Richard Sorge

RICHARD SORGE, LA SPIA CHE VENNE DALLA GERMANIA

Una vita incredibile, quella di Richard Sorge, la più abile spia al servizio dei sovietici durante la seconda guerra mondiale. Riuscì a ottenere il pieno appoggio del partito nazista tedesco potendo così operare in Giappone con la piena fiducia delle autorità nipponiche.

Era nato nel 1895 a Baku, sul mar Caspio, che all’epoca faceva parte della Russia imperiale. Il padre era un ingegnere tedesco, la madre una russa. In famiglia si respirava aria rivoluzionaria, poiché il suo prozio, Friedrich Adolphe Sorge, era stato nominato da Karl Marx segretario dell’internazionale socialista. Con lo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò volontario nell’esercito tedesco. Durante uno scontro fu gravemente ferito, avendo la perdita di tre dita e fratture multiple a una gamba che lo lasciarono zoppo. Durante la lunga convalescenza si dedicò alla lettura del Capitale di Karl Marx. Frequentò l’università laureandosi in scienze politiche ad Amburgo.

L’AGENTE SEGRETO RICHARD SORGE

Nel 1924 lasciò la Germania e insieme alla moglie Christiane si trasferì a Mosca, alloggiando all’Hotel Lux, l’albergo dove venivano ospitati tutti gli esponenti stranieri dell’internazionale comunista. Divenne membro del Komintern, il comitato internazionale che raccoglieva al suo interno i partiti comunisti di tutti i paesi. La moglie, sebbene condividesse le idee politiche del marito, non resisté a lungo all’atmosfera pesante che si respirava a Mosca tra gli esponenti stranieri del Komintern, che erano sottoposti a strettissima sorveglianza per il timore di infiltrazioni di spie. Fece ritorno a Berlino e nel 1932 ottenne il divorzio. In seguito emigrò negli Stati Uniti dove divenne insegnante. Richard, che conosceva perfettamente il russo oltre che il tedesco ed era in grado di apprendere con stupefacente facilità le lingue straniere, fu assoldato come agente segreto sovietico.

Nel 1922 i sovietici decisero di rimandare Sorge a Francoforte, nel suo paese d’origine. Nella repubblica di Weimar i simpatizzanti comunisti erano molto numerosi tra le file operaie. Sorge aveva il compito di coordinare segretamente i vari comitati comunisti sorti spontaneamente in tutta la Germania.

Nel 1924, dopo le fallite insurrezioni comuniste in Germania, fece ritorno a Mosca diventando un funzionario del dipartimento affari internazionali del Komintern. Dopo un ulteriore incarico quale agente segreto in Inghilterra, venne rispedito in Germania con il compito di infiltrarsi nel partito nazista iscrivendosi allo stesso. Richard Sorge era un cittadino tedesco a tutti gli effetti, ed era stato sempre attento a non far scoprire le proprie simpatie comuniste, anzi, essendo un reduce della prima guerra mondiale dove aveva sofferto di gravi ferite, aveva tutte le carte in regola per diventare un membro del partito nazista.

In Germania riprese i rapporti con le numerose amicizie strette al tempo dell’università. Sorge era una persona brillante e intelligente, con grandi capacità oratorie. Allacciava molto facilmente amicizie maschili e attraeva a sé tutte le donne che venivano in contatto con lui. Era dotato di uno charme naturale. Quale perfetta copertura si fece assumere come giornalista al quotidiano “Getreide Zeitung”.

MISSIONE IN CINA

I sovietici avevano la necessità di mettere sotto controllo la Cina nella quale era difficile creare reti di informatori locali a causa delle difficoltà linguistiche. In quel periodo la Cina era nel pieno dello scontro tra le forze nazionaliste di Chiang Cai-Shek e i comunisti di Mao Tse-Tung. Inoltre c’era in ballo la situazione della Manciuria, che era stata occupata dal Giappone nel 1931. Era uno stato indipendente completamente controllato dai nipponici, ma sul quale i sovietici avevano mire annessionistiche.

Richard Sorge, che nel 1929 era passato al servizio di spionaggio dell’Armata Rossa, fu giudicato la persona ideale per essere inviata in Cina dai sovietici. Era un cittadino tedesco, era in grado in poco tempo di apprendere il cinese e pertanto capace di creare una rete informativa locale. Inoltre aveva buonissimi rapporti con il corpo diplomatico tedesco. Uno dei suoi migliori amici era il capitano Scholl, suo commilitone ai tempi della prima guerra mondiale, che era diventato un influente esponente del corpo diplomatico con l’incarico di addetto militare.

