Palazzo Borghese da Via della Ripetta, Indeciso 42, 1982, CC BY-SA 4.0

PAOLINA BONAPARTE

IL PRIMO MATRIMONIO                  

Maria Paola Bonaparte è nata ad Ajaccio il 20 ottobre del 1780, figlia di Carlo Maria Buonaparte e di Letizia Ramolino e sorella di Napoleone. Ha solo 5 anni quando il padre muore lasciando la famiglia in ristrettezze economiche, che vengono superate quando il fratello primogenito Giuseppe inizia a esercitare la professione di avvocato e l’altro fratello, Napoleone, intraprende una brillante carriera militare nell’ambito dell’esercito rivoluzionario francese. Paolina è di una bellezza splendente, la più bella delle Bonaparte, nonostante ciò ha un difetto estetico: le sue orecchie sono piatte con i rilievi appena accennati. Nasconde questa imperfezione con opportune acconciature dei capelli.

Nel 1796 la fanciulla intraprende una storia d’amore con il deputato Stanislas Fréron. Napoleone è contrario al fidanzamento della sorella con Fréron che poco dopo cade in disgrazia. Il fratello le fa conoscere un brillante ufficiale suo amico, il generale Charles Leclerc. Paolina si fidanza con il generale e lo sposa nel castello di Mombello nel 1797, nel periodo in cui tutta la famiglia Bonaparte è ospite in casa di Napoleone e della moglie Giuseppina nella località nei pressi di Milano. Nel 1798 Paolina, che abita nel castello di Montgobert in Piccardia, ha un figlio a cui viene dato il nome Dermide. Charles Leclerc recita un importante ruolo nel colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799). Interviene con le sue truppe a Saint-Cloud, dove sono riunite le assemblee delle due camere, insieme al futuro cognato Gioacchino Murat, per difendere Napoleone accusato di tradimento. Fa irruzione nell’edificio dove è riunita l’assemblea con i soldati armati di fucile con baionetta innestata, soffocando in tal modo la ribellione dei deputati. Quest’intervento, salvifico per Napoleone, porta alla nomina dello stesso a console e segna l’inizio di una folgorante carriera politica che culminerà con la proclamazione a Imperatore dei Francesi. Charles Leclerc ottiene incarichi di comando in varie città, dove è sempre accompagnato dalla moglie.

Nel frattempo Paolina non si fa mancare relazioni sentimentali. Il più duraturo dei suoi numerosi amanti risulta essere l’attore francese Jules Lafon. La relazione con Lafon è di pubblico dominio. Tale è lo scandalo da spingere Napoleone ad allontanarla dalla Francia. Affida al marito l’incarico di soffocare la rivolta ad Haiti, guidata dall’ex schiavo di origine africana Toussaint Louverture, che ha proclamato l’indipendenza dell’isola dalla Francia, dichiarandosi presidente.

Questa storia è tratta dal volume “I BONAPARTE. Una storia quasi italiana” di Silvano Napolitano. AMAZON.IT

Nel dicembre del 1801 Paolina, con il figlioletto Dermide, segue il marito che si imbarca con un contingente di 24.000 militari per riportare l’isola sotto il controllo francese. Il viaggio viene interpretato dagli ufficiali imbarcati sulla nave Océan come una gita di piacere. Sono sicuri di una veloce e facile vittoria contro il ribelle Louverture. Paolina contribuisce molto all’allegria generale organizzando feste e non facendo mancare a numerosi ufficiali la sua benevolenza. Arrivati a Santo Domingo Leclerc e il suo stato maggiore devono prendere atto che non sarà facile sconfiggere il ribelle, che può contare sulla conoscenza di un territorio difficile, adatto alla guerriglia. A causa dei pericoli Leclerc fa trasferire la moglie con il figlio nella vicina isola della Tortuga. Paolina continua la sua vita mondana piena di amori. Ha relazioni con generali ribelli, forse anche con il loro capo Louverture. Dopo dure battaglie combattute contro i guerriglieri, Leclerc riesce a riportare l’isola sotto il controllo della Francia. Purtroppo a causa delle paludi e del clima malsano si ammala di febbre gialla, malattia che risulta fatale. Il 2 novembre del 1802 la sua vita si spegne.

