Foto di Marte della missione Viking della NASA del 1977, elaborate da Roel Van Der Hoorn

ORSON WELLES E LA TERRA INVASA DAI MARZIANI

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New York. Ore 20 del 30 ottobre del 1938. Un drammatico notiziario della rete radiofonica CBS annuncia l’invasione del pianeta terra da parte dei marziani.

Orson Welles, attore alle prime armi di 23 anni, aveva preparato con cura lo sceneggiato radiofonico tratto dal libro “La guerra dei mondi” scritto nel 1898 da HG Wells. La trasmissione fu presentata correttamente come “drama” con il titolo di “War of the Worlds”. Molti radioascoltatori si collegarono però a trasmissione iniziata e quindi non avevano idea che si trattasse di uno sceneggiato. In quegli anni si susseguivano notizie di presunti avvistamenti di UFO. Parte del pubblico era quindi pronta a credere possibile un’invasione extraterrestre proveniente dallo spazio.

La trasmissione iniziò come un finto programma di musica. La musica venne interrotta per la lettura di alcuni presunti bollettini di informazione. Questi iniziarono col dare notizia di violente esplosioni avvenute sul pianeta Marte che gli astronomi avevano potuto osservare con i loro telescopi. Nelle interruzioni che seguirono Orson Welles sempre più coinvolto dalla parte che stava recitando, informò il pubblico di un oggetto non identificato caduto in una fattoria del New Jersey. Subito dopo un sedicente inviato speciale si collegò dal luogo dell’impatto raccontando di individui alieni che uscivano da quella che aveva l’apparenza di un’astronave. Erano armati con armi che sparavano raggi luminosi. L’inviato con tono drammatico disse che gli alieni sparavano i loro raggi contro i poliziotti e verso quelli che si trovavano intorno. Tutti, secondo il finto radiocronista, rimasero inceneriti. Infine, dopo un preoccupante gracchio dell’apparecchio radio, anche l’inviato tacque. Era ufficialmente iniziata la guerra dei mondi, almeno per Orson Welles e per la CBS.

Con tono sempre più drammatico Orson Welles continuò con il suo notiziario. Ora era la volta dei militari dell’esercito a intervenire contro gli alieni. Ma i blindati dei militari nulla potevano contro i raggi luminosi degli extraterrestri. Carri armati progettati per resistere ai bombardamenti più devastanti si scioglievano come neve al sole quando erano colpiti dai raggi. Un altro presunto corrispondente della CBS, raccontò che era salito sul terrazzo del CBS Building, il grattacielo sede della radio situato al centro di Manhattan e conosciuto anche come Black Rock. Da quella posizione elevata diceva di vedere cinque grandi astronavi che attraversavano l’Hudson mentre una grande nuvola nera si spandeva sulla città. Raccontava di gente che si tuffava nelle acque dell’East River. Centinaia di persone, secondo la cronaca del corrispondente, cadevano a terra esanimi dopo essere state raggiunte dalla nuvola scura. Mentre descriveva la nuvola che si avvicinava sempre di più alla sua postazione improvvisamente tacque. Dalla centrale radio Orson Welles finse di chiamare più volte il corrispondente posizionato sul terrazzo del palazzo senza ottenere risposta. A conclusione del drammatico racconto Orson Welles lesse un bollettino con il quale informava che le navi spaziali, anzi i “cilindri marziani”, erano atterrati su tutto il paese.

La prima parte dello sceneggiato era concluso. La trasmissione si interruppe per mandare in onda musica in un intervallo di circa mezzora. Nella seconda parte Orson Welles abbandonò la parte del conduttore del notiziario per trasformarsi in uno dei testimoni oculari dell’invasione. Egli finse di trovarsi in strada e diede conto delle scene che si presentavano davanti ai suoi occhi in una New York notturna. I marziani, raccontava, avevano preso il completo sopravvento sugli umani e scorrazzavano per la città. Poi poco alla volta descrisse, con finta meraviglia, come gli invasori iniziavano a star male e a morire a causa di germi patogeni presenti sul pianeta terra e di cui non conoscevano l’esistenza. Questi microbi risultavano fatali per i marziani. Nei pochi minuti residui dello sceneggiato Orson Welles raccontò di come tutti i marziani invasori stavano morendo a causa di questi microbi. La terra era salva.