A Shangai Sorge fu un abituale frequentatore del consolato tedesco dove riusciva ad attingere una quantità incredibile di informazioni riservate, che prontamente trasmetteva a Mosca. Sorge godeva di grande considerazione presso il console essendo un esponente di peso del partito nazista e uno dei pochi in grado di mantenere rapporti con la migliore società cinese, avendone in poco tempo appreso la lingua. Aveva una grande determinazione. Creò dal nulla una rete di informatori che lavoravano a favore del regime comunista sovietico non per soldi, ma in virtù della loro ideologia comunista.

RICHARD SORGE IN GIAPPONE

Il lavoro del tedesco fu molto apprezzato dai servizi segreti sovietici. I russi avevano un problema in Giappone simile a quello cinese. Non erano riusciti a infiltrare spie a causa delle solite difficoltà linguistiche. Erano particolarmente affamati di notizie poiché il patto d’acciaio stretto tra la Germania e il Giappone avrebbe determinato, in fase di conflitto, un accerchiamento della Russia. Lo stato della Manciuria aveva un suo temibile esercito che agiva in modo indipendente dal Giappone ed era ansioso di attaccare in Siberia. Inoltre, poiché la Manciuria era sotto il diretto controllo del Giappone, le truppe nipponiche avrebbero potuto fare della stessa la loro base di partenza per intervenire a loro volta.

Scelsero per questa missione Sorge per le capacità organizzative, per la facilità di relazionarsi con gli elementi locali che già aveva dimostrato in Cina, perché era in grado di creare rapporti di collaborazione con l’ambasciata tedesca di Tokyo. Sorge, nel frattempo tornato in Germania, approfittò delle sue numerose amicizie per entrare in contatto con diversi giornali ai quali propose delle corrispondenze dal Giappone, incarichi che dovevano essere utilizzati come copertura. Divenne collaboratore del “Frankfurter Zeiting”, del “Täglische Rundschau e del “Berliner Börsen-Zeitung”.

Nel 1933 partì per Tokyo, presentandosi all’ambasciata con le lettere di accreditamento che si era fatto rilasciare dal partito nazista. Fece amicizia con l’addetto militare Eugen Ott. Approfittando del suo fascino fece ancor più amicizia con la moglie dello stesso Ott. Con lui c’era il suo fedele collaboratore Max Clausen, conosciuto in Cina, grande esperto in comunicazioni radio. Aveva un altro grande amico in terra nipponica, Ozaki Hotsumi, giornalista conosciuto in Cina, simpatizzante delle ideologie comuniste. Richard completò la sua squadra con il giornalista iugoslavo Branko Vukelic e con il pittore giapponese Miyagi Yotoku.

Egli, sebbene si spacciasse come un fedele seguace dell’ideologia nazista, si presentava in modo trasgressivo e ironico, raccontando barzellette su personalità del regime nazista, in modo da suscitare simpatia e fiducia sia nei nazisti più accesi che in quelli nei quali albergavano segreti dubbi sul regime di Hitler. Per le sue qualità mondane era il più richiesto nelle feste e nei salotti del corpo diplomatico di Tokyo. Presto divenne il confidente e il consigliere dell’addetto militare Eugen Ott al quale Sorge forniva notizie sul Giappone che l’addetto trasmetteva a Berlino. Le notizie di Ott erano giudicate tanto interessanti da procurargli la promozione a capo missione. Sorge si legò con una bellissima donna del luogo Hanako San, che fu sua amante fino alla fine.

INVASIONE TEDESCA DELLA RUSSIA

Nel 1938 le informazioni inviate a Mosca da Sorge, relative ai movimenti dell’esercito della Manciuria coadiuvato da unità nipponiche sul fronte dell’estremo oriente della Siberia, permisero ai sovietici di rinforzare adeguatamente i punti deboli del loro schieramento, non permettendo ai giapponesi di avanzare. Questo convinse il governo nipponico a firmare un trattato di neutralità con la Russia di Stalin.

