Palazzo reale Tuileries, Parigi 1871

MARIA LUISA D’AUSTRIA

MARIA LUISA, LA SECONDA MOGLIE

Maria Luisa ha sangue italiano nelle vene. Il padre Francesco II d’Asburgo-Lorena, figlio di Leopoldo II, arciduca di Toscana, è nato a Firenze e ha vissuto per lungo tempo in Toscana. La madre è nata e cresciuta a Napoli. Maria Luisa parla correntemente l’italiano, il francese e, con qualche difficoltà, il tedesco.

È nata a Vienna nel 1791, primogenita dell’arciduca. La madre è la seconda moglie di Francesco II, Maria Teresa di Borbone-Napoli, figlia a sua volta del re di Napoli Ferdinando IV e di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. È stata l’austriaca Maria Carolina a combinare le nozze della sua primogenita Maria Teresa con l’arciduca d’Austria durante un suo viaggio a Vienna, nel quale aveva messo le basi anche per il matrimonio della sua secondogenita Maria Luisa Amalia Teresa con Ferdinando III di Toscana.

Maria Luisa cresce, affidata a baby-sitter e istitutrici, vagando tra i vari castelli degli Asburgo: Hofburg, Schönbrunn e Laxemburg. La decapitazione della prozia Maria Antonietta, regina dei francesi, avvenuta nel 1791 per mano dei rivoluzionari, appresa dai racconti dei suoi familiari, contribuisce a far nascere in lei un sentimento d’odio nei confronti della Francia rivoluzionaria. Sentimento alimentato dalle continue guerre tra l’Austria e le truppe napoleoniche che erano culminate nel 1809 con l’occupazione di Vienna da parte dei francesi. La sconfitta aveva costretto alla fuga la famiglia reale austriaca, che aveva trovato rifugio a Ofen, a pochi chilometri dalla capitale ungherese Budapest.

Nel 1809, dopo il divorzio dalla prima moglie Giuseppina che non è riuscita a dargli un erede, Napoleone prende in considerazione varie possibilità per contrarre un nuovo matrimonio. Metternich, il primo ministro austriaco, teme che il Bonaparte voglia convolare a nozze con la figlia dello zar, la giovanissima Anna Pavlovna Romanova. Questa eventualità potrebbe comportare un’alleanza tra Francia e Russia, isolando l’Austria che sarebbe alla mercé delle due potenze. Pertanto si adopera perché Napoleone scelga come moglie la diciottenne Maria Luisa. Ad accordi raggiunti tra Napoleone e Metternich, l’arciduca imperatore Francesco II informa la figlia delle decisioni prese. Quando la giovane diciottenne viene informata che è destinata a sposare Napoleone ne rimane atterrita. Rammenta i racconti ascoltati nell’infanzia intorno alla decapitazione della sua prozia, e la tensione e la paura che aveva provato mentre in tutta fretta era costretta a lasciare Vienna con la sua famiglia per rifugiarsi in Ungheria a causa dell’invasione dell’Austria da parte dei francesi. Napoleone, nei pensieri della giovinetta, rappresenta il male assoluto, poco meno che un assassino seriale. 

Nonostante i suoi timori, l’11 marzo del 1810 convola a nozze con Napoleone. Come di consuetudine nei matrimoni tra reali, lo sposo non si reca a Vienna ma è rappresentato da un procuratore, nella persona dell’arciduca Carlo d’Asburgo-Tuschen. Carlo d’Asburgo-Tuschen era stato il comandante delle truppe austriache che avevano sconfitto il Bonaparte ad Aspern. Subito dopo la cerimonia Maria Luisa intraprende il viaggio per raggiungere Parigi e unirsi con il marito. La sposa ha la sorpresa di incontrare Napoleone, che ha cavalcato tutta la notte sotto una pioggia scrosciante, a Courcelles sur Vesles, anziché ad Altheim dove era previsto la cerimonia in un piccolo chalet e dove Maria Luisa si sarebbe dovuta virtualmente spogliare del suo titolo di arciduchessa d’Austria per assumere quello di imperatrice dei francesi. Maria Luisa, che fino a quel momento era stata tesa e nervosa, a causa dei pregiudizi che aveva su Napoleone, ritrova un sorriso per l’attenzione che le ha dimostrato lo sposo. A sera giungono a Compiègne, dove Maria Antonietta incontra la famiglia Bonaparte, riunita per fare la conoscenza della nuova moglie del loro congiunto. Napoleone è impaziente di consumare il matrimonio ma, timoroso nei confronti di un’arciduchessa d’Austria, vuole assicurarsi che la cosa sia di gradimento della sposa. Manda in avanscoperta la sorella Carolina. Avute assicurazioni da Carolina, raggiunge la sposa in camera da letto. Un lungo momento di imbarazzo coglie Maria Luisa, timorosa ma volenterosa. Superando la sua reticenza di giovinetta, si concede volentieri a Napoleone. Lo sposo, gentile e premuroso, trasforma le paure di Maria Luisa in allegria. La notte trascorre tra amore e risate. La giovane imperatrice ha già dimenticato le spensierate giornate dell’estate precedente, trascorse in compagnia dell’arciduca Francesco, fratello della sua matrigna Maria Ludovica, sposata dal padre dopo essere rimasto vedovo di Maria Teresa. Maria Luisa aveva anche chiesto al padre il consenso per fidanzarsi con Francesco, permesso negato a causa della sopraggiunta richiesta di matrimonio dell’imperatore francese.

