Unity Mitford, 1938

UNITY MITFORD, UN’INGLESE ALLA CORTE DI HITLER

Unity Valkyrie Mitford nacque in Inghilterra nel 1914. Era figlia del barone David Freeman Mitford, proprietario di alcune miniere d’oro situate in Canada. La sua famiglia era imparentata alla lontana con Winston Churchill. Sua sorella Diane, dopo un divorzio, aveva una relazione con il leader del partito nazista inglese Oswald Mosley. Unity era una seguace sfegatata del partito nazista fin da ragazza. La camera della sua casa che condivideva con la sorella Jessica, che invece era una simpatizzante comunista, era divisa da una immaginaria barriera in due parti. Un lato era decorato con svastiche e simboli nazisti, mentre il lato di pertinenza della sorella aveva sulle pareti Falce e Martello e immagini di Stalin e Lenin.

UNITY “VALKYRIE” MITFORD IN GERMANIA

Nel 1933 Unity, la sorella Diane e Oswald Mosley si recarono in Germania per partecipare al “Rally di Norimberga” dove la Mitford ebbe l’opportunità di conoscere Hitler. L’anno seguente Unity Valkyrie si trasferì a Monaco di Baviera dove si iscrisse a un corso di lingua tedesca. Da quel momento divenne una vera e propria stalker di Hitler nei confronti del quale aveva un’adorazione. Hitler, che in quel periodo si trovava a Monaco, lo si incontrava facilmente nei locali e nelle birrerie della città. La nazista britannica non mancava di farsi trovare sempre dove era presente il suo idolo. Alla fine il futuro Führer si accorse della bellissima Unity e la invitò al suo tavolo. Era incuriosito dal suo secondo nome. Il nonno di Unity aveva avuto rapporti di amicizia con Richard Wagner e volle che alla bambina fosse imposto anche il nome Valkyria in onore del grande musicista tedesco. Eva Braun, che aveva una relazione con il capo dei nazisti, divenne un’acerrima avversaria di Unity. La Braun temeva che la simpatia per la britannica finisse per compromettere il suo rapporto con l’amato Adolf, tanto che il 28 maggio del 1935, per attirare l’attenzione del fidanzato e distoglierlo dall’invadente ragazza inglese, tentò di suicidarsi ingerendo dei sonniferi.

La Mitford riuscì a farsi ammettere nella ristretta cerchia di Hitler dopo che ebbe pronunciato un discorso violentemente antisemita al Festival della Gioventù Hitleriana. L’episodio fu riportato anche dalla stampa britannica sollevando indignazione nell’opinione pubblica inglese. Il legame anche affettivo, oltre che politico, con Hitler fu il motivo per cui i servizi segreti inglesi la misero sotto sorveglianza.

Nel 1938 si incupirono i rapporti tra Germania, Francia e Regno Unito. La Mitford si adoperò presso il Führer per evitare lo scoppio della guerra tra l’Inghilterra e la Germania. Suggeriva di stringere un’alleanza con i britannici e, per facilitare gli eventuali contatti tra i due paesi, fornì alle autorità tedesche un elenco di personalità inglesi suddiviso tra simpatizzanti e nemici del nazismo.  

IL TENTATIVO DI SUICIDIO

Nel 1939, nonostante i suoi sforzi, iniziarono le ostilità tra Germania e Inghilterra. La sorella Diane, che si era sposata con Oswald Mosley nel 1936 in casa di Goebbels e alla presenza di Hitler, lasciò il suolo tedesco, rientrando in Inghilterra, per non essere accusata di tradimento. Unity era combattuta tra la necessità di tornare in patria e il desiderio di rimanere accanto al suo amato Adolf Hitler. Il 3 settembre del 1939, giorno della dichiarazione di guerra tra i due paesi, contattò il responsabile locale del partito nazista per avere assicurazioni su come sarebbe stata trattata in qualità di straniera nemica. Ebbe assicurazioni che nessun provvedimento era stato emesso a suo carico. Nel pomeriggio dello stesso giorno, profondamente depressa a causa degli accadimenti bellici, si appartò nel “giardino inglese” di Monaco dove si sparò un colpo alla tempia con una pistola di piccolo calibro, con manico di madreperla, regalo personale del Führer.