Nel 1941 Sorge, nei colloqui riservati che aveva con Eugen Ott, venne a conoscenza di un dispaccio da Berlino che indicava la data del 22 giugno quale giorno dell’ingresso in Russia delle forze armate tedesche: l’inizio dell’operazione Barbarossa. Fece inviare immediatamente dal suo amico radiotelegrafista Max Clausen un messaggio a Mosca. Stalin non volle credere al suo informatore. Non predispose piani di difesa nella errata convinzione del rispetto di Berlino del trattato di non aggressione. L’errore di valutazione di Stalin costò molto caro all’Unione Sovietica che vide i tedeschi arrivare alle porte della capitale russa.

Fu sempre Sorge, il quale non si era arreso nonostante che le sue vitali informazioni fossero finite al macero, che fornì al dittatore sovietico un’altra preziosissima informazione. Era venuto a conoscenza di una riunione ad altissimo livello delle autorità nipponiche in cui si era deciso di concentrare tutte le loro forze nel sud est asiatico, per far fronte agli inglesi e agli americani, sospendendo i progetti di invasione della Siberia. Questa volta Stalin prese buona nota e spostò tutte le forze russe dislocate in Siberia a ridosso di Mosca. Riuscì in tal modo a far fronte agli attacchi tedeschi. La mancata conquista della capitale russa fu l’inizio della sconfitta germanica.

LA CATTURA DI RICHARD SORGE

Ormai i giapponesi erano consapevoli della presenza di una spia che operava a favore di Mosca, avendo intercettato anche alcune trasmissioni radio di Max Clausen. Poiché non avevano la minima idea di chi fosse la spia, misero sotto controllo le strutture del partito comunista locale. Un giorno, durante una retata, arrestarono un anziano membro del partito, impiegato delle ferrovie. Per salvare la vita, fece il nome dei compagni. Tra questi c’era Miyagi Yotoku, il pittore che era entrato nella rete informativa messa su da Sorge. Miyagi fu arrestato e costretto a fare i nomi dei suoi complici: Sorge e Ozaki.

Sorge non era uno qualsiasi. Rappresentava, anche se ufficiosamente, la Germania, paese alleato del Giappone.  Gli investigatori titubarono parecchio prima di procedere al suo arresto. Sorge si trovò sotto la giurisdizione della procura del tribunale e fu trattato con tutti i riguardi. Il corpo giudiziario giapponese era molto ligio alla normativa, che proibiva di sottoporre a torture gli indagati. Yoshikawa, il procuratore che procedeva nelle indagini, a un certo punto fece appello all’onore di Sorge: non scaricasse l’intera responsabilità sui suoi collaboratori Clausen, Ozaki e Vukelic, tutti agli arresti insieme a Yotoku. Sorprendentemente Sorge ammise le sue responsabilità di capo della rete spionistica.

Il tedesco adottò un’abile difesa, sostenendo, ed era vero, che lui non aveva mai costretto nessuno a rivelare notizie riservate, ma le erano state comunicate spontaneamente dai suoi interlocutori. Tante altre le aveva semplicemente lette sui giornali locali. In effetti questa linea di difesa pagò, tanto che gli interrogatori e il processo andarono avanti per molto tempo senza trovare una conclusione.

LA CONDANNA A MORTE

Il procedimento giudiziario durò tre anni. Sorge e Ozaki furono condannati all’impiccagione mentre i loro compagni Clausen e Vukelic ebbero la condanna all’ergastolo. Miyagi era morto a causa degli estenuanti interrogatori. La condanna capitale fu eseguita il 7 novembre del 1944.

Dopo cinque anni di ricerche la sua amante Hanako San, che gli era rimasta fedele fino alla fine, rintracciò i resti di Sorge abbandonati in un piccolo cimitero per vagabondi. Questi furono trasferiti nel cimitero Tama, nei pressi di Tokyo, accanto alle tombe dei compagni Ozaki e Miyagi. Hanako San continuò a visitare la tomba del suo amato fino alla morte avvenuta nel 2000. Le parole più belle in onore di Sorge furono quelle pronunciate dal procuratore Yoshikawa: “In tutta la mia vita non ho mai incontrato un uomo di tale levatura”.

L’Unione Sovietica dimenticò il suo eroe. Fu riscoperto dai russi solo nel 1964, dopo la morte di Stalin. Richard Sorge ottenne il riconoscimento postumo di “Eroe dell’Unione Sovietica”.