Questa storia è tratta dal volume “I BONAPARTE. Una storia quasi italiana” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

La cerimonia matrimoniale è ripetuta due volte. Il matrimonio civile avviene nel castello di Saint Cloud il 1° aprile del 1810, quello religioso si celebra il giorno seguente in un salone del Louvre. Officiante è lo zio di Napoleone, il cardinale Fesch. Il papa non ha voluto riconoscere quella cerimonia poiché l’annullamento del primo matrimonio era stato rifiutato da Roma, convalidato solo dalle autorità religiose di Parigi. L’imperatrice ha il suo alloggio nel palazzo reale delle Touleries. Occupa lo stesso appartamento della sua prozia Maria Antonietta. Inizialmente è ben accolta dalla corte reale e dai francesi. Al contrario della prima moglie di Napoleone, l’austriaca non ama la vita di società, le feste e i ricevimenti. Odia le piaggerie e i complimenti esagerati e interessati. Preferisce una vita riservata. Le piace cucinare e occuparsi in prima persona delle esigenze familiari. Nonostante ciò è sempre presente in tutte le cerimonie ufficiali in cui è prevista la sua partecipazione al fianco dell’imperatore. La vita riservata consuma il credito di simpatia concesso dai francesi. Viene soprannominata, con un pizzico di sufficienza, “Autrichienne”, lo stesso nomignolo appioppato a Maria Antonietta. I rapporti con il clan Bonaparte non sono migliori. Maria Antonietta non sopporta gli atteggiamenti da “parvenu” dei membri della famiglia. In questo è abbondantemente ricambiata. Donna Letizia la tratta con freddezza. Le sorelle di Napoleone non mancano di farle sgarbi e dispetti. Maria Luisa e Giuseppina, la prima moglie, nutrono moti di gelosia reciproci, pertanto cercano di evitare ogni contatto. L’unica della famiglia con cui l’imperatrice va d’accordo è la figlia di primo letto di Giuseppina, Hortensia de Beauharnais, moglie di Luigi Bonaparte. Inoltre ha trovato una sincera amica nella duchessa di Montebello, che nomina “prima dama di compagnia”. La sua golosità per dolci e pietanze la rendono un po’ grassottella, cosa che risulta molto gradita al marito. L’autrichienne è molto legata a Napoleone, amore e bisogno di protezione fanno sì che lei lo segua nei suoi spostamenti, quando possibile.

Dopo pochi mesi dal matrimonio l’imperatrice comunica al marito di essere incinta. Napoleone destina al futuro nascituro, che spera di sesso maschile, il titolo di Re di Roma, e prepara una culla che porta la scritta “Aiglon”, l’aquilotto, il figlio dell’Aquila, come lo stesso Napoleone è stato soprannominato dai suoi veterani. Il 20 marzo del 1811 Maria Luisa partorisce il Re di Roma, dopo lunghe ore di travaglio che rendono necessario l’applicazione del forcipe. Al neonato viene dato il nome di Napoleone Francesco Giuseppe Carlo.

Durante la campagna di Russia Maria Luisa accompagna il marito per il primo tratto del tragitto dell’Armata. A Dresda incontra il padre, l’arciduca imperatore Francesco II. Mentre Napoleone prosegue nella marcia verso oriente, Maria Luisa fa un giro attraverso varie località dell’impero austriaco. Rientrata a Parigi, riceve informazioni sull’andamento della guerra contro la Russia attraverso la numerosa corrispondenza che i due coniugi si scambiano. Dopo aver abbandonato Mosca e dopo la sconfitta sofferta dai francesi in ritirata sulla Beresina Napoleone, impaziente di rientrare a Parigi per riunirsi con la sua bella moglie, affida quel che rimane dell’armata di Russia al comando di Gioacchino Murat.

