Maria Sofia di Baviera, 1865, Fratelli D'Alessandri

MARIA SOFIA ULTIMA REGINA A NAPOLI

Maria Sofia Wittelsbach di Baviera, nata il 4 ottobre 1841, era la terza figlia dei duchi Massimiliano e Ludovica di Baviera. Ludovica era sorella della moglie di Francesco Carlo, per poche ore imperatore d’Austria, poiché rinunciò al trono in favore del figlio Francesco Giuseppe. La sorella Elisabetta detta Sissi sposò l’imperatore Francesco Giuseppe nel 1854.

Maria Sofia appena diciassettenne si fidanzò con Francesco di Borbone, meglio noto come Franceschiello, conoscendolo solo da un ritratto. L’anno seguente, l’8 gennaio del 1859, lo sposò per procura. Partì subito dopo da Trieste con le fregate borboniche Fulminante e Tancredi. Arrivò a Bari il 1° febbraio del 1859 dove fu accolta dallo sposo e dalla sua famiglia. La cerimonia nuziale fu ripetuta.

Si stabilì a Napoli con il marito. Il re Ferdinando II, gravemente malato, si spense poco dopo. Il 22 maggio del 1859 Franceschiello, ventitreenne, con a fianco la diciottenne Maria Sofia, fu proclamato re delle due Sicilie col nome di Francesco II.

In quei pochi mesi di regno Maria Sofia, in contrasto con la regina madre Maria Teresa, matrigna di Francesco II, dava premura al marito perché concedesse la costituzione e brigava per sostituire il primo ministro in carica con il liberale Carlo Filangieri.

Con la spedizione dei Mille, il regno borbonico si avviò al termine. Verso la fine del conflitto il re e Maria Sofia, rifugiati nella fortezza di Gaeta, insieme al residuo esercito del Regno delle due Sicilie, resistettero per più di due mesi, combattendo valorosamente contro le soverchianti forze piemontesi.

In quella occasione Maria Sofia mostrò tutto il suo coraggio. Ella prese parte direttamente ai combattimenti, rischiando senza remore la propria vita, esponendosi sugli spalti della fortezza, tanto da diventare un’icona anche tra gli attaccanti piemontesi. Francesco la invitò a rifugiarsi a Roma ma lei rifiutò decisamente, affermando di voler condividere la sorte del suo popolo. 

Quando tutto fu perduto la coppia reale raggiunse Roma via mare. Nella città eterna i due furono ospitati da papa Pio IX nel palazzo del Quirinale. Dopo poco tempo Francesco e Sofia si trasferirono a Palazzo Farnese. In questo monumentale edificio si riunì anche tutta la famiglia reale. Fu istituito un governo in esilio del regno borbonico, che fu riconosciuto come governo legittimo da alcuni stati.  

Questa storia è tratta dal volume “NAPOLI AL TEMPO DI … Episodi e personaggi della storia partenopea” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

La vita sessuale della coppia non era delle migliori. Francesco soffriva di fimosi ed era restio a farsi operare per correggere tale difetto, pertanto c’era un’assenza di rapporti sessuali tra i due. Tra l’altro il giovane re era vittima di un maniacale fanatismo religioso, il che non aiutava la loro relazione.

Uno scandalo investì Maria Sofia durante la residenza romana. Alcune sue presunte foto, nelle quali lei era ripresa in pose molto osé, furono spedite al papa e a membri della sua famiglia. Queste foto la ritraevano nuda in pose lascive davanti a un ritratto del papa e in una tinozza a fare il bagno con delle riproduzioni di falli che galleggiavano sull’acqua della vasca.

Queste foto risultarono degli abili fotomontaggi. Poco dopo ne furono arrestati gli autori, un certo Diotallevi e sua moglie. Non fu mai chiarito chi furono i mandanti dello scandalo anche se si sospettò fortemente di circoli pro Savoia nello stato pontificio.

Maria Sofia, che aveva ricevuto un’educazione moderna e libera da tabù, come si usava in Baviera già alla sua epoca, non disdegnò di avere amanti, in particolare un ufficiale dell’esercito pontificio, Armand de Lawayss, nobile di origine belga. 

