luisa di Borbone-Spagna, regina dell’Etruria. Il fratello, che è contrario a tutte le monarchie, si rifiuta di portare all’altare la Borbone.

Dopo questo rifiuto ha modo di conoscere una giovane, Alexandrine de Bleschamp, vedova del banchiere Hippolite Jouberthon, dal quale la stessa ha avuto la figlia Anna. Nel 1802 Luciano sposa Alexandrine e subito dopo lascia la Francia a causa di sempre più accesi contrasti con Napoleone, trasferendosi con i figli e la nuova compagna a Roma, rinunciando ai titoli e ai privilegi di cui avrebbe potuto godere. Acquista villa Rufinella a Frascati, preferendo la vita agreste piuttosto che abitare in città. Nel 1808 entra in possesso di una vasta tenuta agricola a Canino, vicino Viterbo. Nello stesso anno si trasferisce con la famiglia a Musignano, frazione di Canino, dove ha acquisito la proprietà del locale castello.

Nel 1809 Napoleone gli chiede di divorziare da Alexandrine e di rientrare a Parigi per assumere un ruolo politico. L’imperatore riceve l’ennesimo rifiuto da Luciano che nel frattempo ha avuto altri cinque figli dalla seconda moglie: Carlo Luciano, nato nel 1803, Letizia (1804), Giuseppe, nato nel 1806 e deceduto l’anno seguente, Giovanna (1807), Paolo Maria, nato nel 1809.

Questa storia è tratta dal volume “I BONAPARTE. Una storia quasi italiana” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

Dopo che lo Stato pontificio viene occupato dalle truppe francesi, Luciano è tenuto sotto stretta sorveglianza degli stessi. Per sottrarsi a questo fastidioso controllo si imbarca con la famiglia per raggiungere gli Stati Uniti. Durante il tragitto la nave è fermata da un’imbarcazione militare inglese. Luciano e i suoi sono trasbordati per essere trasferiti in Inghilterra. Giunto a Londra, il Bonaparte è accolto da una folla acclamante. Le autorità inglesi, consce dei contrasti tra lui e il fratello, trattano Luciano con tutti gli onori. Ha la possibilità di sistemarsi con la sua famiglia prima a Lodlow e poi in una villa a Grimley, nel Worchestershire. Nel 1814, quando il fratello viene trasferito all’Elba, Luciano, con la famiglia, che nel frattempo si è ampliata con la nascita di Luigi nel 1813, rientra in Francia, per poi tornare a Roma.

PRINCIPE A ROMA

Papa Pio VII, vuole premiare Luciano Bonaparte per la sua opposizione a Napoleone. L’imperatore francese aveva invaso e tenuto sotto scacco militare lo stato pontificio, facendo praticamente prigioniero il papa, ristretto contro la sua volontà nella località francese di Grenoble e poi a Savona. Nel 1814 Pio VII nomina Luciano Bonaparte Principe di Canino, Conte di Apollino e Signore di Nemori.

Quando il fratello, fuggito dall’Elba, rientra in Francia, Luciano lo raggiunge in terra francese. I due fratelli in quella occasione si rappacificano e Napoleone gli restituisce il titolo di principe imperiale. Dopo la definitiva sconfitta di Waterloo, Luciano torna a Roma, prendendo alloggio a villa Rufinella a Frascati.

Questo, per il Bonaparte, è un periodo triste. È circondato dai sospetti delle autorità pontificie a causa della rappacificazione con il fratello. Viene ingiustamente sospettato di cospirare contro il papa per ristabilire un governo liberale a Roma, una repubblica romana come quella del 1799. Nel frattempo la sua famiglia continua a crescere. Nascono Pietro Napoleone nel 1815, Antonio Luciano (1816-1877), Maria Alessandrina (1818-1874) e l’ultimogenita Costanza Maria nel 1823. Tra un figlio e l’altro trova anche il tempo di dedicarsi alla letteratura. Scrive e pubblica un poema in versi: La Cyrnéide ou la Course sauvée.