Nel 1813, quando si profila la nascita di una nuova alleanza tra le potenze europee contro la Francia, Napoleone sollecita Maria Luisa a scrivere al padre affinché si schieri al fianco dei francesi. La richiesta non ha successo, ma comunque l’Austria resta neutrale. Napoleone, per mettere al sicuro la sua dinastia, nomina ufficialmente reggente al trono l’imperatrice. In caso di sua assenza governerà in nome del piccolo Napoleone Francesco Giuseppe Carlo. Durante la campagna contro Inghilterra, Prussia e Russia è Maria Luisa a sostituire Napoleone negli incarichi di rappresentanza, e a prendere decisioni di governo. Questo aumenta le antipatie dei francesi nei suoi confronti, poiché le iniziative di governo sono improntate all’emergenza e al sacrificio, dato l’andamento non favorevole degli scontri. Dopo il rientro di Napoleone a Parigi, gli avvenimenti precipitano velocemente. L’invasione della Francia di Inglesi e Prussiani determina il trasferimento dell’imperatore, per ragioni di sicurezza, nel castello di Fontainebleau. Da quel momento Maria Luisa e Napoleone non avranno più occasione d’incontrarsi. Dopo molti tentennamenti è lo stesso Bonaparte a consigliare alla consorte di recarsi a Vienna con il figlioletto, unico modo per tenere al sicuro lei e il piccolo Napoleone Francesco. Nonostante gli appelli che Maria Luisa rivolge al padre affinché il marito riceva un buon trattamento, anche in considerazione dell’amore che lei gli serba, non gli si può assicurare niente di meglio che il principato dell’isola d’Elba, visto che è stato escluso di concedergli la Sardegna per l’opposizione dei Savoia e la Corsica per l’opposizione dei Borbone di Francia.

MARIA LUIGIA, DUCHESSA DI PARMA

La noiosa vita della corte viennese va stretta a Maria Luisa, abituata agli onori imperiali e alla frenetica attività che si svolgeva alle Tuileries. Pur senza gli impegni mondani che lei non amava, la vita abbastanza ritirata di Parigi era un fuoco d’artificio in confronto a quella che fa a Vienna. Chiede pertanto al padre, l’imperatore Francesco II di potersi recare ad Aix-les-Bains, una località termale nei pressi di Chambery nell’Alta Savoia, insieme al figlioletto Franz (a Vienna evitano di chiamarlo Napoleone), per curarsi da fantomatici malanni. Nutre la segreta speranza che un suo ritorno in Francia, insieme al figlioletto, possa favorire un auspicato rientro a Parigi, in forza dell’atto di reggenza emesso da Napoleone. Aspira a riprendere il ruolo di imperatrice. Il padre di Maria Luisa, consapevole del rischio di un ritorno di un Bonaparte in Francia, in questo caso del piccolo Napoleone Francesco, accorda il permesso alla sua amata figlia di recarsi nell’Alta Savoia per curarsi, a condizione che il figlioletto resti a Vienna affidato alle cure dalla corte. Inoltre stabilisce che Maria Luisa venga scortata ad Aix-les-Bains da persona di sua fiducia.

Il prescelto ad accompagnare l’ex imperatrice, ora ridiventata arciduchessa d’Austria, è il conte Adam Adalbert Neipperg, un militare che si è distinto sia sui campi di battaglia che come diplomatico. Era riuscito a convincere l’erede al trono di Svezia Bernadotte a non schierarsi al fianco di Napoleone durante l’ultima campagna contro i francesi. Il padre vuole dare alla figlia una degna sistemazione assegnandole il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. La nomina, per avere valore, deve essere accettata anche dalle potenze alleate, essendo il ducato, prima della parentesi napoleonica, nel possesso dei Borbone-Parma. Il ducato era comunque già sotto l’influenza degli Asburgo, attraverso Maria Amalia d’Asburgo, moglie di Francesco I di Borbone, ultimo duca prima dell’occupazione francese.

