Massimiliano I del Messico, 1864, Andrew Burgess, Biblioteca del Congresso USA

MASSIMILIANO I IMPERATORE DEL MESSICO

Ferdinando Massimiliano d’Asburgo-Lorena nacque a Vienna nel 1832. Era figlio di Sofia di Baviera e di Francesco Carlo d’Asburgo-Lorena, fratello dell’imperatore d’Austria Ferdinando I. L’altro figlio di Sofia e Francesco Carlo era Francesco Giuseppe, il quale divenne imperatore d’Austria nel dicembre del 1848, in seguito alla rinuncia del padre a succedere a Ferdinando I che aveva abdicato.

Massimiliano venne alla luce durante la permanenza dei genitori nel palazzo di Schönbrunn. Nel palazzo abitava anche il giovanissimo Napoleone II, figlio di Napoleone Bonaparte e di Maria Luisa d’Asburgo-Lorena. Napoleone II a Vienna veniva chiamato Franz ed era ospite del nonno, l’imperatore Francesco I. Al piccolo Franz veniva impedito di allontanarsi da Vienna. La sua era una reclusione dorata. Gli imperi europei lo volevano sotto stretta sorveglianza poiché temevano che, da adulto, potesse proporsi quale erede del padre Napoleone. Sofia di Baviera era figlia di Massimiliano I Giuseppe Wittelsbach, posto sul trono di Baviera da Napoleone. Il re di Baviera aveva fatto sposare una figlia con Eugenio di Beauharnais, figlioccio dell’imperatore dei francesi.  La famiglia Wittelsbach era stata molto legata a Napoleone e quindi la convivenza a Schönbrunn tra il giovane e affascinante figlio di Napoleone e la bella figlia del re Massimiliano I Giuseppe non poteva che trasformarsi presto in una grande amicizia.

DUBBI SULLA PATERNITÀ DI MASSIMILIANO D’ASBURGO

Sofia nei primi anni di matrimonio non riusciva a dare un erede a Francesco Carlo, che la trascurava per futili avventure con attrici e ballerine. Le sue fughe venivano coperte da fantomatiche battute di caccia, che evidentemente si svolgevano nei teatri e nei tabarin di Vienna. Sentendosi non amata Sofia si legò sempre più a Franz, tanto che presto pettegolezzi di corte parlavano di una storia d’amore tra i due giovani.

Quando fu concepito Massimiliano l’affetto che Sofia provava per Franz era al culmine. A causa delle precarie condizioni di salute del giovane Bonaparte, Sofia aveva voluto che l’alloggio di Franz fosse spostato accanto alla sua camera, poiché quell’ala del palazzo godeva di una migliore esposizione solare. Questo non fece che aumentare i pettegolezzi sulla reale paternità di Massimiliano. Queste chiacchiere non risparmiavano Francesco Giuseppe, l’altro figlio di Sofia. Un tacito obbligo delle famiglie nobili dell’epoca era che il primogenito fosse generato con il legittimo consorte. Per gli altri figli venivano tollerate segrete libertà alle mogli. Sofia, proveniente dalla famiglia Wittelsbach di antichissimo lignaggio, sicuramente conosceva questa regola.

Massimiliano nacque il 6 luglio del 1832 quando già da qualche mese Franz era gravemente ammalato. Il 22 luglio Franz morì assistito dalla madre, la duchessa di Parma Maria Luigia, e da Sofia. I dubbi sulla reale paternità di Massimiliano si rafforzarono con il crescere del bambino che, entrando nell’adolescenza, presentava una notevole somiglianza con il defunto erede di Napoleone.

L’arciduca Massimiliano, dopo aver completato gli studi, si dedicò alla sua grande passione, la marina militare. Presto ebbe il comando della Marina Reale austriaca. Si prodigò perché la stessa raggiungesse una dimensione e un’efficienza paragonabili alle altre marine europee. La base della flotta fu stabilita a Trieste. Nel 1856 Massimiliano diede inizio alla costruzione del castello di Miramare, posto in una splendida posizione dalla quale si godeva il panorama del golfo di Trieste. Nelle intenzioni, doveva diventare la sua principale e definitiva residenza.

MASSIMILIANO D’ASBURGO VICERÉ DEL LOMBARDO-VENETO  

Nel 1857 sposò la principessa Carlotta, figlia del re Leopoldo I del Belgio. Dopo il matrimonio Massimiliano ebbe la nomina a viceré del Lombardo-Veneto, dove si presentò con la fama di liberale, in antitesi con il suo anziano predecessore feldmaresciallo Radetzky, un conservatore di vecchio stampo che non era ben visto dalla popolazione. Le sue prime iniziative, improntate alla buona amministrazione, nella quale furono coinvolte personalità locali note per le idee liberali, fecero temere a Cavour che il viceré potesse ingraziarsi in tal modo la popolazione del Lombardo-Veneto minando il suo disegno risorgimentale unitario. Il tentativo liberalizzatore di Massimiliano si scontrò ben presto con il conservatorismo dell’amministrazione austriaca. Francesco Giuseppe represse la volontà del fratello d’una maggiore indipendenza del vicereame, facendo involontariamente gli interessi di Cavour e del Regno di Sardegna.