Il tempo dei sospetti termina con l’elezione di papa Leone XII che nel 1824 gli concede l’ulteriore titolo di Principe di Musignano. Luciano Bonaparte si appassiona all’astronomia. Con un telescopio che aveva acquistato in Inghilterra organizza un suo piccolo personale punto di osservazione astronomico a Senigallia, località che frequenta nel periodo estivo, con l’aiuto di padre Maurizio da Brescia, uno studioso di astronomia. Luciano e la famiglia sono tra i primi in Italia a concedersi vacanze estive dedicate ad attività balneari. Bologna, dove in quel periodo risiede durante l’inverno, viene alternata con Senigallia nei mesi estivi.

Nella città felsinea lo raggiunge la notizia della scoperta di Vulci, antica città etrusca, situata a pochi chilometri dalla sua tenuta di Canino. Nel 1828, preceduto di alcuni mesi dalla moglie Alexandrine, che subito dà inizio ai lavori di scavo per riportare in superficie l’antica Vulci, ritorna nella sua residenza di Canino dove, coadiuvato dal suo amico Maurizio da Brescia, conduce studi di archeologia relativi agli etruschi, gli antichi abitanti di quel luogo. A seguito dei suoi approfondimenti archeologici pubblica il libro “Muséum étrusque–Fouillese de 1828 à 1829”. Durante gli scavi vengono trovate alcune statue, tra le quali quella di Giunone, inoltre viene portato alla luce un ritratto di Giulio Cesare, conosciuto poi come “Ritratto di Tuscolo”.

Nonostante non avesse preso personalmente posizione sugli accadimenti di Francia del 1830, è contattato da altri esponenti della famiglia Bonaparte che cercano di promuovere il ritorno del nipote Napoleone II sul trono di Francia. Luciano Bonaparte due anni dopo il prematuro decesso di Napoleone II, scrive un appello al popolo francese, “Aux citoyen français”, in cui esprime il suo auspicio di un ritorno di un Bonaparte alla guida di una repubblica con la istituzione di un consolato elettivo.

Luciano Bonaparte spira nella villa di Canino il 29 giugno del 1840. Causa della morte è un cancro allo stomaco, una malattia di famiglia che aveva già colpito il padre e due suoi fratelli. La vedova Alexandrine de Bleschamp continua nell’opera di valorizzazione degli scavi di Vulci. Alexandrine muore a Canino nel 1855. Alcuni dei numerosi figli di Luciano Bonaparte avranno un certo rilievo nelle vicende storiche successive che riguarderanno la Francia e l’Italia.

La figlia di primo letto di Luciano Bonaparte, Carlotta Filistina, sposa nel 1815 il principe di Prossedi Mario Gabrielli, con il quale va ad abitare a Roma, a Palazzo Taverna. Ha otto figli rimanendo vedova nel 1841. Si risposa con Settimio Centamori dal quale non ha figli. Anima, nella sua villa al Gianicolo, un salotto molto frequentato dall’élite romana. Carlotta si spegne a Roma nel 1865. La sua tomba si trova nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva.

La seconda figlia avuta con Christine Boyer, Cristina Carlotta, va a nozze con il conte Arvid Posse nel 1818. Sei anni più tardi divorzia risposandosi con Lord Dudley Coutts Stuart. Muore a Roma nel 1847.

Il primogenito di secondo letto, Carlo Luciano, è uno studioso di ornitologia. Nel 1822 sposa la cugina Zenaide, figlia di Giuseppe Bonaparte, dalla quale ha dodici figli. Nel 1830 torna a Parigi partecipando ai moti rivoluzionari parigini. Aderisce alla Società Nazionale per la Confederazione Italiana presieduta da Vincenzo Gioberti. Per questo motivo, e a causa di discorsi che auspicano l’unione dell’Italia sotto forma federale a somiglianza degli Stati Uniti, viene espulso da Venezia. Nel 1849 partecipa attivamente alla breve vita della Repubblica Romana essendo stato nominato deputato dell’Assemblea Costituente. Si spegne a Parigi nel 1857.

Letizia Cristina, secondogenita, ha come sposo l’irlandese sir Thomas Wyse. Da questo matrimonio nasce Maria Wyse che sposerà in seconde nozze Urbano Rattazzi. Il secondo marito della figlia diventerà primo ministro del Regno d’Italia. Il decesso di Letizia Cristina avviene nel 1871.

