Napoleone II, Maritz Michael Daffinger 1832

NAPOLEONE II

L’AIGLON

Napoleone sposa in seconde nozze Maria Luisa d’Asburgo Lorena poiché la sua prima moglie, Giuseppina de Beauharnais, non gli ha dato figli. Il frutto del suo secondo matrimonio non si fa attendere e il 20 marzo del 1811 nasce il tanto sospirato erede. Il parto è particolarmente difficile e doloroso. L’ostetrico informa il padre che forse è necessario scegliere tra la vita della madre e quella del figlio. Napoleone dice che Maria Luisa avrebbe potuto fare altri bambini, implicitamente scegliendo la vita della madre. Con l’ausilio del forcipe il nascituro riesce a venir fuori sano e salvo.

Il battesimo viene celebrato in forma solenne il successivo 9 giugno nella cattedrale di Notre Dame. Il neonato è chiamato Napoleone Francesco Giuseppe Carlo, cioè con il nome del padre, del nonno materno, dello zio Giuseppe che è il suo padrino e del nonno paterno. Il padre lo nomina seduta stante Re di Roma. Napoleone, con questo gesto, vuole mettere il cappello sul titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero, poiché il Re di Roma è destinato a ereditare quella carica. In effetti il Sacro Romano Impero era cessato di esistere nel 1806, quando Napoleone si era fatto proclamare imperatore dei francesi e re d’Italia. Francesco II, l’ultimo imperatore del Sacro Romano Impero, aveva rinunciato alla sua carica, senza poteri effettivi. In cambio l’Arciducato d’Austria era stato trasformato in Impero d’Austria e Francesco II ne aveva ottenuto la nomina a imperatore. Però Napoleone spera, con il suo erede, di poter unificare l’impero francese con quello austriaco, creando un nuovo Sacro Romano Impero sotto le insegne dei Bonaparte. In base all’atto di proclamazione a imperatore di Napoleone, l’erede al trono acquisisce anche il titolo di Principe Imperiale. Sulla sua culla viene inciso “Aiglon” (Aquilotto), cioè il figlio dell’Aquila, com’è soprannominato Napoleone. Purtroppo la nascita dell’Aiglon segna un’inversione di tendenza nella fortuna del padre. Nel 1812 Napoleone tenta l’invasione della Russia, nonostante sia consapevole delle grandi difficoltà dell’impresa a cui si accinge. Al suo rientro a Parigi, dopo la disastrosa campagna di Russia, il Bonaparte vuole assicurarsi che in caso di sua assenza l’impero continui, assegnando alla moglie Maria Luisa la carica di reggente, in suo nome o, nel caso di un suo decesso, in nome del piccolo Napoleone Francesco Giuseppe. Dopo la campagna di Russia gli avvenimenti precipitano. L’imperatore dei francesi è in grave difficoltà a causa delle forti perdite subite dal suo esercito durante la ritirata dalla Russia.La sconfitta di Lipsia e la successiva invasione della Francia da parte degli eserciti della sesta coalizione costringono Napoleone a lasciare Parigi e a rifugiarsi nel castello di Fontainebleau, da dove, attraverso suoi inviati, intavola le trattative di pace con i paesi invasori. Nel breve soggiorno a Parigi ha l’ultima occasione di rivedere la moglie Maria Luisa e il figlioletto. Il 4 aprile del 1814 Napoleone abdica in favore del figlio che diventa ufficialmente, ma senza il riconoscimento degli altri stati europei, imperatore dei francesi con il nome di Napoleone II. In forza della nomina a reggente Maria Luisa avrebbe governato al posto del figlio fino alla maggiore età dello stesso. L‘abdicazione non è accettata dai paesi aderenti alla sesta coalizione e il 6 aprile il Bonaparte rinuncia, anche a nome dei suoi eredi, al trono di Francia. Napoleone II rimane in carica per solo due giorni.

Maria Luisa decide, anche dietro consiglio del marito, di recarsi a Vienna col figlioletto. Ritiene che la sua città natale sia un luogo più sicuro per sé e per il suo bambino che non restare in Francia in quel momento di confusione e disordine. Incontra il padre a Rambouillet, nei pressi di Parigi, dove lei si era recata con l’Aiglon per via della presenza di truppe cosacche nella capitale. Viene scortata a Vienna dal conte Ferdinand von Trauttmansdorff. Nella capitale austriaca prende alloggio nel castello di Schönbrunn. Dopo pochi mesi lascia il piccolo Napoleone, che a Vienna tutti chiamano Franz, per recarsi nella località termale di Aix-les-Bains con la scorta del conte Adam Niepperg.