La vedova imbarca le spoglie del marito sul vascello Swiftshure per riportarle in Francia. Sulla nave, dopo appena due giorni di navigazione, Paolina allaccia una relazione con il generale Humbert. Tornata a Parigi viene ospitata dal fratello Giuseppe a palazzo Mabeuf, sito nel quartiere del Faubourg Saint-Honoré. Qui riapre il suo salotto nel quale ospita letterati, politici e ufficiali. Poco dopo riallaccia la sua relazione con l’attore Lafon. In occasione di un ricevimento ha occasione di conoscere un nobile italiano, il romano Camillo Borghese, principe di Sulmona e di Rossano. Il principe Borghese, primogenito di Marcantonio Borghese, nominato da Napoleone senatore della Repubblica Romana, si era arruolato nei ranghi dell’esercito francese partecipando a numerose battaglie al seguito del generale corso, stabilendosi poi a Parigi.

UNA “BORGHESE” A ROMA            

Paolina non perde tempo. Camillo Borghese ha tutto quello che qualsiasi donna desidera. È bello, incommensurabilmente ricco, nobile di una delle più antiche dinastie romane e poi, cosa importante per Paolina, sempre alla ricerca di nuove emozioni, è un uomo di larghe vedute. I due allacciano un rapporto sentimentale che sfocia in breve in un fidanzamento al quale Napoleone dà il suo assenso. Contrariamente ai desideri del fratello console che ritiene che la sorella debba aspettare un minimo periodo di lutto prima di risposarsi, i due il 23 agosto del 1803 convolano a nozze nella chiesa parigina di Mortefontaine.

Camillo, Paolina e il suo figlioletto Dermide si trasferiscono a Roma nel maestoso palazzo Borghese, tra via di Ripetta e piazza Borghese. Paolina, abbagliata dalla grandiosità del palazzo e del vicino parco di Villa Borghese, non tarda a organizzare ricevimenti e feste, a cui partecipa tutta la nobiltà romana. Naturalmente numerosi giovani e meno giovani romani devono pagare il loro tributo alla bellezza di Paolina. La generosità della principessa Borghese diventa proverbiale. Si dice di lei che è tanto democratica che a volte fa all’amore persino con il marito. Nonostante ciò la Bonaparte si aliena le simpatie dei romani poiché, volendo rinnovare i giardini di Villa Borghese, impedisce il libero accesso in gran parte del parco. I romani avevano da secoli il privilegio di poter passeggiare liberamente nei viali di Villa Borghese.

Nel 1804, essendo la salute di Paolina cagionevole, lei e il marito concordano di recarsi a Pisa perché la stessa riceva delle cure presso i rinomati bagni termali di quella città. Il piccolo Dermide, che all’epoca ha sei anni, viene lasciato alle cure del fratello di Camillo, Francesco, che abita a Frascati, in villa Mondragone, una delle tante proprietà dei Borghese. Villa Mondragone è anche poco distante dall’abitazione del fratello di Paolina, Luciano Bonaparte, i cui figli sono particolarmente affezionati al loro cuginetto Dermide. Luciano e i suoi figli in quel periodo soffrono di febbri dalle quali presto guariscono. Anche Dermide viene contagiato da quelle febbri ma, forse a causa dalla sua gracile costituzione, la malattia ha per lui un esito infausto. Il 14 agosto muore nonostante l’intervento dei medici e le cure che i suoi zii gli prodigano. Camillo Borghese, a Pisa con la moglie, non trova il coraggio di comunicare subito la notizia a Paolina, in considerazione della salute malferma della stessa. Dopo qualche giorno Francesco, per preparare gradualmente la cognata alla ferale notizia, spedisce tre missive a Pisa. Con la prima comunica che il piccolo Dermide si è ammalato. Con la seconda informa della gravità della situazione. La terza dà notizia del decesso. Ma, appena ricevuto il primo messaggio, la madre si allarma enormemente e, presagendo quanto accaduto, ritorna precipitosamente a Roma. Dispone che il figlioletto venga seppellito accanto al padre nel cimitero vicino al castello di Montgobert. Paolina accusa Camillo di averla costretta a lasciare il figlioletto a Frascati, essendo convinta che Dermide non si sarebbe ammalato avendolo accanto a sé. Riceve pari lamentele dai nonni Leclerc che accusano la Bonaparte di aver portato il bambino in Italia invece che lasciarlo alle loro cure.