Nel 1859 scoppiò la seconda guerra d’indipendenza con la quale il Regno di Sardegna, alleato con la Francia di Napoleone III, conquistò la Lombardia e ebbe il via libera all’occupazione dei vari staterelli dell’Emilia e Romagna, del Granducato di Toscana e di parte dello stato pontificio: Bologna, Marche e Umbria. Sollevato dalla carica di viceré Massimiliano, con la moglie Carlotta, si recò a Trieste dove portò a termine la costruzione del castello di Miramare.

MASSIMILIANO I IMPERATORE DEL MESSICO

Il Messico era diventato indipendente nel 1820. Al contrario di altri paesi latino-americani la cui indipendenza dalla Spagna fu conquistata per merito delle forze liberali e progressiste, in Messico essa fu ottenuta per l’azione della frazione conservatrice della società. In Spagna era nato un governo di stampo liberale. Madrid aveva imposto al viceré del Messico di applicare profonde riforme che abolivano i privilegi della classe dirigente del paese i cui esponenti erano spagnoli o appartenenti a famiglie di origine spagnola. Al contrario la popolazione indigena, formata da contadini che lavoravano nei latifondi di proprietà degli spagnoli, sopravviveva con salari minimi ed era sottoposta a elevate tassazioni a favore dello stato e della chiesa. Per sottrarsi a queste riforme i conservatori giudicarono opportuno allearsi con le forze che chiedevano da tempo l’indipendenza del paese. L’accordo tra Agustin de Iturbide e Vicente Guerrero fece nascere nel 1921 il primo impero messicano. Agustin ebbe la carica di imperatore. Nel 1924 l’impero si trasformò in repubblica. Il periodo repubblicano fu caratterizzato da un continuo stato di guerra civile con colpi di stato che si susseguivano senza soluzione di continuità.    

Nel 1861 divenne presidente della Repubblica del Messico il liberale progressista Benito Juárez, di etnia zapoteca. A causa della grave condizione economica in cui versava il paese, Juárez sospese il pagamento delle rate del debito contratto con alcuni paesi europei tra cui la Francia. Dopo una trattativa infruttuosa i francesi decisero di intervenire militarmente nel paese latino-americano. Le truppe francesi del generale Forey sbarcarono a Veracruz e, dopo alcune battaglie con risultati altalenanti, entrarono vincitrici a Città del Messico. Un plebiscito, organizzato dai francesi, determinò la destituzione del presidente Juárez e la trasformazione della repubblica in una monarchia costituzionale.

L’arciduca Massimiliano d’Asburgo fu raggiunto a Trieste da una delegazione dei conservatori messicani che gli offrì la carica di Imperatore del Messico. La delegazione aveva già avuto colloqui in alcune capitali europee. A Parigi la moglie di Napoleone III, la spagnola Eugenia de Guzmán, dietro suggerimento del marito, aveva indicato Massimiliano quale nobile europeo adatto alla carica. L’efficiente servizio segreto francese aveva reso edotto Napoleone III dei probabili legami di parentela che intercorrevano tra lui e Massimiliano, presunto figlio naturale di Napoleone II. La commissione, per convincere l’arciduca ad accettare la carica, rappresentò una situazione locale falsificata in cui appariva che il popolo era in maggioranza favorevole ad una svolta conservatrice.

Massimiliano non acconsentì nell’immediato ma intraprese un viaggio in Brasile con il pretesto dei suoi studi botanici, in realtà per prendere coscienza della realtà del mondo latino-americano. Nell’ottobre del 1863 una delegazione del governo messicano tornò a Trieste dove incontrò Massimiliano nel castello di Miramare. Gli fu offerta ufficialmente la carica di Imperatore del Messico. Massimiliano accettò. L’imperatore Francesco Giuseppe fu informato della decisione del fratello solo a cose fatte. Per vendicarsi dell’affronto privò Massimiliano di tutti i titoli nobiliari austriaci.

Il 14 aprile del 1864 Massimiliano e Carlotta lasciarono il castello di Miramare e si imbarcarono sulla SMS Novara della marina austriaca che li condusse in Messico. Il 28 maggio la coppia reale arrivò a Veracruz. L’imperatore del Messico scelse come residenza il castello di Chapultepec, antica sede dei sovrani aztechi, situato nell’omonimo parco al centro di Città del Messico. Massimiliano e Carlotta, non avendo figli, adottarono Agustine de Iturbide y Green e Salvador de Iturbide y de Marzán, nipoti di Agustin, primo imperatore del Messico. Agustine ebbe il titolo di Altezza Reale e fu designato erede alla carica imperiale.