Questa storia è tratta dal volume “I BONAPARTE. Una storia quasi italiana” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

Gli accordi di Fontainebleau prevedono che Maria Luisa rinunci al titolo di imperatrice, in cambio le viene concesso il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Il figlio può fregiarsi del titolo di principe di Parma. Il piccolo Franz è affidato al nonno, l’imperatore Francesco II, che curerà la sua educazione, facendone un membro degli Asburgo-Lorena.

Dopo la fuga dall’Elba, i cento giorni, e la sconfitta di Waterloo, Napoleone abdica di nuovo in favore del figlio Napoleone II, che diventa imperatore dei francesi dal 22 giugno al 7 luglio del 1815, giorno in cui Luigi XVIII si reinsedia sul trono di Francia. Questa abdicazione mette definitivamente in sospetto le potenze europee che rendono non ereditario il ducato assegnato a Maria Luisa, togliendo il titolo di principe di Parma al figlio della duchessa.

IL DUCA DI REICHSTADT

Privato del titolo di principe di Parma, perduta la possibilità di ereditare il titolo di duca dalla madre, si pone il problema di dare una degna carica al nipote dell’imperatore d’Austria. Ma anche Francesco II, per quanto ami quel bambino sfortunato, ha timore di un revival dell’epopea napoleonica, impersonato dal nipote una volta cresciuto e diventato consapevole della sua ascendenza. Maria Luisa, che ha preso possesso del ducato di Parma con il nome di Maria Luigia, insiste verso il padre perché al piccolo Franz sia riconosciuto un titolo sovrano, anche se simbolico, chiedendo che almeno sia nominato duca. L’imperatore decide alla fine di assegnare a Francesco Giuseppe Carlo, a Vienna non viene mai citato con il nome Napoleone, il ducato di Reichstadt, con annesse vaste proprietà. Il ducato è situato in Boemia. Nonostante che nominalmente il duca Francesco Giuseppe Carlo sia il sovrano del ducato, nei fatti lo stesso non sarà mai governato dal suo duca. Continuerà a essere amministrato da un governatore imperiale. Il duca non può lasciare Vienna senza il consenso del nonno.

 Franz, assente la madre che si è definitivamente trasferita a Parma, viene istruito ed educato alla vita militare. Ancora bambino già veste una multiforme divisa. Il suo gioco preferito è organizzare piccole guerre nel parco di Schönbrunn con la collaborazione dei suoi precettori militari e del distaccamento dell’esercito che è in servizio nel castello per assicurarne la protezione. Appena adolescente ottiene il grado di cadetto nell’esercito. È un giovanotto intelligente, alto e di bella presenza. Queste sue qualità non contribuiscono a diradare il timore delle potenze europee che un giorno il giovane Napoleone voglia riprendere l’opera che il padre aveva dovuto interrompere.

Crescendo, Franz diviene sempre più consapevole della storia della sua famiglia. Frequentando gli ambienti militari austriaci ha modo di conoscere diversi ufficiali che avevano combattuto al fianco del padre nel periodo in cui l’impero austriaco era alleato con i francesi. Franz si fa raccontare le gesta del genitore da questi antichi commilitoni. Se gli capita di incontrare uno di questi ufficiali durante una festa, si apparta con il militare e i due discorrono fittamente ricordando le gesta di Napoleone, perdendo la cognizione del tempo. Franz, mentre si imbeve del mito del padre, alla madre riserva invece dei biasimi. Questi rimproveri riguarderebbero non l’averlo abbandonato a Vienna, ma non aver affiancato il marito Napoleone nelle sue imprese.Confessa a qualche suo amico la sua delusione per la propria madre che, secondo lui, non sarebbe stata una buona moglie. Sostiene che, se il padre fosse rimasto legato a Giuseppina, sarebbe ancora vivo e vegeto sul trono imperiale e non in una tomba nella sperduta Sant’Elena.

Maria Luisa si reca raramente a Vienna per far visita a Franz che cresce attorniato da una piccola cerchia di persone di servizio e precettori. Solo il nonno materno, l’imperatore Francesco II, è una presenza costante. Il nonno ama sinceramente il piccolo Franz e cura personalmente il suo benessere. Dopo la morte del Conte Neipperg, marito morganatico della mamma, viene a conoscenza dell’esistenza dei suoi due fratellastri che vivono a Parma, frutti della relazione tra Maria Luisa e Adam Neipperg. Anche per questo motivo gli incontri tra Franz e sua madre, alla quale rimprovera di averlo tenuto all’oscuro della vita che la stessa conduce a Parma, si diradano e diventano meno affettuosi. 