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Una parte degli ascoltatori, che si erano collegati a trasmissione iniziata e quindi non avevano ascoltato la presentazione del ‘drama’, erano stati presi dal panico. Il produttore esecutivo della trasmissione Davidson Taylor, mezz’ora dopo l’inizio della presunta invasione, ricevette una telefonata da imprecisate autorità durante la quale ebbe l’ordine di interrompere la trasmissione. Poco dopo la sede della CBS di New York fu invasa da poliziotti. Davidson Taylor e altri funzionari della CBS riuscirono a trattenerli e a impedire che entrassero nello studio dove veniva trasmesso lo sceneggiato.

Il ‘drama’ era durato solo quaranta minuti. Il racconto di Orson Welles era stato interrotto dalla musica spesse volte. Un pianoforte suonava musiche di Debussy e di Chopin creando un effetto drammatico. Un altro elemento che contribuì alla veridicità della recitazione fu lo studio che gli attori dello sceneggiato fecero riascoltando più volte la cronaca in diretta di Hebert Morrison in occasione dell’incendio in fase di atterraggio del dirigibile Hildeburg. La tragedia, vera, si era registrata il 6 maggio dell’anno precedente a Manchester Township, New Jersey.

Subito dopo la fine della trasmissione Welles abbandonò le vesti del personaggio per annunciare che tutto quanto non era che una finzione. In seguito definì il programma con queste parole: “dressing up in a sheet and jumping out of a bush and saying ‘boo!” (coprirsi con un lenzuolo e saltar fuori da un cespuglio dicendo ‘boo!’).

La sede della CBS divenne una bolgia infernale. Giornalisti, fotografi, agenti di polizia, gente comune invasero gli uffici della stazione radio. Si parlava di panico tra la popolazione, di strade intasate da cittadini in fuga da non si sa che cosa, di suicidi provocati dalla paura degli extraterrestri. La gigantesca tabella luminosa sull’edificio del New York Times, tra Broadway e la 42° strada, riportava a lettere cubitali la scritta “Orson Welles caused panic”. I notiziari delle varie reti radiofoniche passarono la notte a smentire le notizie catastrofiche che si erano diffuse.

La realtà delle cose fu meno drammatica da come fu poi raccontata dai giornali. Solo in alcune cittadine parte della popolazione era effettivamente scesa in strada e il terrore non fu così diffuso come veniva descritto dai media. Alcuni studi successivi calcolarono che erano stati tra i 500.000 e il 1.000.000 di radioascoltatori, comunque un gruppo numeroso, ad aver creduto veramente a una invasione. La grande maggioranza di questi si limitò a telefonare ai posti di polizia o alle autorità delle loro città per avere conferma di ciò che ascoltava. Non si ebbero notizie di suicidi che potessero essere addebitati al panico derivante dalla trasmissione. Piuttosto fu la stampa a cavalcare l’episodio pubblicando centinaia di pezzi in prima pagina nei quali, imitando involontariamente la drammaticità della trasmissione “the war of the words”, venivano amplificati gli effetti che la stessa aveva provocato sul pubblico. 

Il programma della CBS diede un’enorme notorietà a Orson Welles, all’epoca attore alle prime armi. Grazie a questa interpretazione ottenne un contratto dalla casa cinematografica RKO che prevedeva la partecipazione a tre film con un compenso di 50.000 dollari più il 20% degli incassi. Nel 1948, dopo aver partecipato come protagonista a “Quarto potere” e ad altri numerosi film, lasciò Hollywood per l’Europa. Nel vecchio continente, oltre ai film, si dedicò a numerose produzioni teatrali. Nel 1942 vinse l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale con il film “Quarto potere”. Nel 1970 gli fu assegnato l’Oscar alla carriera.

(Foto in alto: Foto di Marte della missione Viking della NASA del 1977 elaborata da Roel Van Der Hoorn)

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