In seguito a questa relazione rimase incinta. Per evitare lo scandalo nascose al marito il suo stato e si trasferì provvisoriamente nel castello avito a Possenhofen in Baviera. Il 24 novembre 1862 mise al mondo due gemelle: Viola e Daisy (alcune fonti riportano la nascita della sola Viola).

La neonata Viola fu affidata alla famiglia del padre e purtroppo morì a sette anni a causa della tisi che le era stata trasmessa involontariamente dal genitore. L’altra neonata, Daisy, fu affidata al fratello di Maria Sofia, Luigi di Baviera, e alla sua compagna Henriette. Luigi ed Henriette poco dopo si sposarono, riconoscendo come propria la bambina, che prese il nome di Maria Luisa.

Maria Sofia confessò la nascita della piccola Viola in una lettera al marito in cui chiedeva perdono, ma non ebbe il coraggio di dire la verità fino in fondo, e cioè che inaspettatamente, dopo aver partorito la prima bebè, Viola, ne venne fuori una seconda, Daisy, cioè Maria Luisa. I presenti al parto furono presi dal panico perché era stato tutto organizzato per sistemare un solo neonato presso la famiglia del padre. Il fratello maggiore di Maria Sofia, Luigi, si offrì di prendere Maria Luisa come una sua figlia, a patto che il padre gli concedesse il permesso di sposare l’amatissima Henriette Mendel, attrice di prosa figlia di un cacciatore. Ebbe il consenso, ma Luigi dovette rinunciare ai diritti di primogenitura.

Maria Luisa ebbe una vita assai avventurosa e sfortunata, sposò giovanissima il conte Giorgio von Larisch da cui ebbe 5 figli. Divorziò dal conte e si risposò, sempre senza fortuna. Fu anche coinvolta nello scandalo del cugino Rodolfo, principe ereditario d’Austria, trovato morto insieme alla sua amante Maria Vetsera in Mayerling. Morì in ristrettezze economiche nel 1940 ad Augusta, mentre era ricoverata in un ospizio.

Francesco II perdonò generosamente la moglie e la riaccolse a Palazzo Farnese.

Finalmente decise di operarsi per correggere la fimosi di cui soffriva. Il 24 dicembre del 1869 Maria Sofia ebbe una bambina, figlia di Francesco, che fu chiamata Maria Cristina Pia. Sfortunatamente la bambina, forse a causa della trascuratezza di una bambinaia, morì di polmonite dopo solo tre mesi di vita.  

Francesco e Maria Sofia si trasferirono a Parigi poco prima dell’ingresso dell’esercito italiano a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia, prendendo residenza in una villa nei sobborghi della capitale francese. La coppia fece diversi viaggi in tutta Europa. Trascorrevano le estati a Possenhofen. Maria Sofia, insieme a Francesco II, continuò a tenere viva una ristretta corte borbonica in esilio, non rinunciando a brigare per cercare di riottenere il regno perduto. Francesco II morì nel 1894 ad Arco di Trento dove si era recato per cure. A quel tempo il Trentino era austriaco.

Nel 1900, alla morte di Umberto I per mano dell’anarchico Gaetano Bresci, il governo italiano chiese al governo francese di ammonire Maria Sofia, poiché alcuni ambienti governativi italiani sospettavano che l’attentatore e altri anarchici avessero avuto rapporti con la ex regina.

Maria Sofia, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, simpatizzò con la Germania e l’Austria. Si recava, comunque, nei campi di concentramento dove si trovavano prigionieri soldati italiani. Portava loro parole di conforto e piccoli doni, dando sempre un’attenzione particolare ai soldati di origine napoletana.

Negli ultimi anni della sua vita abitò a Monaco, ospite di un nipote, in un antico palazzo sulla Ludwigstrasse. Le facevano compagnia quattro anziani camerieri e un segretario italiano.

“L’Aquiletta Bavara”, così l’aveva soprannominata pieno di ammirazione Gabriele D’Annunzio, si spense a Monaco di Baviera il 19 gennaio 1925. Nel 1984, con una commovente cerimonia a cui partecipò una gran folla del suo antico popolo, i suoi resti, quelli del marito Francesco II e della figlioletta Maria Cristina Pia furono trasferiti nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, dove riposano tutti i Borbone di Napoli.

(Foto in alto: Maria Sofia di Baviera, 1865, Fratelli D’Alessandri)