La morte del figlio raffredda il legame con il marito. Spesso Paolina si reca a Parigi. Dopo l’incoronazione di Napoleone a imperatore viene nominata dal fratello duchessa di Guastalla, mentre Camillo riceve la carica di governatore del Piemonte. Per tale motivo il principe romano sosta per lunghi periodi a Torino. Non sempre Paolina lo segue. La vita politica non la interessa, né la interessa quella piccola località dell’Emilia, Guastalla, di cui è duchessa, dove si reca solo occasionalmente. Nel 1807 fa da modella ad Antonio Canova che scolpisce la statua di Venere vincitrice con le fattezze di Paolina Borghese. La nudità della statua, che riproduce esattamente le sembianze di Paolina, fa scalpore. La statua è esposta al pubblico che accorre numeroso per ammirare il corpo della principessa Borghese. È tanta la folla che il marito si ingelosisce impedendo l’esposizione al pubblico dell’opera d’arte del Canova. Paolina intanto miete amanti a Roma, a Torino, a Parigi. Felice Blangini, compositore torinese, Luis de Forbin, suo ciambellano, sono in questo periodo suoi amanti ufficiali. Un giovane francese, incontrato durante una festa popolare ai giardini di Luxembourg alla quale lei partecipa in incognito, diviene suo inconsapevole amante per un breve periodo. Capisce chi è la sua compagna d’avventura solo quando la Bonaparte, accompagnata dal suo seguito, lo incontra tempo dopo casualmente per strada a Parigi. Fa avere al giovane amico una importante carica nel Ministero degli Interni.            

Nel 1808 Paolina si trasferisce a Torino, dove il marito soggiorna per il suo incarico di governatore. Nel 1810 Paolina e Camillo Borghese sono i padrini di battesimo del neonato Camillo Benso di Cavour. La madre di Camillo, Adele de Sellon, è damigella d’onore della duchessa di Guastalla.  Questa è una delle ultime occasioni in cui i due coniugi sono insieme. Poco dopo si separano. Camillo Borghese inizia una relazione con la duchessa Livia Lante della Rovere, trasferendosi a Firenze, mentre Paolina preferisce viaggiare in giro per l’Europa.

Nel 1814, quando il fratello viene relegato sull’isola d’Elba, lo raggiunge, accompagnata dalla madre Letizia. Anche nella piccola isola, in quei pochi mesi in cui abita a Portoferraio, organizza feste e ricevimenti a cui invita, oltre gli ufficiali francesi che hanno seguito Napoleone all’Elba, anche comuni cittadini. Dopo che il fratello viene trasferito, sotto stretta sorveglianza, a Sant’Elena, cerca in tutti i modi di ottenere il permesso dalle autorità inglesi di poterlo raggiungere sull’isola per fargli compagnia e curarlo, poiché Napoleone è molto sofferente a causa di disturbi allo stomaco. Nonostante l’intervento presso il papa e presso le autorità inglesi del cardinale Fesch, fratellastro di Letizia Ramolino, Paolina non ottiene l’autorizzazione per recarsi a Sant’Elena.

La duchessa di Guastalla ormai risiede stabilmente a Roma, dove la madre Letizia ha acquistato un edificio al centro della città, Palazzo Bonaparte a piazza Venezia. Grazie all’intervento di papa Leone XII, Camillo Borghese accetta di riaccogliere Paolina in una sua casa, villa Fabricotti. Dopo pochi mesi, nel 1825, Paolina si ammala gravemente a causa dei postumi di una malattia contratta durante il suo soggiorno a Santo Domingo. Muore a Firenze il 9 giugno del 1825. Viene sepolta a Roma, nella cattedrale di Santa Maria Maggiore.

(Foto in alto: Palazzo Borghese da Via della Ripetta, Indeciso 42, 1982, CC BY-SA 4.0)