Giunta ad Aix-les-Bains nel giugno del 1814, Maria Luisa si rende conto che ogni sua mossa è controllata dal suo accompagnatore conte Neipperg. Non riesce nel suo intento di prendere contatti con gli esponenti della sua antica corte. Comunque è ben lieta di aver avuto assegnato il ducato di Parma, nonostante che si sia in attesa della conferma della nomina da parte delle altre potenze europee. Già si vede sovrana anche se in un piccolo e in fondo povero ducato. Per non dare adito a chi è contrario a concederle quel ducato, si guarda bene dall’andare all’isola d’Elba, da dove Napoleone le scrive di raggiungerlo. Il rifiuto di recarsi all’Elba è determinato anche dalla notizia dell’incursione sull’isola di Maria Walewska, l’amante del marito, accompagnata dal figlio illegittimo Alessandro, dove si è trattenuta alcuni giorni per rincuorare il suo amato. Pochi mesi di soggiorno ad Aix-les-Bains bastano perché l’ex imperatrice, ormai da tempo senza una compagnia maschile, si innamori di Adam Neipperg, uomo garbato, di buona cultura e di bell’aspetto anche se orbo poiché ha perso un occhio durante una delle tante battaglie a cui ha partecipato. Maria Luisa ha fretta di rientrare a Vienna per chiarire alcuni aspetti della sua nomina a duchessa relativi alla ereditarietà del titolo, poiché desidera che anche il figlio abbia una sistemazione da sovrano. Sulla via del ritorno, precisamente nella notte del 25 settembre del 1814, Adam e Maria Luisa dormono per la prima volta nella stessa camera d’albergo durante una sosta in Svizzera. La cosa suscita scandalo a Vienna e indigna i francesi. Maria Luisa è pur sempre sposata a Napoleone.

Il 1° ottobre del 1814 è convocato il Congresso di Vienna dove viene anche discussa l’assegnazione del ducato di Parma, Piacenza e Guastalla a Maria Luisa. Metternich deve far fronte alla ferma opposizione dei Borbone che desiderano ristabilire lo status quo ante Napoleone con il ritorno del ducato ai Borbone-Parma. Metternich riesce a far prevalere la sua volontà, vedendo riconosciuto il ducato a Maria Luisa con diritto ereditario. Napoleone Francesco sarebbe subentrato alla madre quale duca di Parma. Nel mezzo del congresso Napoleone riesce a fuggire dall’Elba e a raggiungere la Francia. Durante i cento giorni Maria Luisa è sulle braci ardenti. Da un canto sarebbe volentieri tornata a Parigi per riprendere il suo ruolo di imperatrice e il figlioletto tornare ad essere l’Aiglon di Francia, d’altra parte è veramente innamorata del conte Neipperg e non le dispiace affatto essere sovrana del ducato di Parma. La sconfitta di Waterloo risolve le sue angosce, anche se prova dispiacere per il marito. Interviene di nuovo presso suo padre perché allo sconfitto sia riservata una sorte benevole. Comunque alla ripresa del congresso di Vienna le posizioni dei Borbone sul ducato di Parma, Piacenza e Guastalla si rafforzano. Pretendono e ottengono la non ereditarietà della carica ducale assegnata a Maria Luisa. Il figlio di Napoleone non subentrerà alla madre dopo il suo decesso. Il ducato tornerà ai Borbone-Parma. Maria Luisa perde il diritto di fregiarsi del titolo di imperatrice, ridiventando arciduchessa d’Austria con l’aggiunta di duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla. Napoleone Francesco, che tutti a Vienna chiamano Franz è destinato a restare a Vienna sotto la tutela del nonno, il quale stravede per il suo piccolo nipote. 

Il 7 marzo del 1816 Maria Luisa, accompagnata da Adam Neipperg, fa il suo ingresso a Parma. In quella occasione italianizza il suo nome in Maria Luigia. Il governo del ducato è affidato al Neipperg che, per le decisioni più importanti, si consulta con il primo ministro austriaco Metternich. In effetti il ducato è un protettorato austriaco. A Piacenza viene dislocato un contingente austriaco destinato alla difesa dei confini. In qualche occasione la truppa è anche utilizzata per mantenere l’ordine pubblico all’interno del ducato. L’amministrazione di Maria Luigia è oculata e moderata, finalizzata al miglioramento delle finanze del piccolo stato, che all’inizio risultavano completamente compromesse. La duchessa viene accolta molto bene dalla popolazione. Racchiude nella sua persona l’ordine e la potenza asburgica e i principi di libertà della rivoluzione francese. Conserva l’organizzazione amministrativa e il codice che i francesi avevano portato nel ducato. L’unione tra la duchessa e il suo generale dà i suoi frutti. Il 1° maggio del 1817 Maria Luigia partorisce una bambina battezzata con il nome di Albertina. Alla bambina viene dato il titolo di contessa di Montenuovo, la traduzione in italiano di Neipperg. Dopo due anni nasce un altro figlio, un bambino a cui è dato il nome di Guglielmo e il titolo di conte di Montenuovo. Nonostante che il suo matrimonio con Napoleone non fosse stato ritenuto valido dalla chiesa cattolica, poiché il papa non aveva dato il suo assenso all’annullamento dell’unione del Bonaparte con Giuseppina, i due bambini sono considerati illegittimi e devono essere cresciuti fuori dal palazzo ducale. Nel 1818 Maria Luigia si reca a Vienna in occasione della concessione al figlio Francesco Giuseppe, chiamato da tutti Franz, del titolo di duca di Reichstadt, un gradito dono del nonno imperatore.         