I primi atti di governo di Massimiliano furono di stampo liberale. Questo insospettì e indispettì i conservatori e non portò appoggi dalla parte liberale della società messicana che rifiutava l’impero e l’imperatore. Al contrario di quanto falsamente raccontato a Massimiliano dalla delegazione messicana, i liberali rappresentavano la maggioranza della popolazione.

FINE DELL’IMPERO MESSICANO

Benito Juárez organizzò l’opposizione all’imperatore avendo l’appoggio degli Stati Uniti che, in ossequio alla “Dottrina Monroe”, erano contrari alla presenza francese ai propri confini e all’impero messicano alla cui testa era stato posto un esponente di una delle più potenti case reali europee. Consistenti aiuti americani alla guerriglia di Juárez fecero in modo che la stessa avesse la meglio sulle svogliate truppe francesi. Napoleone III, su pressione degli Stati Uniti, ritirò i suoi reparti lasciando l’imperatore Massimiliano con poche truppe fedeli far fronte ai guerriglieri dell’ex presidente.

Nell 1866 l’imperatrice Carlotta tornò in Europa. Si recò a Roma per sollecitare il pontefice per un intervento in favore del marito presso il potente corpo ecclesiastico messicano. Papa Pio IX, ripiegato su posizioni tradizionaliste, non mostrò interesse a coinvolgere la chiesa nella questione anche a ragione delle posizioni tutt’altro che conservatrici di Massimiliano. Carlotta si recò anche a Parigi per invitare Napoleone III a far fronte ai suoi impegni nei confronti di Massimiliano. Era stato l’intervento militare della Francia a far nascere l’impero del Messico. Napoleone III, alle prese con il riamo prussiano e non volendosi inimicare gli Stati Uniti, mostrò tutta la sua riluttanza a inviare aiuti a Massimiliano. Carlotta ottenne uguale risposta a Vienna da Francesco Giuseppe. Questi rifiuti incisero sul suo equilibrio mentale. L’imperatrice fu accompagnata al castello Miramare a Trieste, dove fu posta sotto sorveglianza della polizia austriaca.

La situazione in Messico era sempre più problematica. Nel 1867 le forze repubblicane misero sotto assedio Santiago de Querétaro dove Massimiliano e le sue poche truppe avevano trovato rifugio. Dopo qualche settimana di vana resistenza tentò la fuga attraversando le linee nemiche. Fu intercettato e fatto prigioniero. Sottoposto a un processo sommario fu condannato alla fucilazione. A questo punto molti sovrani europei intervennero presso il capo dei repubblicani Benito Juárez per salvare la vita a Massimiliano. Le richieste europee caddero nel vuoto poiché Juárez intendeva dare un severo monito contro altre ingerenze europee. Vano fu anche il tentativo di far intervenire il presidente degli Stati Uniti Andrew Johnson che, in ossequio alla dottrina Monroe, si rifiutò di adoperarsi a favore del condannato. Il 19 giugno del 1867 Massimiliano d’Asburgo fu fucilato. L’anno successivo il corpo imbalsamato di Massimiliano venne trasferito a Trieste a bordo di quella stessa nave SMS Novara che l’aveva condotto in Messico. Fu sepolto a Vienna, nella Cripta dei Cappuccini dove riposano le spoglie di tutti gli Asburgo.

Dopo un deciso intervento dei reali del Belgio nei confronti di Francesco Giuseppe che teneva segregata la sofferente Carlotta nel castello di Miramare, la stessa fu condotta nel paese natìo. Alloggiata nella tenuta di Bouchout, messagli a disposizione dal fratello Leopoldo II, visse sotto costante cura fino alla morte sopraggiunta il 19 gennaio 1927.

Secondo un’ipotesi dello storico André Castelot, Carlotta nel 1866 aveva avuto una relazione con un ufficiale belga, il colonnello Alfred van der Smissen. Nella biografia del generale francese Maxime Weygand , membro dell’Académie Française, scritta da Bernard Destremeau, viene avanzata la possibilità che il generale fosse figlio di Alfred van der Smissen e di Carlotta del Belgio. L’ipotesi del biografo era sorretta dalla somiglianza tra Maxime Weygand e Alfred van der Smissen e dalla discreta protezione che il re del Belgio esercitò nei confronti di Weygand. Il generale partecipò sia alla prima che alla seconda guerra mondiale. Morì a Parigi nel 1965.

(Foto in alto: Massimiliano I del Messico, 1864, Andrew Burgess, Biblioteca del Congresso USA)