La ferita non fu mortale. Il colpo, penetrato dal lato destro del capo, si era fermato contro la parete opposta del cranio. Fu soccorsa e ricoverata nell’ospedale di Monaco dove i medici non ebbero la possibilità di estrarre la pallottola poiché c’era il pericolo che l’intervento potesse provocare gravi danni cerebrali. In ospedale ricevette diverse visite del Führer che sostenne tutte le spese mediche. Hitler inoltre organizzò il viaggio di ritorno in Inghilterra della sua amica. La presenza della britannica era diventata fonte di imbarazzo. La Mitford aveva parecchi nemici in seno al partito nazista. Joachim Von Ribbentrop e Rudolf Hess non la vedevano di buon occhio ed erano ben lieti di liberarsene. Ci furono voci che il suo ferimento non fosse dipeso da un tentativo di suicidio ma si era trattato di un mancato omicidio, un modo sbrigativo di liberarsi di quella inglese impicciona troppo vicina al Führer.

UNITY MITFORD RITORNA IN INGHILTERRA

Hitler dispose il suo trasferimento in Svizzera, paese neutrale. Fu ricoverata nell’ospedale di Berna. La madre e la sorella si recarono nella capitale elvetica per organizzare il ritorno in patria. La cosa non era semplice poiché in Inghilterra la Mitford era considerata amante di Hitler. Rischiava, al suo rientro, di essere arrestata e processata per alto tradimento. La famiglia contava sulla circostanza del grave ferimento per evitarle il processo e la prigione. L’intervento personale del ministro dell’interno britannico John Anderson permise il rientro senza conseguenze. Una perizia medica stabilì che la Mitford aveva subito gravi danni cerebrali. Il medico certificò che era incontinente e aveva la cognizione di “una bambina di 10 anni evoluta”. Fu affidata alla madre nella casa familiare di Swinbrook.

DUBBI SULLA FERITA ALLA TESTA E IL PRESUNTO FIGLIO DI HITLER

Il grave stato di salute dichiarato dal suo medico venne contraddetto dalla circostanza che Unity Mitford, poco dopo il suo rientro in patria, iniziò una relazione con il pilota della RAF John Andrews. Inoltre fu vista scorrazzare alla guida di un’auto per la campagna inglese. Fermava i piloti della RAF di ritorno dalle missioni per chiedere notizie delle stesse. A causa della sua relazione Andrews fu trasferito in una base aerea nell’estremo nord della Scozia.

Queste circostanze crearono dubbi sul presunto tentativo di suicidio nel servizio segreto inglese. I servizi supponevano una messinscena per evitare accuse e carcere. Gli agenti dell’MI5 avevano intenzione di incontrare la Mitford per appurare il suo reale stato di salute. L’interrogatorio non avvenne a causa dell’opposizione del ministro degli interni John Anderson. La sorella Diane fu imprigionata nel 1940 e rilasciata solo nel 1943 a causa della sua attività nel partito nazista inglese.

Altri sospetti riguardarono un presunto figlio di Unity avuto con Hitler. Voci riportavano che i ricoveri ospedalieri e un’ingordigia alimentare insorta dopo il ferimento alla testa erano conseguenza di una gravidanza. Unity Mitford, dopo essere rientrata in patria, era stata ricoverata in una casa di maternità, ufficialmente per curarsi delle conseguenze del tentativo di suicidio. In base a questa ipotesi si suppose che, dopo la nascita, il presunto figlio di Unity fosse stato dato in adozione a una famiglia del luogo. Tali circostanze non furono mai appurate. Una testimonianza dell’epoca confermò che la Mitford era stata effettivamente ricoverata nella clinica ostetrica ma che non era incinta.

Nel 1948 la Mitford si ammalò di una meningite causata dalla permanenza del proiettile nel cranio. Ricoverata nell’ospedale di Oban si spense il 14 maggio di quell’anno. Aveva 34 anni al momento del decesso. Nonostante che le circostanze della morte abbiano infine confermato il tentativo di suicidio, dubbi irrisolti sulla vicenda sono stati riportati nel libro “Resolution” di Adam Zerny e nel documentario della BBC “Hitler’s British Girl”.