Nel novembre del 1824 prendono residenza a Schönbrunn l’arciduca Francesco Carlo d’Asburgo Lorena, figlio secondogenito dell’imperatore e zio di Franz, e la sua giovane moglie Sofia di Wittelsbach, figlia del re di Baviera Massimiliano I. La vita matrimoniale tra i due si presenta subito problematica poiché Francesco Carlo, che è un amante della caccia e del teatro, trascura per queste sue passioni la giovane sposa. Inoltre il matrimonio non si presenta fecondo poiché nei primi anni di matrimonio ben quattro gravidanze di Sofia terminano con aborti. Sofia, che ha 19 anni, prende in simpatia Franz, che abita anch’egli nel castello di Schönbrunn. Il quindicenne duca di Reichstadt ricambia la simpatia per la bella Sofia. Nel tempo l’affetto e la complicità tra i due giovani crescono in ragione della solitudine di cui ambedue soffrono: Sofia a causa del disinteresse del marito, Franz perché è stato lasciato solo a Vienna dalla madre, curato ed educato da personale di servizio. Un giorno Francesco Carlo, di ritorno da una riunione del Consiglio di Stato, riferisce alla moglie, durante un alterco, che alcuni consiglieri gli hanno consigliato di lasciarla poiché non è in grado di dargli un erede. Questo episodio contribuisce a rendere ancora più freddo il rapporto tra i due.

Mentre Franz cresce, diventando un attraente giovanotto, crescono anche i pettegolezzi che l’amicizia tra i due suscitano. Nell’estate del 1829 Sofia, decisa ad avere un figlio, si reca alle terme di Bad Ischl, rinomate per guarire la sterilità femminile, per un ciclo di cure. La giovane principessa si fa accompagnare da Franz, che funge da suo cavaliere nelle numerose serate di gala che vengono organizzate dagli stabilimenti termali per distrarre le facoltose pazienti. Gli ormoni dei due giovani fanno il loro lavoro. Di ritorno a Vienna, Sofia scopre di essere incinta. Il 18 agosto del 1830 nasce Francesco Giuseppe, futuro imperatore d’Austria. Dopo la nascita del bambino Sofia fa trasferire Franz in una camera accanto alla sua, in ragione del fatto che l’ala dove precedentemente soggiornava il giovane era esposta a nord, inadatta alla delicata salute del nipote. La vicinanza delle due camere da letto e l’imbarazzante somiglianza del bambino con Franz, fanno nascere dubbi e pettegolezzi sulla reale paternità dello stesso.

Ancora maggiori sono i pettegolezzi alla nascita avvenuta il 6 luglio del 1832 del secondogenito di Sofia, il piccolo Massimiliano, futuro viceré del Lombardo-Veneto e sfortunato imperatore del Messico. L’adiacenza delle camere da letto che ospitano i due, e le frequenti assenze dal talamo nuziale di Francesco Carlo a causa della sua passione per la caccia ai cervi nei boschi e alle attrici e ballerine nei teatri, alimenta i dubbi anche sulla paternità di Massimiliano.

Nel 1830 un’ondata di moti rivoluzionari interessano diversi paesi d’Europa. In Francia “i tre gloriosi”, come sono chiamati i moti scoppiati nelle giornate del 27, 28 e 29 luglio, determinano l’abdicazione di re Luigi XVIII. Insorgono bonapartisti francesi ed europei, alla cui testa ci sono alcuni membri della famiglia Bonaparte. L’idea degli esponenti più in vista del partito bonapartista è di ripristinare l’impero mettendo a capo dello stesso Napoleone Francesco Giuseppe. Franz è però inconsapevole di quanto sta succedendo in Europa. È tenuto rigorosamente all’oscuro degli avvenimenti, sotto il controllo affettuoso, ma severo, degli Asburgo che non permettono allo stesso di avere contatti non controllati e di spostarsi al di fuori di Vienna. 

Nel 1832, già sofferente di tisi, si ammala di polmonite. Le sue condizioni si presentano subito serie. La madre viene informata della gravità della malattia del figlio con un certo ritardo. Solo il 24 giugno riesce a raggiungere Vienna e a riabbracciare il figlio. Franz si spegne il 22 luglio del 1832 nel suo letto nel castello di Schönbrunn, assistito dalla madre e dalla zia Sofia. Il suo corpo è seppellito nella cripta dei cappuccini dove riposano i resti degli Asburgo. Nel 1940 Adolf Hitler, un ammiratore di Napoleone, farà trasferire i resti di Napoleone Francesco Giuseppe Carlo Bonaparte da Vienna agli Invalides a Parigi, in un sarcofago posto accanto a quello del padre Napoleone I.

(Immagine in alto: Napoleone II)