La terzogenita Giovanna sposa il marchese Onorato Honorati nel 1825. Va ad abitare a Jesi dove, a causa di una malattia, si spegne nel 1827, solo due anni dopo il matrimonio.

Paolo Maria, diciottenne, si allontana dal collegio dove si trova per studiare, recandosi in Grecia all’insaputa dei genitori. Partecipa alla guerra d’indipendenza di quella nazione arruolandosi nella marina greca. Muore nel 1827 durante uno scontro navale. 

Il fratello Luigi Luciano Bonaparte si dedica alle scienze. È uno studioso della lingua basca. Nel 1832 sposa Maria Cecchi, dalla quale divorzia nel 1850. Dopo essere stato fidanzato con Alessandra di Baviera che non riesce a sposare a causa dell’opposizione del padre, il re di Baviera Ludovico I, si unisce in matrimonio con Marie Clémence Richard. Viene nominato senatore e principe dal cugino Napoleone III. Trasferitosi a Londra nel 1850, diventa editore pubblicando alcune sue opere e libri di suoi amici scienziati. Muore durante un soggiorno a Fano nel 1891.

Pietro Napoleone, settimo figlio di Luciano e Alexandrine, partecipa sedicenne ai moti del 1831 in Romagna. Per tale motivo è costretto a rifugiarsi negli Stati Uniti, dove trova alloggio presso lo zio Giuseppe Bonaparte, nella sua tenuta di Point Breeze. Dopo qualche tempo torna in Italia. Gendarmi pontifici si recano nella residenza di Canino per arrestarlo poiché è sospettato di adesione alla società segreta dei Carbonari. Pietro Napoleone reagisce al tentativo di arresto uccidendo il capo dei gendarmi. A causa di questo omicidio è condannato a morte. Il padre Luciano supplica Papa Gregorio XVI di risparmiare la vita di Pietro Napoleone commutando la condanna a morte in una pena più lieve. Il papa, che ha in grande considerazione Luciano Bonaparte, muta la pena capitale nell’esilio. Tornato negli Stati Uniti, durante una violenta disputa con il cugino Luigi Napoleone, ammazza una persona che aveva cercato di dividere i due. Espulso anche da questo paese si reca prima a Corfù, poi in Belgio con la sua amante Rose Hesnard. Nel 1848 rientra in Francia dove si arruola nella Legione Straniera, comportandosi valorosamente in diversi scontri. Abbandonata la Legione ottiene dal cugino imperatore la nomina di principe. Nel 1852, dopo la morte di Rose Hasnard inizia una relazione con Eléonore-Justine Ruffin dalla quale ha due figli e che poi sposa nel 1867. Nel 1870 è protagonista di un eclatante caso di cronaca nera che sfocia in un caso politico. Un redattore del quotidiano La Marseillaise, Victor Noir, che si era recato a casa sua per un’intervista, viene ucciso a revolverate da Pietro. Durante la successiva detenzione ci sono manifestazioni di protesta nelle strade contro la famiglia Bonaparte che sfociano in violenti disordini. Pietro Bonaparte viene assolto per legittima difesa. Al termine del processo Napoleone III gli ingiunge di lasciare la Francia, cosa che Pietro si guarda bene dal fare. Dopo la caduta dell’impero si trasferisce in Belgio con la sua nuova compagna, Adele Dideriche, dalla quale ha un figlio. Anziano e in cattive condizioni economiche rientra in Francia dove muore nel 1881.

Gli ultimi tre figli di Luciano Bonaparte fanno vita riservata. Antonio Luciano si sposa con Carolina Maria Anna Cardinali nel 1839, dalla quale non ha figli. Muore nel 1877. Maria Alessandrina sposa il conte Vincenzo Valentini di Laviano nel 1836. Si spegne il 20 agosto del 1874. L’ultima dei figli di Luciano Bonaparte, Costanza Maria, abbraccia la vita religiosa e diventa la badessa del convento del Sacro Cuore di Roma.

(Immagine in alto: Luciano Bonaparte, H. Rousseau, E. Mons, 1889)