Il 5 maggio del 1821, diventata vedova dopo la morte di Napoleone, sposa morganaticamente Neipperg. Il generale può regolarizzare anche la situazione dei suoi due figli, fino ad allora considerati illegittimi ma, a causa dell’opposizione dell’imperatore austriaco, non sono riconosciuti ufficialmente né adottati da Maria Luigia. La madre fa trasferire i due bambini in una dipendenza del palazzo ducale potendo così curare la loro educazione personalmente. Il 22 febbraio del 1829 il conte Adam Neipperg muore per un attacco di cuore. Nel suo testamento esprime il desiderio che Maria Luigia riconosca i loro due figli. Quest’ultima volontà non potrà essere esaudita. Comunque, per assicurare una vita di benessere ai suoi due bambini che non avrebbero ereditato, Maria Luigia accende a loro nome e a quello di Franz una polizza di ingente importo.

Neipperg viene sostituito dal colonnello Wertklein quale governatore del ducato. Wertklein ne è l’esatto contrario, tanto saggio e stimato Neipperg quanto rigido e odiato dalla popolazione il successore. Anche Maria Luigia non sopporta il modo di governare del colonnello. Durante i moti di Bologna del 1831 ci sono disordini anche nel ducato. I rivoluzionari parmensi si sollevano contro Wertklein, invocando l’intervento dell’arciduchessa perché sia esautorato dai suoi compiti di governo. Werklein fugge, lasciando a Parma Maria Luigia. Gli insorti circondarono il palazzo affermando che è loro intenzione di proteggerla. Maria Luigia lascia la città nella notte del 14 febbraio. L’accompagnano i dragoni della guardia reale. Si forma un corteo dove anche la guardia nazionale, formata dai rivoltosi, accompagna la duchessa. La mattina seguente Maria Luigia prende alloggio all’interno della fortezza che ospita i militari austriaci dislocati nel ducato. Ella rientra a Parma in agosto, dopo che le truppe dell’impero asburgico sono intervenute per sedare la rivolta.

Il 24 giugno del 1832 si reca urgentemente a Vienna poiché ha avuto comunicazione che il figlio è gravemente ammalato. Riesce ad abbracciarlo un’ultima volta. Il 22 luglio del 1832 Napoleone Francesco Giuseppe, il figlio di Napoleone e Maria Luisa muore di tisi nel castello di Schönbrunn.

Tornata a Parma la duchessa ha diversi legami. Sembra che in quel periodo allietino le notti della matura arciduchessa il conte parmense Luigi Sanvitale, il cuoco Rousseau, il tenore Jules Lecomte. Nel 1834 convola nuovamente a nozze morganatiche con il suo primo ministro, il conte francese Charles-René de Bombelles.

Il 17 dicembre del 1847 a causa di una malattia cardiaca, l’arciduchessa Maria Luigia si spegne tra la costernazione e il dolore del suo popolo. Una guardia d’onore di 150 ussari accompagna la salma nel suo trasferimento a Vienna.

La figlia Albertina di Montenuovo sposa Luigi Sanvitale, che in precedenza era stato l’amante della madre, dal quale ha quattro bambini. Dopo una vita serena spesa per i figli nella sua residenza di Fontanellato, nei pressi di Parma, si spegnerà il 26 dicembre del 1867.

Il figlio Guglielmo, conte di Montenuovo, diventa un militare dell’esercito austriaco, raggiungendo il grado di generale di cavalleria e ottenendo il titolo di principe ereditario. Sposa la nobile ungherese Giuliana Batthyány von Németújvár, dalla quale ha tre figli. Morirà a Vienna il 7 aprile 1895.

(Foto in alto: Palazzo Reale Tuileries, Parigi 1871)